Home » Provati per voi »Recensioni » Consigli per ecomamme, 12° puntata: agroasili, che “novità”!:

Consigli per ecomamme, 12° puntata: agroasili, che “novità”!

settembre 26, 2013 Provati per voi, Recensioni

Non possiamo tenere neanche un criceto, la pediatria territoriale non lo permetterebbe“, spiega la pedagogista di un asilo nido di Bologna. La struttura, tra le poche in città ad esser  dotata di giardino, porta avanti tra i suoi progetti educativi la cura di un orto, che occupa una minima parte dello spazio verde disponibile. “Così i bambini imparano come crescono gli alimenti che poi vedono nel piatto – racconta un’educatrice – ma vedono anche crescere i fiori, imparano che possono sporcarsi, e soprattutto stanno all’aperto in tutte le stagioni”. Ma di contatti con gli animali (salvo quello, sgradevole, con le prolifiche zanzare tigre) neanche a parlarne. “Ragioni d’igiene” conclude rassegnata la pedagogista.

Così, se del rapporto tra città e campagna si ragiona in Italia almeno dal Trecento – lo testimoniano i celebri cicli di affreschi senesi e tridentini – ma forse anche molto prima (Virgilio cantava la vita bucolica già ai tempi di Cesare), da decenni è profonda la separazione, soprattutto culturale, tra mondo rurale e urbano. E, anche quando c’è, il contatto con la vita naturale è instaurato a singhiozzi, come le fughe fuori città nei fine settimana e, per i più avventurosi, le ferie in campeggio.

Cercano invece di recuperare vere e proprie sinergie con l’ambiente naturale gli “agro-asili”, le strutture dedicate alla cura dell’infanzia che si trasferiscono periodicamente in fattorie didattiche o sorgono direttamente in zone rurali. Mentre in Danimarca, Germania, Francia e Inghilterra, Svezia, il contatto dei bambini con animali e frutti della terra è per taluni centri una conquista acquisita, in Italia si parla di agroasili e fattorie didattiche solo da un decennio. E con una situazione molto disomogenea tra diverse regioni. Già sensibili al tema, le amministrazioni di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Campania hanno avviato progetti e campagne in tal senso, spesso col supporto di Coldiretti.

Non mancano esperienze pilota come quella de La Piemontesina, azienda agricola di Chivasso, alle porte di Torino, che è anche una fattoria didattica, sin dal 1990. Lì i bambini passano all’aperto gran parte della giornata, a contatto con gli animali e mangiando prodotti a chilometro zero. A Milano, invece, ha appena aperto i battenti Clorofilla, un servizio di nido-scuola che, grazie ad un vasto giardino pensile, un orto e una serra, offrirà ai bambini un contatto diretto con erbe aromatiche, arbusti ornamentali e alberi da frutto (un ciliegio, un nespolo, un olivo). “Molte piante sono state scelte, oltre che per la bellezza della fioritura, anche per la loro capacità di attrarre le farfalle – fanno sapere da Clorofilla – aggiungendo così un nuovo elemento di scoperta e meraviglia per i bambini”.

La giornata in un vero e proprio agroasilo è infatti molto diversa da quella che si svolge in una struttura tradizionale. Solitamente i bambini sono seguiti nei compiti di accudimento di animali e piante. Imparano a frequentare i pollai per raccogliere le uova e le stalle per dar da mangiare alle mucche. Incontri ravvicinati, laddove ve ne sono, anche con oche, anatre, capre.

Ma perchè sono importanti queste modalità alternative di scuola? “Da un punto di vista educativo – riporta uno studio della Rete Rurale Nazionale – gli agricoltori diventano una figura molto importante nel far comprendere e allo stesso tempo acquisire l’importanza del legame tra miglioramento della qualità della vita e sostenibilità ambientale nonché dell’importanza della salubrità degli alimenti e della sicurezza alimentare”. La  Rete Rurale Nazionale, il programma con cui l’Italia partecipa alla Rete Rurale Europea nell’obiettivo dello sviluppo delle aree rurali, promuove quindi gli agroasili per la loro capacità d’incidenza sulla qualità della vita ed anche sul lavoro femminile - quest’ultimo dato risente della carenza di servizi di welfare e pone l’Italia, col suo tasso di occupazione femminile al 48%, ben al di sotto della media dei Paesi OCSE, pari al 59%.

Nello studio “Servizi di cura per l’infanzia e attività didattiche nelle aziende agricole e nelle aree rurali“, realizzato dal Gruppo di lavoro Pari Opportunità della Rete Rurale Nazionale, si legge che quella degli agroasili è una realtà “che ben si inserisce in quel ventaglio di offerte multifunzionali che oggi le moderne aziende agricole, non più e non solo produttrici di beni alimentari, possono offrire al territorio in termini di servizi“. Tuttavia, si sottolinea, “nel caso dei servizi di cura per l’infanzia la Legge Quadro 328/2000 non è stata recepita allo stesso modo dalle realtà regionali e le differenze fra le Regioni e le Province Autonome italiane in alcuni casi sono marcate: almeno otto tipologie di servizi, una differenziazione sostanzialmente in base all’età (0-6 anni). Standard diversi da regione a regione“. Discrepanze almeno in parte rimediate dal “Nomenclatore interregionale degli interventi e dei servizi sociali”, un documento sottoscritto nel 2009 da Regioni e Province Autonome per fissare le linee guida di tali servizi a livello nazionale.

