Home » Recensioni » Il sesto continente: Pennac porta in teatro il voyeurismo della distruzione ambientale:

Il sesto continente: Pennac porta in teatro il voyeurismo della distruzione ambientale

novembre 21, 2012 Recensioni

Un punto è bene chiarirlo subito: il sesto continente, purtroppo, non è una metafora. Sebbene l’inconfondibile stile ironico e surreale di Daniel Pennac possa far pensare a un’invenzione letteraria, l’immonda poltiglia galleggiante di plastica sminuzzata e rifiuti esiste davvero e fluttua a qualche metro di profondità, invisibile ai satelliti, nel nord del Pacifico, grande – si stima – all’incirca quanto il Canada. Lo ha scoperto per caso, alla fine degli anni ’90, Charles Moore, un milionario americano con la passione per la vela, che da allora si dedica a studiare e far conoscere i devastanti effetti del continente di plastica.

Alla vicenda di Moore, magnate del petrolio convertitosi alla causa ambientale, si ispira in parte l’inquietante commedia scritta da Pennac per la regista Lilo Baur e i suoi attori e coprodotta dal Theatre des Bouffes du Nord di Parigi e dal Teatro Stabile di Torino.

Su una scena disseminata di oggetti – che via via si trasformano, passano di mano in mano creando ambienti e situazioni, spariscono e ricompaiono viaggiando su fili lunghi come catene di montaggio – prende corpo la saga di una famiglia di industriali che, attraverso tre generazioni, ha costruito la propria fortuna sull’idea di pulizia. Dal giorno in cui il nonno, giovane operaio in una miniera di carbone, promise a se stesso un futuro di candore immacolato e cominciò a fabbricare sapone, la famiglia immaginata da Pennac si arricchisce producendo tutto ciò che serve a tenere separati, in ordine e puliti gli infiniti oggetti prodotti dalla civiltà: detersivi, scatole di cartone, carta da pacchi, “igienici” imballaggi di plastica, fino al redditizio business dello smaltimento dei rifiuti. Il nero dickensiano che fa capolino dai ricordi del vecchio patriarca viene riscattato e letteralmente mondato da una scalata al successo al motto di “Ripuliamo la Terra”; il caos dei primordi dell’era industriale viene trionfalmente sconfitto dall’ordine e dall’igiene. Almeno in apparenza… Basterebbe non farsi domande e lasciar dormire la coscienza, per rotolare inconsapevoli verso la rovina generata da questa estrema smania di pulizia. Ma ad un certo punto, per bocca del grillo parlante della commedia (la giovane Apemanta, figlia adottiva pescata, guarda caso, dall’immondizia), la domanda giusta arriva: dove va a finire lo sporco?.

È proprio attorno all’ambigua dialettica sporco-pulito che ruota l’intera pièce. «Quand’è che un oggetto comincia ad essere considerato sporco? – si chiede la regista – Nel momento in cui diventa inutile? Quando raggiunge i rifiuti? E quand’è che una persona o un’idea cessano di essere pulite?».

Abbiamo passato più di un secolo a lavarci dalla fuliggine della Rivoluzione Industriale, e ora che abbiamo le mani bianche-che-più-bianche-non-si-può, ci accorgiamo di quanto in realtà abbiamo insudiciato il pianeta e la nostra stessa coscienza. La gigantesca rimozione collettiva di cui siamo vittime e artefici si è materializzata all’improvviso con la scoperta del sesto continente: tutto lo sporco “rimosso”, in ogni senso, dalla nostra vita, va a finire lì. È curioso (ma pensandoci bene, neanche tanto) che l’idea di rimozione si accompagni contemporaneamente al concetto di pulizia e a quello di coscienza sporca…

La repentina percezione di un tale paradosso genera in Theo, il rampollo della dinastia, un cortocircuito che lo spinge all’azione. Da un giorno all’altro vorrebbe trasformare l’azienda di famiglia in una società modello impegnata nella ricerca ambientale, ma il sistema gli si rivolta contro e Theo si ritrova spogliato di tutto e abbandonato sul continente di plastica. È qui, meditando la sua shakespeariana vendetta, che gli giunge l’illuminazione per un nuovo assurdo, eppure geniale business: organizzare crociere attorno al sesto continente. «Noi non moriamo, perché ci guardiamo morire» è l’intuizione che lo scuote, come uno sghignazzo beffardo, mentre già langue impantanato tra plastiche e scarti.

