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Bilanci di sostenibilità: a ciascuno il suo

ottobre 4, 2010 Idee, Recensioni

Courtesy of AlfredoFerrante.euIl Bilancio di Sostenibilità, ovvero la rendicontazione delle performance ambientali, sociali ed economiche dell’impresa, diretto ai cosiddetti stakeholders (i portatori di interesse), è oggi, in Italia, uno strumento volontario, che si affianca al bilancio civilistico, previsto per legge e rivolto soprattutto agli shareholders, gli azionisti, maggiormente interessati agli aspetti economici e finanziari.

In occasione di Dal Dire al Fare, il Salone della Responsabilità d’Impresa, tenutosi all’Università Bocconi di Milano il 28 e 29 settembre, abbiamo raccolto i report presenti in sala e alcune testimonianze dirette per proporvi una comparazione, a nostro avviso molto illuminante, di questi documenti che riflettono, nella sostanza e nella forma, la filosofia aziendale: dimmi che bilancio (di sostenibilità) scrivi e ti dirò chi sei.

Abbiamo dunque comparato, a titolo indicativo, i documenti cartacei dell’ultimo anno (2009) di Terna, A2A, Erg, Henkel, Edison e Holcim, analizzandone brevemente la struttura e le caratteristiche principali e chiedendo, infine, un parere e una chiave di lettura generale a Bureau Veritas e Det Norske Veritas, due enti certificatori tra i più noti al mondo. Ecco il risultato:

TERNA

Documento: Rapporto di Sostenibilità 2009

Pagine e tiratura: 188 pagine, 1.800 copie

Carta e compensazioni: Carta Ecologica Fedrigoni Arcoprint Extra White. Le emissioni di anidride carbonica generate dalla pubblicazione sono state compensate, con la creazione e tutela di nuove foreste, attraverso il progetto Impatto Zero di Lifegate.

Commento: Il report del Gruppo Terna è redatto secondo le linee guida GRI (Global Reporting Initivative), con riferimento al supplemento per il settore delle electric utilities e ha ottenuto quest’anno il massimo livello di conformità, passando da B+ a A+, dove il “più” si riferisce, come per tutti i livelli di applicazione, alla verifica esterna del bilancio, che è stata firmata da KPMG. E’ stata mantenuta la ripartizione degli argomenti in quattro sezioni centrali: le tre canoniche (responsabilità economica, ambientale e sociale), precedute dalla sezione sulla responsabilità del servizio elettrico, specifica di Terna. Rispetto alle precedenti edizioni l’esposizione degli argomenti è stata variata con l’intento dichiarato di “rendere più efficace l’illustrazione delle performance di Terna e più agevole la lettura”. Oltre a quanto richiesto dalle linee guida GRI, Terna ha inoltre ritenuto opportuno fornire, in alcuni casi, approfondimenti aggiuntivi e un glossario per una migliore comprensione dei termini peculiari del settore elettrico. Nella sezione “Tavole degli Indicatori” è inoltre inserita una tabella comparativa che riporta tutte le variazioni intervenute rispetto agli indicatori del Rapporto 2008, con la relativa motivazione. Nel 2008 i dati di gruppo erano stati infatti differenziati tra Italia e Brasile (sede di una controllata), mentre ora il “perimetro” è unicamente quello italiano. Questo pone qualche difficoltà di comparazione con l’edizione precedente, a causa dell’impossibilità, rilevata nel caso brasiliano, di raccogliere i dati con standard qualitativi soddisfacenti. Gli indicatori GRI sono inoltre messi in relazione con i 10 Principi del Global Compact, l’iniziativa delle Nazioni Unite rivolta a creare, nel mondo del business, uno standard di responsabilità universale sui temi dell’ambiente, dei diritti umani e della lotta alla corruzione.  A nostro parere il rapporto Terna si presenta come il migliore, tra quelli esaminati, per trasparenza, facilità e supporto alla lettura e coerenza formale.

ERG

Documento: Rapporto di Sostenibilità 2009

Pagine e tiratura: 78 pagine, tiratura non dichiarata.

Carta e compensazioni: stampato su Carta Revive/Polyedra riciclata FSC (Mixed Sources) al 50%.  In collaborazione con Co2balance Italia Erg ha neutralizzato la CO2 prodotta dalla stampa, pari a 2,42 tonnellate.