L’agroasilo è infatti una formula che richiede l’avvicinamento di due mondi, quello della cura dell’infanzia, con le sue esigenze di sicurezza, igiene, apprendimento, e quello dell’impresa agricola. Qui i bambini dovranno poter svolgere attività in tutta sicurezza sia all’aperto che al chiuso, pertanto le aziende interessate ad ospitarne dovranno garantire la recinzione di spazi e la predisposizione di itinerari da cui i piccoli ospiti possano osservare ed apprendere le diverse attività (mungitura degli animali, raccolta dei prodotti ecc.) partecipando alla vita dell’azienda stessa ma senza rischi per la loro incolumità. Non solo, alle aziende è inoltre richiesto un adeguamento degli interni anche in termini di materiali presenti e di riorganizzazione di aree per la refezione e il riposo. Un impegno notevole, insomma, ma che si può rivelare un buon mezzo di diversificazione economica per l’azienda e con ritorni anche in termini di conoscenza dei suoi prodotti presso i consumatori.

Cristina Gentile

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Ad Affi l’impianto eolico diventa un investimento per i cittadini

giugno 19, 2018

Ad Affi l’impianto eolico diventa un investimento per i cittadini

Le imprese e le famiglie residenti ad Affi, in provincia di Verona, potranno partecipare al finanziamento dell’impianto eolico, della potenza complessiva di 4 MW, realizzato dalla multiutility locale AGSM nel 2017. L’operazione replica uno schema già adottato con successo per il vicino impianto eolico di Rivoli Veronese realizzato dalla stessa società nel 2013, e prevede un’emissione di obbligazioni (“Affi [...]

“Mutui verdi”: tassi d’interesse più bassi per i “green building”

giugno 15, 2018

“Mutui verdi”: tassi d’interesse più bassi per i “green building”

La rete europea del World Green Building Council (WorldGBC) e le principali banche europee hanno lanciato ieri un nuovo schema pilota di mutui per l’efficienza energetica. Un segnale importante da parte degli investitori, che dimostra come “l’edilizia sostenibile” stia diventando un mercato chiave per la crescita dell’Europa. Lo schema pilota è finalizzato alla sperimentazione di [...]

“Microinquinanti emergenti”: il lato oscuro delle sostanze chimiche quotidiane

giugno 14, 2018

“Microinquinanti emergenti”: il lato oscuro delle sostanze chimiche quotidiane

Si sono conclusi con una tavola rotonda al Politecnico di Milano i due giorni di convegno promossi da Lombardy Energy Cleantech Cluster (LE2C) sul tema “Microinquinanti emergenti”, che ha visto un’ampia partecipazione di rappresentanti delle imprese, degli enti pubblici e dell’università, attirati da un tema di grande importanza, ma ancora poco noto al pubblico e poco trattato [...]

Il roadshow sulle rinnovabili di Elettricità Futura parte da Pescara

giugno 14, 2018

Il roadshow sulle rinnovabili di Elettricità Futura parte da Pescara

E’ partita da Pescara la prima tappa del roadshow “Le opportunità di sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore elettrico – Incontri con il territorio” organizzato da Elettricità Futura. Un’occasione di confronto tra istituzioni e aziende del settore elettrico con un particolare focus sullo sviluppo delle rinnovabili e le opportunità di finanziamento. Questa prima tappa, organizzata in [...]

“The Milk System”: Legambiente premia il documentario sulle storture della produzione del latte

giugno 6, 2018

“The Milk System”: Legambiente premia il documentario sulle storture della produzione del latte

Si è conclusa ieri, nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, la XXI edizione di Cinemambiente, il Festival internazionale di cinema e cultura ambientale organizzato a Torino dall’omonima associazione, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Legambiente, che con i propri educatori ambientali supporta Cinemambiente Junior, la sezione del Festival dedicata ai ragazzi, e che ogni anno assegna un riconoscimento [...]

PMI e cambiamenti climatici: a Torino un progetto di adattamento

giugno 5, 2018

PMI e cambiamenti climatici: a Torino un progetto di adattamento

Le città del mondo si attrezzano per affrontare i mutamenti climatici e Torino, tra le italiane, è una delle più attive nel percorso finalizzato alla predisposizione di un piano di adattamento. In particolare attraverso il progetto europeo Life DERRIS, nato tre anni fa per favorire la creazione di una partnership pubblico-privato nella definizione di una strategia [...]

Elettricità Futura e ANIE Rinnovabili: “bene la piattaforma GSE per monitorare la produzione fotovoltaica”

giugno 4, 2018

Elettricità Futura e ANIE Rinnovabili: “bene la piattaforma GSE per monitorare la produzione fotovoltaica”

La nuova Piattaforma per il monitoraggio degli impianti fotovoltaici di grande taglia rappresenta un primo passo del GSE per favorire il raggiungimento dell’obiettivo di 72 TWh di produzione fotovoltaica al 2030. Per proiettare il Paese verso la decarbonizzazione e garantire uno sviluppo che sia davvero sostenibile, sarà infatti importante non solo realizzare nuovi impianti FER, [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende