Home » Idee »Internazionali »Politiche »Recensioni » “Le tempeste” dei nipoti di James Hansen:

“Le tempeste” dei nipoti di James Hansen

dicembre 6, 2010 Idee, Internazionali, Politiche, Recensioni

James Hansen, Courtesy of smh.comIl “nonno del riscaldamento globale”. Questo è il soprannome di James Hansen, autore del nuovo libro Tempeste, edito in Italia da Edizioni Ambiente (il titolo inglese è Storms of my Grandchildren, “Le Tempeste dei miei Nipoti”). In realtà James Hansen non è un nonno qualunque: è uno scienziato della NASA ed è stato relatore per la Task Force statunitense sui cambiamenti climatici, a cui hanno partecipato Colin Powell, Condoleeza Rice e altri membri del Gabinetto USA. E’ a conoscenza dell’urgenza di agire per contrastare i cambiamenti climatici e a deciso di iniziare a spiegarlo a tutti, per i suoi nipoti. Lo abbiamo incontrato a Roma nel suo tour di presentazione del libro.

D) Il libro Tempeste presenta il tema della scienza dei cambiamenti climatici in un modo molto semplice e chiaro, passando dalle forze radianti alle politiche di riduzione delle emissioni di gas serra. Cosa l’ha portata a scrivere questo libro?

R) La storia descritta poteva apparire un po’ complicata, perché è necessario mettere in connessione la scienza con le implicazioni per la politica. Credevo che spiegando chiaramente quello che è necessario fare, ad esempio la necessità di risolvere la dipendenza dai combustibili fossili, allora la logica conseguenza sarebbe stata di intraprendere i passi necessari. Ma i politici non lo fanno. Sono andato da Gran Bretagna, Germania, e altri 6/7 Stati, alcuni dei quali citati nel libro. Ogni volta ne uscivo sconfitto: anche se i governatori dicevano parole giuste sui cambiamenti necessari, nei fatti le loro politiche sono quasi sempre business-as-usual, o piccole variazioni. Quindi ho voluto rendere la storia chiara, per far capire anche al grande pubblico, che deve fare pressione sui governi affinché intraprendano le politiche opportune. Come ho scritto, nel 2005, da scienziato, ho deciso di iniziare a parlare in pubblico. Non volevo che i miei nipoti pensassero: “Il nonno aveva capito cosa stava succedendo, ma non si è spiegato chiaramente”. Adesso cerco di spiegarlo chiaramente, attraverso questo libro e i discorsi in pubblico…

D) In questi giorni si tiene la Conferenza sul Clima di Cancun. Il Segretario Generale nel discorso di apertura ha dichiarato che trovare un compromesso sarebbe un successo. Nel suo libro lei afferma che “la natura e le leggi della fisica non scendono a compromessi”. Ha una visione, una soluzione diversa al problema dei cambiamenti climatici?

R) Adesso ho una nuova visione su cui sono ottimista: sono stato in Cina due settimane fa e ho constatato che la Cina dal punto di vista tecnico sta andando nella giusta direzione. Sta investendo molto denaro sulle energie rinnovabili ed energia nucleare (fonti di energia che non producono carbonio), sono i primi nella produzione di pannelli solari, turbine eoliche e impianti nucleari. Ma la cosa essenziale è che hanno delle motivazioni molto forti per muoversi verso l’energia pulita: hanno molto inquinamento locale;  saranno profondamente colpiti dai cambiamenti climatici; hanno 300 milioni di persone che vivono in località sotto il livello del mare; non vogliono essere dipendenti dai combustibili fossili come gli Stati Uniti; vogliono che i loro investimenti in energia verde vengano ripagati. Quello che devono fare è quindi mettere una tassa sul carbonio – e credo che l’abbiano capito e stiano considerando l’opportunità. Dall’altra parte, è impossibile ricevere il necessario supporto dal governo degli Stati Uniti, a causa del potere dell’industria dei combustibili fossili, che è così potente da essere riuscita a non far passare la legge su energia e ambiente. Ma quello che ho capito è che ciò non è necessario: se l’Europa si accordasse con la Cina per mettere una tassa sulla CO2 e imporre un dazio sulle merci importate dagli Stati Uniti, allora questo obbligherebbe gli USA ad aderire al sistema o a contribuire economicamente. Penso che questo funzionerebbe, ma sarebbe duro trovare degli Stati Europei che siano veramente interessati a risolvere il problema dei cambiamenti climatici… Gli europei hanno proposto lo schema “Goldman Sachs’ cap-and-trade” [lo European Emission Trading Scheme, N.d.R.], disegnato da grandi banche e compagnie petrolifere. Dovrebbero invece risolvere il problema onestamente, con un’onesta accisa, che comprenda tutti i combustibili fossili, petrolio, gas e carbone. Una semplice e onesta tassa.

D) Ma in Europa le emissioni di CO2 sono diminuite  anche attraverso il cap-and-trade. E’ appena uscito un nuovo report che parla del 17% rispetto al 1990. Certo, anche la crisi economica ha influito, comunque c’è stato un cambiamento di tendenza visibile, non crede?

R) No, il cambiamento non è stato significativo. Se vediamo i dati globali, scopriamo che lo stile di vita europeo non è cambiato, che il consumo di CO2 pro-capite è rimasto invariato: solo la sua produzione si è spostata in Paesi come la Cina.

D) Vista l’attuale tendenza a diminuire i fondi pubblici, pensa che sarà  semplice introdurre una “semplice tassa”?