Commento: Il bilancio di sostenibilità, molto sintetico, pur mantenendo una struttura piuttosto canonica dedica particolare attenzione al legame con il territorio ed è disponibile, in modalità interattiva sul sito dell’azienda. Il documento è verificato da una società di consulenza ambientale, la URS Italia, che ipotizza un livello A di conformità alle linee guida GRI, ma suggerisce, “come ulteriore obiettivo di miglioramento rispetto alla copertura delle indicazioni del GRI3 e per continuare nel percorso di allineamento alle migliori pratiche di rendicontazione e reporting” di sottoporre il prossimo Rapporto alla verifica di una società di revisione. Il volume è corredato da numerose interviste ad esperti del settore e si chiude con tabelle riassuntive dei dati e indicatori di performance.  

A2A

DocumentoBilancio di Sostenibilità 2009

Pagine e tiratura: 165 pagine + 1 pieghevole a quattro ante, tiratura non dichiarata

Carta e compensazioni: Carta FSC (Misto) Gardapat13 Kiara delle Cartiere del Garda con completa eliminazione dell’alcool isopropilico nel processo di stampa offset ed utilizzo di inchiostri a base vegetale.

Commento: il report, formalmente alla seconda edizione ma figlio del percorso intrapreso da AEM Milano e ASM Brescia prima della fusione, viene fornito con un pieghevole che facilita la sintesi dei contenuti ed evidenzia immediatamente la tripartizione in responsabilità economica, ambientale e sociale. Anche il documento principale rivendica un risultato di sintesi a favore del lettore, ottenuto grazie a una riduzione del 35% del testo rispetto all’anno precedente. Lo standard per la rendicontazione è quello GRI (con il supplemento per le utilities del settore elettrico) che non ottiene però il massimo livello di applicazione, pur attestandosi a B+. La raccolta delle informazioni si è avvalsa di un progetto trasversale al Gruppo, che ha coinvolto e sensibilizzato i vari referenti di funzione (che vengono ringraziati nell’ultima pagina), e di un sistema informatico di tracciatura, verifica e approvazione dei dati ambientali. La verifica del bilancio è a firma di PriceWaterhouseCoopers. A livello grafico le immagini della flora e della fauna che corredano i testi si riferiscono alle principali aree in cui opera A2A e sono state selezionate per sensibilizzare il pubblico sull’Anno Internazionale della Biodiversità.

 

HENKEL

Documento: Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile 2009

Pagine e tiratura: 44 pagine + un inserto di 24 pagine per l’Edizione Italiana, tiratura non dichiarata

Carta e compensazioni: stampato su carta Fedrigoni FSC Misto con PH neutro e certificata ECF (priva di particelle di cloro elementare organico). Gli inchostri non contengono metalli pesanti e sono a basa di oli vegetali e materie prime rinnovabili.

Commento: lo slogan che accompagna il rapporto in copertina è “Un team globale per vincere insieme“, con un globo formato dalle immagini di 137 dipendenti (di cui sono riportati i nomi) a rappresentare, in concreto, il valore della diversità. Il documento cartaceo, per minimizzare il numero di pagine, contiene numerosi riferimenti a contenuti esterni su web, indicati con chiarezza, ma non immediatamente fruibili. Sul sito internazionale sono scaricabili tutti i rapporti ambientali e di sostenibilità pubblicati a partire dal 1992, ma le versioni in italiano iniziano solo nel 2008. Al fondo del volume sono però indicati con chiarezza i contatti dei responsabili CSR con numeri di telefono e indirizzi e-mail diretti. Nella pagina a fronte si trovano invece i rating esterni ottenuti a livello mondiale, i premi e i riconoscimenti come azienda sostenibile. Le linee guida applicate per la rendicontazione solo quelle del Consiglio Europeo dell’Industria Chimica (CEFIC) e del GRI, la cui tabella di riferimento è però consultabile solo su web. Henkel precisa, nel risvolto in cui è contenuta l’appendice italiana, che la pubblicazione contiene affermazioni di carattere previsionale che “non devono intendersi in alcun modo come garanzia dell’attendibilità delle aspettative“, in quanto i risultati futuri dipendono da variabili che esulano dalla possibilità di controllo dell’azienda. “Henkel non prevede di aggiornare le affermazioni previsionali nè si impegna a farlo”.   

EDISON

Documento: Rapporto di Sostenibilità 2009

Pagine e tiratura: 72 pagine, tiratura non dichiarata

Carta e compensazioni: il produttore non è specificato ma vengono riportati i loghi delle certificazioni della carta, dai quali si deduce che si tratta di carta ecologica a basso impatto ambientale con PH neutro, priva di cloro elementare e proveniente da foreste a sviluppo sostenibile. Gli inchiostri non contengono metalli pesanti.