Ed ecco il secondo nucleo del testo di Pennac, solo accennato, ma cruciale e bruciante: l’umanità vuole guardare la sua distruzione, perché così ha l’impressione di rinviarla. Un voyeurismo paralizzante e micidiale. È come se la tardiva, ma finalmente sopraggiunta consapevolezza del problema costituisse già, nella nostra percezione, la sua soluzione. Ma la strada fatta per arrivare a una presa di coscienza, anche se è costata fatica, non vale come azione. E crederlo – ci dice l’autore francese – sarebbe un inganno letale.

Giorgia Marino

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

novembre 20, 2017

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

Altromercato, la maggiore organizzazione del Commercio Equo e Solidale in Italia, lancia Ri-capsula, una capsula per caffè riutilizzabile, grazie ad una tecnologia innovativa, proposta in esclusiva da Altromercato sul mercato italiano, che accoppia alluminio e tappo in silicone alimentare. Ricaricabile fino a 250 volte e personalizzabile con il macinato Altromercato che si desidera, Ri-Capsula è compatibile con le macchine per [...]

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

novembre 17, 2017

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

Dalla naturale evoluzione del Forum Nazionale Rifiuti – promosso a livello italiano da Legambiente Onlus, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club – che negli ultimi tre anni è stato l’evento di riferimento sulla gestione sostenibile dei rifiuti in Italia, nasce l’”EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte”. L’EcoForum piemontese si svilupperà, il 22 novembre 2017, in occasione della Settimana Europea per [...]

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

novembre 16, 2017

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

Apre al pubblico nella mattinata di oggi, a Torino, la trentesima edizione di Restructura, uno dei punti di riferimento fieristici in Italia nel settore della riqualificazione, del recupero e della ristrutturazione in ambito edilizio. Un osservatorio privilegiato per professionisti e visitatori che dal 16 al 19 novembre 2017 all’Oval del Lingotto Fiere avranno l’opportunità di confrontarsi con i protagonisti del [...]

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

novembre 15, 2017

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

La fine di una triste era dell’energia in Italia ha bisogno anche di simboli. Sogin ha completato nei giorni scorsi lo smantellamento del camino della centrale nucleare del Garigliano (Caserta), una struttura tronco-conica in cemento armato alta 95 metri, con un diametro variabile dai 5 metri della base ai 2 metri della sommità. La struttura, [...]

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

novembre 15, 2017

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

“Dobbiamo diffondere le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni” ha ribadito Kai Zosseder della Technical University of Munich, leader del progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), aprendo la mid-term conference del 7 novembre scorso, a Salisburgo. “Ma per ora – ha aggiunto – il potenziale della geotermia a bassa [...]

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

novembre 13, 2017

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

Si chiama DEMOSOFC il progetto europeo che sta per dare il via all’impianto con celle a combustibile alimentate a biogas più grande d’Europa. Si tratta di un impianto di energia co-generata recuperando i fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue di Torino, da cui, grazie alla digestione anaerobica e alle fuel cell, le [...]

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

novembre 10, 2017

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

Cotton fioc, frammenti, oggetti e imballaggi sanitari, tappi e cannucce sono i rifiuti più presenti sulle nostre spiagge. La causa è da attribuire principalmente ad abitudini errate da parte di consumatori e imprese. Quello che in molti però non sanno è che anche questo tipo di rifiuto potrebbe essere avviato a riciclo, con vantaggi sia [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende