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“Behind the Label”: il documentario che racconta i retroscena del cotone indiano

dicembre 12, 2014 Recensioni

Un mondo sommerso. Behind the Label è il documentario realizzato da Cecilia Mastrantonio e Sebastiano Tecchio che racconta un lato sconosciuto dell’India, quello legato alla sua produzione di cotone. L’India è un paese in forte crescita economica, dove l’agricoltura resta la principale attività per il 70% della popolazione. Il secondo settore rilevante per l’occupazione nazionale è l’industria tessile.

Dal 2002 l’India ha sostituito il suo cotone nativo con piante geneticamente modificate e oggi cresce il 90% della sua produzione con semi nati in laboratorio. Produttore dei semi è la Monsanto, multinazionale nota per la sua politica commerciale aggressiva. Mastrantonio e Tecchio hanno dunque scelto di dare voce alle persone direttamente coinvolte per raccontare le conseguenze di un uso non etico del cotone OGM sull’ambiente, ma sopratutto sulla società indiana.

Nel giro di nove anni l’India ha visto affermare il monopolio dei semi Monsanto. L’ ex-direttore commerciale di Monsanto India – Tiruvadi Jagadisan – racconta come l’azienda, per entrare in questo mercato, abbia negli anni Novanta introdotto illegalmente semi con un gene in grado di rendere sterili le varietà locali e poi, dal 2002, ha acquistato passo dopo passo un monopolio di fatto quasi totale del mercato. Oggi i semi di cotone sono distribuiti a carissimo prezzo da aziende indiane, che versano le royalties alla Monsanto: ciò che all’inizio costava 9 rupie al chilo, oggi viene comprato a 4.000 rupie.

Le conseguenze documentate da Behind the Label non interessano solo l’ambiente. Se da un lato i territori risultano impoveriti, la coltivazione del cotone biologico si dimostra ancora più difficile, la presenza di nuovi parassiti si moltiplica, dall’altro gli agricoltori che hanno scelto di affidarsi ai semi Monsanto fanno sempre più fatica a mantenere i propri raccolti, entrando in un circolo vizioso di spese che li ha portati al collasso economico e, in molti casi, al suicidio. Sono 216.000 i contadini che in meno di un decennio si sono tolti la vita per la disperazione generata dai debiti contratti per mantenere le coltivazioni. Parallelamente, il documentario racconta la storia di coloro che hanno scommesso sull’alternativa della coltivazione biologica del cotone. Una strada che parte con il recupero dei semi tradizionali per conservare la biodiversità e assicurare un futuro diverso per i piccoli produttori di cotone nel rispetto dell’equilibrio sociale e ambientale.

Sebbene manchi un contraddittorio, Behind the Label ha il merito di portare l’attenzione sulla situazione indiana, ignorata e sconosciuta a molti, e sull’uso degli OGM, tema controverso su cui l’informazione è spesso confusa e imprecisa. Obiettivo del documentario è, in ultima analisi, quello di aiutare la coltivazione biologica del cotone indiano sensibilizzando anche noi occidentali a un acquisto più consapevole. Perché in un sistema basato sulle leggi di mercato sono le decisioni del consumatore a fare la differenza.

Daniela Falchero

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