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Il prezzo dell’oro aumenta e l’Amazzonia si riduce

settembre 22, 2011 Rassegna Stampa

Qual è il rapporto tra il prezzo dell’oro e l’ambiente? A quanto pare, il rapporto esiste ed è direttamente proporzionale, ossia all’aumento del prezzo dell’oro corrisponde un aumento della deforestazione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Gli aumenti record del prezzo dell’oro sul mercato negli ultimi anni hanno condotto ad una crescita della deforestazione nell’Amazzonia peruviana. Questo è quanto emerso dallo studio “Gold Mining in the Peruvian Amazon: Global Prices, Deforestation, and Mercury Imports”, in cui viene messo in evidenza il rapporto diretto tra l’aumento del prezzo delle materie prime, in questo caso dell’oro e i rischi per l’ambiente. L’effetto finale di questa dinamica, in sintesi, è che i Paesi in via di sviluppo, che nella maggior parte dei casi sono anche i Paesi maggiormente ricchi di materie prime, diventano i responsabili di pratiche insostenibili e invasive che aumentano l’impatto sull’ambiente, senza poi avere gli strumenti per poter affrontare e risolvere i problemi.

Negli ultimi dieci anni, il prezzo dell’oro è aumentato del 360%, con un tasso di crescita annuale costante del 18%. Una delle immediate conseguenze nei Paesi con un’elevata disponibilità di questo minerale, è stata la diffusione di una miriade di minatori “informali” che agiscono nell’illegalità. Non pagano le tasse, non sono in possesso di permessi formali e non analizzano l’impatto ambientale dell’estrazione dell’oro. Questi minatori d’oro “artigianali” appartengono generalmente alle classi più povere ed emarginate della società, i cui i livelli di istruzione e informazione sono molto bassi. Il degrado sociale sfocia dunque in quello ambientale: deforestazione, aumento dell inquinamento da arsenico nell’acqua e nell’aria e contaminazione da mercurio.

Il mercurio, in particolare, continua ad essere uno dei componenti tossici dominanti nell’estrazione dell’oro da parte dei minatori fai-da-te, nonostante sia nota la sua pericolosità per l”ambiente e per la salute dell’uomo e costituisca il secondo maggior agente inquinante dopo i combustibili fossili. E’ stato stimato che dal 1998, i minatori irregolari hanno contribuito al 20-30% della produzione globale di oro, diventando responsabili di 1/3 di tutto il mercurio rilasciato nell’ambiente.

Sia per la deforestazione che per l’aumento di mercurio nell’ambiente, il Perù è un caso emblematico, e per questo oggetto di studio della ricerca in questione. Il Perù è infatti attualmente il quinto produttore di oro a livello globale e gran parte dell’oro estratto nel Paese è frutto di lavoro irregolare. I ricercatori hanno analizzato le immagini della regione peruviana Dios provenienti da un satellite della NASA , e si sono focalizzati sulla deforestazione intorno alle due principali miniere di oro “artigianali”, per il periodo 2003-2009. Analizzando i livelli di deforestazione nella regione, i ricercatori hanno rinvenuto che 6600 ettari di foresta Amazzonica sono spariti: la porzione di foresta tagliata dai minatori è cresciuta dai 292 ettari all’anno nel periodo 2003-2006, a 1915 ettari per anno durante gli anni 2006-2009. Giusto in concomitanza con un aumento del 18% del prezzo dell’oro in quegli anni. Negli stessi anni il Perù ha aumentato notevolmente le importazioni di mercurio, utilizzato dai minatori per l’estrazione dei residui di oro dalle miniere.

Per far fronte a una situazione drammatica, il Governo peruviano ha introdotto una serie di misure restrittive per contrastare l’estrazione di oro illegale, mentre a livello globale, l’accordo dell’UNEP del 2009 – che affronta il tema delle contaminazioni da mercurio – potrebbe fare da supporto, non solo in Perù. Lo studio mostra infatti che altri Paesi in via di sviluppo con grandi possedimenti di oro, sono ormai segnati dalle stesse dinamiche delpaese sudamericano.

Lo studio, suggerisce dunque alcune pratiche da attuare per contrastare questo processo, come la diffusione di metodi sicuri per l’estrazione dell’oro e l’aumento del grado di istruzione tra i minatori. Gli stessi ricercatori sono però consapevoli che, nonostante i provvedimenti, i miglioramenti non saranno visibili nel breve o medio periodo, e che le condizioni continueranno a peggiorare con l’aumento del prezzo del prezioso minerale.

Donatella Scatamacchia

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