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Riflettori su CasaClima: intervista a Dario Vineis, Presidente del Network Piemonte e Valle d’Aosta

febbraio 14, 2012 Rassegna Stampa

L’Agenzia CasaClima, da alcune settimane, sta attraversando una bufera politica e mediatica che, come prima vittima, ha avuto il suo stesso fondatore e direttore dimissionario Norbert Lantschner, che abbiamo intervistato per LaStampa.it. Ma cosa comporterà questo terremoto istituzionale per i Network territoriali sviluppatisi in Italia negli ultimi anni, su stimolo di quello che, fino a ieri, era un modello esemplare di interazione pubblico-privato? Ne abbiamo parlato con l’architetto Dario Vineis, Presidente del Network CasaClima Piemonte e Valle d’Aosta, uno dei primi e più attivi nel Paese.  “Progettare e realizzare una CasaClima – esordisce Vineis – vuol dire sottoscrivere un impegno, da parte del progettista e del costruttore, nei confronti del committente; impegno che vede certamente garantito il risparmio energetico dell’edificio ma anche , e soprattutto, una più elevata e generale qualità edilizia”. Ecco, in sintesi, in cosa consiste il valore di questo sistema e la ragione per la quale si è addirittura formato un comitato spontaneo di cittadini e professionisti, dal significativo nome Salviamo Casa Clima.

L’accettazione, da parte del Consiglio di Agenzia, delle dimissioni del Direttore Norbert Lantschner, non dovrebbe, a quanto pare,  modificare la linea di sviluppo verso la quale aveva iniziato a indirizzarsi l’Agenzia, ovvero quella dei Network regionali, che dovrebbero garantire la formazione e lo sviluppo di un territorio, indirizzare i piani di potenziamento delle reti micro-capillari per una progettazione sostenibile e organizzare i corsi di formazione per i tecnici del settore – a cui sarà demandato il compito di progettare, in modo sostenibile, il futuro dell’ambiente. La tensione rimane tuttavia alta.

D) Arch. Vineis, indipendentemente dalla vicenda delle “dimissioni forzate” o “volontarie” del Direttore di Casa Clima e senza entrare nel merito delle ragioni di Lantschner o del CdA, quali sono, secondo lei, i punti di forza dell’iniziativa Casa Clima che vanno preservati, soprattutto in relazione all’impatto per i network territoriali?

R) Il punto di forza dell’Agenzia è certamente l’ideazione di un sistema che garantisca la qualità dell’esecuzione, perché è soltanto attraverso il controllo applicato dall’Agenzia e attraverso la progettazione secondo una precisa direttiva tecnica che si possono ottenere risultati certi. In una costruzione ad alta efficienza energetica intendiamo la riduzione dei consumi e la riduzione delle emissioni del gas serra, obiettivi principali di CasaClima. Le potenzialità di questo modello si vedono e hanno maggior valore quando vengono diffuse su tutto il territorio nazionale, non rimanendo confinate solo in qualche area particolarmente virtuosa. I  programmi di sviluppo dell’Agenzia, tra l’altro, non comprendono solo sistemi di certificazione di edifici, ma prevedono, oggi, anche sistemi di certificazione ambientale, come il ClimaHabitat, ClimaWine, ClimaHotel e ClimaWelcome per il turismo sostenibile,  gli alberghi,  i quartieri, le aziende agricole e vitivinicole. Il punto di forza principale è però la diffusione territoriale di questi protocolli. I Network sono i presidi territoriali dell’Agenzia,  l’ultimo punto di arrivo attuale verso il quale essa si è sviluppata fuori dalla Provincia Autonoma. Dopo aver certificato, per norma, edifici in provincia di Bolzano, ha cominciato a certificare fuori dalla Provincia, ha formato i tecnici, ha fatto crescere imprese di costruzione, ma anche aziende che oggi producono materiali e prodotti di qualità, tanto quanto le aziende della Provincia di Bolzano, e, alla fine, ha fatto nascere questi Network,  cioè dei presidi territoriali, che coprono un’area ormai vastissima nel Paese. Da qui in poi bisogna che questo progetto si espanda ulteriormente e proprio grazie a questi presidi.

D) Ci saranno pure, tuttavia, dei punti di debolezza…

R) Forse uno di questi è che si tratta di un’Agenzia pubblica e un’azienda pubblica deve funzionare attraverso delle logiche che, probabilmente, in qualche caso sono distanti da quelle che il mondo attuale richiede, lontane anche dal mercato delle idee e da quello economico. Il rispetto di alcune logiche di carattere dirigenziale ha frenato la chiarezza e la comprensione di quelli che possono essere i programmi di sviluppo, che ci auguriamo vengano presto condivisi ed avviati.

D) In che cosa CasaClima dovrebbe migliorare il proprio ruolo e il proprio impatto verso i territori, in una prospettiva di breve e lungo periodo?

R) L’alternativa, oggi, potrebbe essere seguire una logica di sviluppo spostata sui Network, per catalizzare tutti quei soggetti pubblici o privati che intendano modificare il modo attuale di fare eco-sostenibilità nella costruzione e non solo. Ad esempio, per la redazione di Regolamenti Energetici, che premino quei cittadini e quelle imprese che danno la garanzia di aver ottenuto risultati di efficienza energetica a un certo livello, oltre la Normativa Regionale o Provinciale, che deve essere considerala il livello minimo da raggiungere. Ecco che i Regolamenti energetici possono diventare allora uno strumento per garantire il raggiungimento dei risultati e controllare, molto facilmente, gli incentivi che vengono rilasciati. Questo perché il sistema CasaClima è un sistema molto semplice e facilmente verificabile, e  siccome il denaro è pubblico, è bene che non vada sprecato.

D) In definitiva, che cosa si aspetta dunque per i network territoriale, in particolare per quello piemontese, dalle prossime attività e iniziative di Casa Clima?

R) Nel territorio Piemontese CasaClima è già molto presente attraverso il Network,  partecipa a molte iniziative sia di divulgazione che di informazione. Ciò è possibile sia attraverso il canale istituzionale, perché lavora attraverso Pubbliche Amministrazioni, sia attraverso canali privati, con la partecipazione a fiere ed eventi. Una delle cose più importanti che il Network ha realizzato, nel suo primo anno di attività, è la partecipazione quale MainPartner all’iniziativa di Torino Smart City. Due dei cinque progetti che sono stati redatti nei workshop sono stati sviluppati con la collaborazione di consulenti esperti  CasaClima, che hanno indirizzato i progetti secondo le sue direttive; voglio ricordarli e ringraziarli per nome, sono Silvia Brunello, Claudia Giordana, Luca Malavolta, Fabrizio Prato, Ivano Talmon. Oggi questa partnership con il Comune di Torino continua: nel progetto SmartCity abbiamo molti spunti di collaborazione, ma stiamo anche partecipando a molti gruppi di lavoro, e ad un progetto transfrontaliero, con alcune Pubbliche Amministrazioni e soggetti privati. Tutto ciò è un primo passo, che speriamo si possa sviluppare ulteriormente.

Valentina Burgassi

 

 

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