Commento: Edison dichiara di aver deciso di rinnovare il proprio Rapporto “focalizzando il documento sui principali temi socio-ambientali e mettendo in evidenza i risultati raggiunti in tali ambiti”. Le linee guida sono, anche in questo caso, quelle GRI e i principi dello UN Global Compact. Gli indicatori e le eventuali motivazioni di scostamento sono facilmente consultabili nell’anta che si apre in chiusura del volume raddoppiando lo spazio utile alla lettura. La revisione è di Ernst & Young e il livello di applicazione dei requisiti è quello massimo: A+. Nella Nota Metodologica Edison rivendica inoltre di essere stata tra le prime società italiane a realizzare un rapporto ambientale – a partire dal 1994 – esteso poi ai temi della salute, della sicurezza e infine all’intera gamma della CSR nel 2004. Il report è di facile lettura e immediata lettura e molte delle fotografie che lo corredano sono state scattare da dipendenti che hanno partecipato alle edizioni 2008-2009 del concorso fotografico interno dedicato alla sostenibilità.

HOLCIM

Documento: Rapporto di Sostenibilità 2009

Pagine e tiratura: 105 pagine, 2.500 copie

Carta e compensazioni: il produttore non è indicato ed è presente unicamente il marchio FSC Mixed Sources

Commento: la struttura è quella classica della responsabilità economica, ambientale e sociale e le linee guida sono quelle di GRI, con livello di applicazione A+ verificato da KPMG. Il volume contiene un utile glossario dei termini ed è molto ricco di tabelle riassuntive, in particolare: ”Prossimi passi”, “Sintesi degli Indicatori” e “Tavola degli Indicatori GRI”. Il rapporto 2009 è il 5° per il Gruppo, ma solo dal 2008 ha cadenza annuale con aggiornamenti periodici resi disponibili sul sito internet. Nonostante il proposito dichiarato di voler ”utilizzare un linguaggio e una grafica semplici e comprensibili” non tutte le pagine sono di così facile lettura per i non addetti ai lavori. Nota dolente: ogni copia del report è avvolta da una pellicola di materiale plastico.

Abbiamo chiesto a Claudia Strasserra, CSR market Developer di Bureau Veritas, e a Sara Cozzi, Project Leader di DNV Italia, un commento generale sullo stato dell’arte, i metodi di verifica, la diffusione e le criticità da risolvere dei bilanci di sostenibilità in Italia. 

Claudia Strasserra: “Oggi le aziende che vogliono uscire dall’autoreferenzialità possono fare due cose: o chiedere la certificazione SA8000, che al momento è l’unico standard di riferimento, oppure puntare sulla rendicontazione e richiedere la verifica del proprio report di sostenibilità. Stiamo parlando di una nicchia, perchè solo il 10% delle aziende che pubblica un rapporto di sostenibilità ne chiede la verifica: poche centinaia di aziende al mondo! E’un fenomeno ancora giovane e ogni azienda interpreta il Rapporto di Sostenibilità con una certa libertà “narrativa”. Noi lavoriamo unicamente con chi intende ancorarsi a dei riferimenti oggettivi, come quelli offerti dal GRI, ma anche GBS o AA1000. Il punto fondamentale è la confrontabilità dei bilanci - tra quelli della stessa azienda, nel tempo, m anche con quelli altrui. La nostra attività è dunque di due tipi: quella più ovvia, “aritmetica”, di verifica della qualità del dato, attrvaerso la ricerca di elementi oggettivi che confortino la veridicità dei numeri forniti, ma sempre più puntiamo sulla verifica del processo di rendicontazione, ovvero non tanto delle pagine del documento finale, quanto di quel complesso sistema di relazioni e interazioni che porta alla redazione del bilancio”.  

Sara Cozzi: “La nostra verifica non si ferma solo al dato, ma va anche ad analizzare il sistema di accounting. Verifichiamo cioè quello che è l’approccio del cliente e tutto il flusso di informazioni che porta al report finale. Quando ci troviamo di fronte a realtà con più sedi andiamo ad esempio a verificare come il dato viene raccolto sul territorio, dalle varie funzioni coinvolte, lavorando poi sulla significatività del dato a seconda del settore di attività. Per intenderci: se stiamo parlando del settore oil&gas e i dati raccolti riguardano solo il risparmio di carta negli uffici – e basta - ovviamente questo non è sufficiente. Riteniamo inoltre importante verificare come il percorso di sostenibilità evolve negli anni. Stiamo parlando di una nicchia? Dipende, alcuni settori sono maturi. Se parliamo di banche, tutte ormai hanno un bilancio di sostenibilità, così anche l’oil&gas o le multiutilities. Ovviamente le realtà più interessate, e quindi più evolute,  sono quelle fortemente esposte al rischio HSE (Health, Safety, Environment) o a quello reputazionale. Il consumer business non sente forse ancora l’esigenza, tranne alcuni casi della GDO”.      

Andrea Gandiglio

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