Home » Idee »Recensioni » Bioeconomia: risorse rinnovabili e legami con il territorio per l’industria del futuro:

Bioeconomia: risorse rinnovabili e legami con il territorio per l’industria del futuro

aprile 2, 2015 Idee, Recensioni

O l’economia diventa una bioeconomia o non avrà alcun futuro”. Così scrive Gunter Pauli, economista e presidente di Novamont, nella prefazione di “Bioeconomia” (Edizioni Ambiente, pp. 176, 18 euro), un saggio scritto a sei mani da Beppe Croce, Stefano Ciafani e Luca Lazzeri.

L’attuale sistema di produzione e consumo è dipendente in modo eccessivo da materie prime di origine fossile e dalle loro trasformazioni chimiche. Tuttavia, negli ultimi anni, stiamo assistendo ad un progressivo, rivoluzionario, passaggio dalla petrolchimica a processi che utilizzano come materie prime prodotti di origine vegetale. Il termine “bioeconomia”, coniato da Nicholas Georgescu-Roegen, indica proprio questa via alternativa tra distruzione irreversibile delle risorse e concetto di decrescita: una nuova economia con la capacità – indicata dal prefisso “bio” – di instaurare un rapporto positivo con la società e il territorio da cui trae le risorse di cui ha bisogno e su cui colloca le proprie attività e, allo stesso tempo, di creare occupazione, profitti e innovazione.

L’energia libera a cui l’uomo può accedere proviene da due fonti distinte: la prima fonte è lo stock dei giacimenti minerari nelle viscere della Terra; la seconda è un flusso, quello delle radiazioni solari intercettato dalla Terra. Sempre più spesso, ormai, si sente affermare che non è più sostenibile continuare ad attingere allo stock di riserve fossili del pianeta con la stessa intensità raggiunta in questi ultimi anni e che il passaggio ad altri tipi di fonti, rinnovabili e più sostenibili, non è ormai un’opzione ma un atto necessario. Tuttavia, il punto focale non è rappresentato da una semplice sostituzione delle materie prime, da fossili a biologiche, ma implica un salto culturale che vada a rivoluzionare l’intero processo di consumo, a partire dalle efficienze dei processi fino alla costruzione di una consapevolezza del consumatore riguardo al rapporto di questi processi con gli ecosistemi naturali.

Le risorse utilizzate della bioeconomia sono le risorse “biologiche”, un giacimento molto ricco e diversificato fatto di sostanze rinnovabili – grazie allo straordinario meccanismo della fotosintesi – quali piante, colture erbacee, sottoprodotti dell’agroalimentare, funghi, lieviti, batteri, alghe, e anche la frazione organica dei rifiuti urbani. Tuttavia, utilizzare risorse organiche implica avere a che fare col suolo, col problema della produzione di cibo, col futuro della biodiversità vegetale e animale sul pianeta. Quando spiega questo passaggio, che rappresenta il più importante dell’intero saggio, l’autore Beppe Croce è molto chiaro: “Se pensassimo di intervenire con le logiche attuali dell’agrobusiness e dei mercati mondiali delle commodities, abbiamo già fallito in partenza”.

Le risorse biologiche si contraddistinguono da quelle della petrolchimica per tre vantaggi cruciali: sono potenzialmente non esauribili, in genere inquinano meno dei loro omologhi fossili e sono producibili sul territorio garantendo, quindi, maggiore autonomia economica alle comunità. La “chimica verde” è, pertanto, il sistema di conoscenze e di tecniche che ci permette di trasformare queste molecole in bio-prodotti utilizzabili per le nostre necessità quotidiane: farmaci, polimeri, detergenti, solventi, prodotti fitosanitari per l’agricoltura biologica.

Per far diventare la bioeconomia una realtà è necessario agire su diversi fronti: da una parte nel ridurre gli sprechi alimentari, dall’altra nell’incrementare l’efficienza di utilizzo dei suoli. E il vero problema non è tendere verso l’aumento delle rese agricole, quanto piuttosto risolvere l’inefficienza del coltivare le piante per utilizzarne, spesso, solo una minima parte (ad esempio il seme) quando invece una qualsiasi pianta è uno scrigno di molecole da cui poter estrarre un alto valore aggiunto.

In questa corsa verso l’innovazione e la sostenibilità, l’Italia occupa un’ottima posizione, superata forse solo dagli olandesi. Le nostre eccellenze spaziano dal campo dei biopolimeri (Novamont) ai biocarburanti di seconda generazione (Mossi&Ghisolfi), oltre a una rete di piccole e grandi bioraffinerie che stanno prendendo piede proprio nei vecchi siti in disuso dove la chimica tradizionale ha lasciato in pesante eredità un’immensità di terreni contaminati. Un’altra sfida di notevole importanza, afferma Croce, “potrebbe essere il rilancio di Porto Marghera, se Eni rinunciasse, come spero, all’idea di produrre biodiesel da olio di palma e puntasse su progetti più sostenibili, come il riuso di oli esausti”. Ovviamente, tutto questo può diventare realtà solo se saranno sviluppate politiche di supporto adeguate.

Per passare ad un sistema di bioeconomia, quello che bisogna innanzitutto ottenere è una cascata di prodotti e non di rifiuti, come avviene oggi. Ma non è pensabile vincere questa sfida solo dal lato della produzione e della distribuzione: deve cambiare anche la domanda, ossia i nostri stili di consumo. Mettendo le risorse rinnovabili e i rifiuti alla base dei prodotti di domani si apre una straordinaria sfida economica ed ecologica, e noi, consumatori, dobbiamo per primi essere pronti a raccoglierla.

Elisabetta Redavid

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

settembre 27, 2016

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

La metà della popolazione dell’Unione Europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45% della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft [...]

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

settembre 15, 2016

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

Mai provata un’auto a emissioni zero? Come ha scritto il direttore editoriale di Greenews.info, Andrea Gandiglio, al rientro dalla 7° ECOdolomites, “è un’esperienza assolutamente da provare e suggerire a chiunque”. Il giorno del Battesimo Elettrico, per molti milanesi, potrebbe essere Sabato 17 settembre all’appuntamento che Share’ngo ha organizzato dalle 9.30 alle 13.00  presso l’Isola Digitale [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende