Home » Recensioni » Dopo il green, il blue di Pauli:

Dopo il green, il blue di Pauli

gennaio 11, 2011 Recensioni

Su gentile concessione di Megliopossibile.it ripubblichiamo la recensione del nuovo libro di Gunter Pauli, “Blue Economy” (Edizioni Ambiente, 344 pp., 25 euro), che inaugura la collaborazione di Gaetano Farina con Greenews.info. E vi poniamo una domanda: in questa fase, ancora giovane e insicura (nei fatti), della green economy non rischia di essere controproducente l’introduzione di nuove espressioni come blue economy? I principi esposti da Pauli sono tutti assolutamente condivisibili, ma perchè creare confusione nel cittadino già sufficientemente disorientato? Potete inviarci i vostri commenti attraverso la pagina di Greenews.info su Facebook.   

La copertina di Blue Economy, Courtesy of Edizioni AmbienteNell’ultimo periodo qualcuno ne avrà certamente sentito parlare.  E’ uscito anche in Italia un libro intitolato “Blue Economy – 10 Anni. 100 Innovazioni. 100 milioni di posti di lavoro” firmato Gunter Pauli. Di cosa stiamo parlando? Di qualcosa che ha a che fare con la “Green Economy”? In realtà, si tratta di qualcosa ancora più innovativo – almeno nelle intenzioni – e che anzi ritiene le formulazioni “green” già superate.

Gunter Pauli è un  imprenditore belga, ecologista e presidente della Zeri Foundation, rete internazionale di scienziati, studiosi ed economisti che si occupano di trovare soluzioni innovative alle principali sfide  poste di fronte alle economie e alle società, progettando nuovi modi di produzione e di consumo. Pauli e i suoi sostenitori  denunciano un sostanziale fallimento delle pratiche e dei sistemi che hanno caratterizzato la green economy, non tanto sul versante dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale, quanto sulla  frontiera della sostenibilità economico-finanziaria.

Le soluzioni proposte sino ad oggi, secondo loro, seppur valide tecnicamente, implicano riconversioni troppo costose sia per le imprese che per i singoli cittadini, tanto da conquistare fette di mercato estremamente limitate e di “nicchia” e  perciò non in grado di generare alcun cambiamento di sistema. Senza contare poi che in molti casi, se fanno bene da una parte, fanno male dall’altra, nel senso che difettano nell’analisi globale degli effetti (come  per esempio la fabbricazione di veicoli elettrici destinati alla mobilità sostenibile che, però, comporta spreco di energia e inquinamento).

Ovviamente, Pauli e gli studiosi che lo seguono, come i membri del Club di Roma (un “cenacolo” di pensatori dediti ad analizzare i cambiamenti della società contemporanea), non intendono stravolgere, né tanto meno disconoscere, i principi della green economy, dato che ne  abbracciano completamente l’auspicata rivoluzione culturale. Si tratta più di una distinzione di  marketing “lessicale”: al posto di  Blue Economy (il “marchio” inventato da Pauli  che serve a creare un’aria di novità per l’opinione pubblica) si potrebbero usare il termine “green economy di seconda generazione” o “green economy 2.0”. Possiamo quindi continuare a discutere e a ragionare tutti di “economia e filosofia verde” senza temere di risultare  sorpassati e fuori moda.

Lo scatto in avanti di Pauli è, comunque, un netto scatto in avanti rispetto al passato. La green economy, se si limita all’immissione sul mercato di prodotti e sistemi anche molto costosi e orientati al controllo d’impatto ambientale, rischia l’inefficacia. Secondo Pauli e colleghi, si dovrebbe invece progettare un sistema sociale che, in ogni sua articolazione, nella sua interezza, si regga e si sviluppi con un’economia pulita il più “naturale” possibile.

Ciò che si vuole infondere nelle coscienze, tramite il manifesto della “Blue Economy”, è che la sostenibilità ambientale non deve essere più identificata come un “costo” (in più), ma come un’opportunità, anche e soprattutto imprenditoriale. I programmi, le strategie e le tecnologie ambientali non devono più essere percepite come “politiche di prevenzione e tutela”, tanto meno come un oneroso incomodo per le aziende, ma devono costituire il nostro futuro sviluppo in modo che qualsiasi occasione di business e iniziativa imprenditoriale risulti sempre funzionale al benessere collettivo materiale e immateriale di ogni società ed ecosistema. L’obiettivo è quindi accelerare e massimizzare quella rivoluzione culturale che si è provato a innescare ormai  più di trent’anni fa.