R) Se i governi prendessero in seria considerazione il problema dei cambiamenti climatici e volessero farlo davvero, spiegherebbero la motivazioni della tassa al pubblico. Spiegherebbero che è l’unico modo per fare cambiare le industrie è far loro pagare il costo sociale dei combustibili fossili.

D) Nel suo libro ha parlato di “resistenza civile”. Cosa deve fare un cittadino per contribuire a risolvere il problema del clima?

R) Ci sono le azioni individuali, ma queste hanno un risultato solo se rientrano nel contesto di una politica globale. Se gli individui riducono il loro consumo di combustibili fossili, l’effetto è di ridurre la domanda, che fa abbassare i prezzi, e qualcun altro consumerà il loro carburante. Senza un politica globale non si può risolvere il problema, infatti le emissioni stanno aumentando globalmente ogni anno. Come parte della policy, certo, le azioni individuali sono importanti. Ma occorre fare pressioni sui governi, che attualmente non fanno niente di consistente per il clima. Altrimenti i nostri nipoti si troveranno a vivere in un mondo completamente diverso da quello di oggi.

Veronica Caciagli

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Anche in Italia si marcia per la scienza nella Giornata della Terra

aprile 22, 2017

Anche in Italia si marcia per la scienza nella Giornata della Terra

Nel gennaio scorso un gruppo di ricercatori statunitensi ha promosso una March for Science da realizzarsi durante la Giornata della Terra per appoggiare la ricerca scientifica impegnata nella difesa della nostra salute, della sicurezza e dell’ambiente e denunciare le pressioni che la minacciano. L’obiettivo è di dare un forte segnale pubblico a favore della ricerca e di politiche [...]

Orange Fiber e Ferragamo lanciano la prima collezione moda ottenuta dalle arance

aprile 21, 2017

Orange Fiber e Ferragamo lanciano la prima collezione moda ottenuta dalle arance

Salvatore Ferragamo e Orange Fiber, l’azienda che produce innovativi tessuti eco-sostenibili, lanceranno il 22 aprile la prima collezione moda realizzata con tessuti ottenuti dai sottoprodotti della spremitura delle arance. Una data scelta appositamente per la coincidenza con la Giornata della Terra, che ricorda a tutti la necessità della tutela dell’ambiente e della ricerca di fonti [...]

A Veglie nasce BEA, la Bottega dell’EcoArredo che fa upcycling

aprile 21, 2017

A Veglie nasce BEA, la Bottega dell’EcoArredo che fa upcycling

Il laboratorio urbano di Veglie, in provincia di Lecce, diventa un cantiere aperto per la trasformazione di rifiuti in nuovi oggetti con BEA – Bottega dell’EcoArredo, il laboratorio partecipato di design ecologico. Creatività, upcycling e life-coaching per un progetto promosso da CulturAmbiente onlus insieme a Urban Lab e Laboratorio Linfa nell’ambito dell’avviso pubblico della Regione Puglia [...]

Quattro passi in Fiera a Treviso per parlare di “Futuro al lavoro”

aprile 21, 2017

Quattro passi in Fiera a Treviso per parlare di “Futuro al lavoro”

“Futuro al lavoro”: è questo in duplice accezione, il tema scelto per la XII edizione della Fiera4passi, organizzata dalla Cooperativa Pace e Sviluppo di Treviso (prima organizzazione di commercio equo e solidale in Veneto per attività, fatturato e numero di volontari e terza in Italia) al Parco Sant’Artemio di Treviso – sede della Provincia – [...]

Indagine TripAdvisor: cresce la voglia di ospitalità sostenibile. Lefay Resort primo in Europa

aprile 20, 2017

Indagine TripAdvisor: cresce la voglia di ospitalità sostenibile. Lefay Resort primo in Europa

  I viaggiatori italiani sembrano sempre più attenti all’impatto ambientale delle strutture in cui soggiornano e dei tour e attrazioni che prenotano durante il loro viaggio. È quanto emerge da un’indagine condotta da TripAdvisor, il sito per la pianificazione e prenotazione dei viaggi, su oltre 1.800 viaggiatori italiani in occasione dell’Earth Day del 22 aprile, la [...]

Buone pratiche italiane: Acea Pinerolese indicata come modello dal Ministero tedesco dell’Energia

aprile 19, 2017

Buone pratiche italiane: Acea Pinerolese indicata come modello dal Ministero tedesco dell’Energia

Il Ministero dell’Economia e dell’Energia della Germania ha scelto l’italiana Acea Pinerolese con il suo Polo ecologico di trattamento del rifiuto organico da raccolta differenziata come modello di best practice tra i progetti di energie rinnovabili di tutto l’Arco Alpino. Il rapporto analizza tutte le realtà dei Paesi che si affacciano sull’arco alpino che hanno [...]

Car sharing elettrico: con Share ‘ngo ora te lo paga il supermercato

aprile 19, 2017

Car sharing elettrico: con Share ‘ngo ora te lo paga il supermercato

Saranno le “destinazioni”, ossia gli esercizi commerciali che offrono prodotti e servizi (palestre, cinema, teatri, negozi ecc.) a pagare con sempre maggiore frequenza il costo dell’auto in car sharing? Ne è convinta Share’ngo, il primo operatore italiano di car sharing elettrico, che dopo le prime esperienze con Carrefour Express e Carrefour Market a Milano, renderà [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende