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L’alta cucina entra in lavastoviglie

novembre 16, 2011 Recensioni

Involtini di radicchio, uva passa e pinoli con riduzione al balsamico

Mazancolle con crema di gambi di asparagi

Capesante con cipollotto croccante e filetti di mandorle tostate

Crumble con crema di fragole e lamponi.

Non stiamo leggendo il menù di qualche rinomato ristorante gestito da uno chef pluristellato, ma alcune delle tante ricette che è possibile prepare facilmente nella nostra lavapiatti. Si, avete letto giusto – lavapiatti – non si tratta di un refuso. Da oggi infatti è possibile far uscire da questo elettrodomestico non solo pentole e bicchieri lavati a perfezione (con minor consumo di acqua rispetto al lavaggio a mano), ma anche piatti di “alta cucina” cotti a puntino, con risultati talvolta superiori rispetto a quelli ottenuti tramite la cucina tradizionale.

Questo è il messaggio trasmesso nel libro “Cucinare in lavastoviglie” (pag. 120, 14,90 euro, Edizioni Gribaudo) dell’eco-cuoca Lisa Casali. La food blogger di Ecocucina.org, ci accompagna passo a passo verso questa nuova tecnica che ben unisce la coscienza ecologica con la passione per il cibo. In un periodo dove l’haute cuisine è protagonista non solo all’interno dei locali dei grandi chef ma anche a livello mediatico nelle nostre televisioni, come dimostrano gli altissimi ascolti per il talent show Masterchef (in onda questa sera alle 21.00 su Cielo), non poteva mancare la sua chiave “eco”.

Pare infatti che l’idea di sfruttare la bassa temperatura (55 – 75 gradi) presente durante il lavaggio delle stoviglie sia strepitosa. Basta utilizzare vasetti ben sigillati e sacchetti per il sottovuoto, introdurre gli alimenti scelti per la nostra cena, riporli negli spazi vuoti rimasti tra una pentola e l’altra e il gioco è fatto.

Passiamo dunque dalla teoria alla pratica: è possibile scegliere che cosa cucinare in base al tipo di lavaggio scelto e non viceversa. I programmi che si possono usare per cuocere sono 4: lavaggio rapido, indicato per pesci di piccole dimensioni o sfilettati; lavaggio eco, ideale per la cottura delle carni; lavaggio normale, ottimo per ogni tipo di preparazione; lavaggio intensivo, perfetto per carni bianche.

Il libro è anche un’ottima guida per chi fosse ancora “a digiuno” di scelte consapevoli per quanto riguarda l’ambito Food. É possibile infatti capire come fare una spesa più sostenibile, imparando a scegliere gli alimenti che meno impattano sul nostro ecosistema, a consumare carni e pesci non sottoposti a forte pressione antropica, a evitare le specie a rischio la cui sopravvivenza è fortemente compromessa dall’uomo, a utilizzare solo frutta e verdura di stagione e possibilmente da agricoltura biologica o biodinamica. Diversi studi infatti, come la doppia piramide alimentare e ambientale messa a punto dal Barilla for Food and Nutrition, diomostrano come le scelte alimentari più salutari per il nostro oraganismo siano anche quelle che hanno il minore impatto sull’ambiente.

Per i più schizzinosi infine è necessario sottolineare che non vi sono controindicazioni alla cucina in lavastoviglie: le analisi condotte su diversi campioni di alimenti cotti hanno confermato che questa tecnica è sicura oltre a comportare un notevole risparmio di acqua e energia. Per i più pigri invece la buona notizia è che non è nemmeno necessario controllare la cottura dei cibi, in quanto basta solo attendere la fine del lavaggio. Per dirla alla Lisa Casali “Non vi sembra un sogno?”.

Benedetta Musso

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