Il segreto è “sfruttare” le soluzioni che esistono già in natura, ma non nel senso di “indebitarsi”, come  si continua a fare  impoverendo gli ecosistemi e trasferendo questo debito di generazione in generazione, senza provare ad annullarlo.

L’ispirazione viene dai sistemi naturali attorno a noi, nei quali, in milioni di anni, “non sono mai esistiti disoccupati e neppure rifiuti”: tutti svolgono un compito e gli scarti degli uni diventano materia prima per gli altri in un sistema “a cascata” in cui niente viene sprecato. L’economia dovrebbe funzionare come la natura, dove non c’è nulla di superfluo e tutto quello che viene prodotto ha una sua funzione. Il che significa  soddisfare i nostri bisogni con ciò che abbiamo: gli ecosistemi funzionano con le risorse disponibili. L’economia blu si basa sullo sviluppo di principi fisici, utilizzando tecniche scientifiche come la biomimesi, un settore ancora poco conosciuto che si fonda sullo studio e sull’imitazione delle caratteristiche delle specie viventi per trovare nuove tecniche di produzione e migliorare quelle già esistenti.

Tutto ciò si traduce nell’abolizione del concetto di rifiuto, nel progettare tutto in base al principio che il rifiuto non esiste e che la definizione di un prodotto non può essere legata solo alla sua funzione, ma anche alla ricchezza dei materiali di cui è composto. Il che dovrebbe equivalere, oltre che a rapporto armonioso con la natura, a un incommensurabile risparmio di costi in qualsiasi attività.

I processi che lo stesso Gunter Pauli elenca nel suo manifesto editoriale sono legati a doppio filo alla Natura, alle sue leggi, alle sue risorse e al modo in cui i sistemi naturali le utilizzano, reinvestono e riciclano.

La blue economy è improntata all’innovazione: secondo i suoi propugnatori saperne cogliere le opportunità permetterà  al nostro ciclo produttivo di avere degli output maggiori, dei costi inferiori, di creare un capitale sociale che significa benefici per tutti  generando soprattutto posti di lavoro. Quest’ultimo aspetto è molto importante, perché solitamente quando si parla di aumentare gli output e ridurre i costi, significa anche tagliare occupazione.

Qualche esempio concreto dallo stesso libro di Gunter Pauli. Le innovazioni presentate, selezionate in un lavoro di ricerca durato ben dieci anni, sono quelle in cui si è riuscito a ridurre al massimo l’utilizzo di risorse e materie prime, migliorando l’impiego di quelle già esistenti e riutilizzandole proprio come succede in un vero sistema naturale. Seppur sperimentate su scala locale, e in attesa di entrare nel circuito commerciale mondiale, si tratta di telefoni cellulari senza batteria che si ricaricano con la sola temperatura del corpo; il riutilizzo del vetro in materiali di costruzione; l’uso dei piloni dell’alta tensione per sfruttare il vento; riutilizzo dei residui di caffè da cui si possono ricavare milioni di tonnellate di funghi, offrendo lavoro a 50 milioni di persone; adesivi derivati dall’amido vegetale e perfettamente efficaci; un nuovo tipo di pacemaker senza batterie (solitamente difficili da riciclare) che funziona sfruttando la temperatura corporea e la pressione generata dalla voce; imitare i sistemi di raccolta dell’acqua di un coleottero per ridurre il riscaldamento globale; l’uso della la seta dei ragni Nephila – che pare sia più forte del titanio e che viene già impiegata per le suture delle operazioni chirurgiche; sostituzione delle lame in metallo dei rasoi “usa e getta” con fili di seta; antibiotici con nessun antibiotico; un sistema denominato “Vortex” per la pulizia naturale delle acque e tanto altro veramente interessante, innovativo e rivoluzionario.

Gaetano Farina

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Test in Emilia Romagna per EFLAME, il sistema per monitorare i principi di incendio

luglio 25, 2017

Test in Emilia Romagna per EFLAME, il sistema per monitorare i principi di incendio

Reti wireless, fibra ottica e tecnologie di visione digitale in campo per prevenire e contrastare gli incendi estivi che stanno causando ingenti danni in molte regioni italiane. E’ la Regione Emilia Romagna, con il supporto della Protezione Civile, a lanciare  un progetto pilota che interessa due siti dell’Appennino tra Modena e Ferrara. Qui sono state installate stazioni di monitoraggio composte da [...]

“Basta con l’emergenza! Si usi il sottosuolo come banca dell’acqua”: il Consiglio dei Geologi interviene sul problema siccità

luglio 25, 2017

“Basta con l’emergenza! Si usi il sottosuolo come banca dell’acqua”: il Consiglio dei Geologi interviene sul problema siccità

“È necessario uscire dalla logica dell’emergenza per la mancanza di risorse idriche poiché l’intervento emergenziale, in una fase di grave siccità come quella che stiamo attraversando, rischia di portare al nulla”. Lo afferma Arcangelo Francesco Violo, segretario nazionale e coordinatore della Commissione Risorse idriche del Consiglio Nazionale dei Geologi. Il binomio caldo-siccità, in questa torrida estate [...]

Panasonic mette il fotovoltaico sul tetto della Toyota Prius PHV

luglio 24, 2017

Panasonic mette il fotovoltaico sul tetto della Toyota Prius PHV

Un’autovettura a energia solare? E’ già in circolazione sulle nostre strade, si tratta della Toyota Prius PHV, lanciata sul mercato a febbraio 2017, è dotata dei “Moduli Fotovoltaici HIT per Automobile” di produzione Panasonic. Il modello è definito un plug-in hybrid (PHV) perché rappresenta l’evoluzione dal sistema hybrid verso un veicolo sempre più elettrico. La [...]

L’Abruzzo guida la rivolta delle Regioni contro le trivelle

luglio 24, 2017

L’Abruzzo guida la rivolta delle Regioni contro le trivelle

Seconda vittoria legale dell’Abruzzo in pochi giorni: la Corte Costituzionale, con sentenza 198/2017, ha annullato il decreto “Trivelle” del 2015 in quanto emanato senza preventiva intesa con le Regioni: “Non spettava allo Stato e per esso al Ministro dello Sviluppo Economico – scrive la Consulta – adottare il decreto del 25 marzo 2015 senza adeguato coinvolgimento [...]

Come recuperare il calore dai data center. La soluzione di Climaveneta esportata in Finlandia

luglio 21, 2017

Come recuperare il calore dai data center. La soluzione di Climaveneta esportata in Finlandia

Mitsubishi Electric Hydronics & IT Cooling Systems, tramite il suo brand Climaveneta ha recentemente fornito due pompe di calore al District Heating di Fortum a Espoo, in Finlandia. Fortum, società energetica finlandese, aveva infatti la necessità di recuperare il calore espulso da un data center di Ericsson – multinazionale di servizi di telecomunicazione – per fornirlo alla rete [...]

A Milano partono i lavori per l’asilo pubblico di CityLife

luglio 21, 2017

A Milano partono i lavori per l’asilo pubblico di CityLife

Ieri il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e  l’Assessore Pierfrancesco Maran hanno inaugurato i lavori per la costruzione dell’asilo pubblico nell’area di CityLife, nella neonata via Demetrios Stratos. L’asilo sarà il primo realizzato interamente in legno a Milano, immerso nel nuovo grande parco urbano che, una volta ultimato, sarà di 173.000 mq complessivi e ospiterà oltre [...]

“Clothes for Love”: nei punti vendita Auchan il nuovo contenitore digitale per i vestiti usati

luglio 20, 2017

“Clothes for Love”: nei punti vendita Auchan il nuovo contenitore digitale per i vestiti usati

La tecnologia al servizio della solidarietà. Parte oggi da Milano, presso il punto vendita Simply di Viale Corsica 21, il progetto Clothes for love, a cura dell’organizzazione umanitaria HUMANA People to People Italia e in collaborazione con Auchan Retail Italia e le principali amministrazioni comunali lombarde. Il progetto prevede il posizionamento di un nuovo contenitore [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende