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Piccole aragoste crescono…nel mare della Sardegna

gennaio 16, 2014 Recensioni

Tutto è partito grazie all’intraprendenza e alla volontà di Gianni Usai, un operaio della Fiat che, dopo aver lavorato a Mirafiori e partecipato alle lotte degli anni Settanta, decide di lasciare Torino per tornare in Sardegna a fare il pescatore. Qui impara il mestiere direttamente in mare e fa una scelta importante: fonda a Su Pallosu (in provincia di Oristano) una cooperativa impegnata principalmente nella pesca delle aragoste.

La sua storia è raccontata in un documentario di 30 minuti presentato a Roma a dicembre, firmato dai registi Francesco Cabras e Alberto Molinari, prodotto da Ganga Film e Lighthouse Foundation, in collaborazione con Legambiente e Ocean2012. Piccole aragoste crescono parla infatti non solo del cambiamento di vita di Gianni, ma anche del progetto di cui si è fatto promotore, pensato per difendere il lavoro dei pescatori, senza dimenticare il rispetto per l’ambiente.

Come dichiara il protagonista nel film, negli anni Ottanta il mare della Sardegna era molto ricco, ma nel giro di un decennio i pescatori si resero conto che le aragoste erano prossime all’estinzione: da circa 13 tonnellate l’anno si era arrivati a pescarne una soltanto. Da qui l’idea di Gianni, a fine anni Novanta, di avviare un esperimento di ripopolamento in alcune aree protette, per allevare in maniera estensiva le aragoste e per insegnare ai pescatori che era possibile reinventarsi, pensando a loro stessi non più come “predatori”, bensì come “coltivatori del mare”.

Insieme al professor Angelo Cau, Gianni e la sua cooperativa hanno avviato con l’Università di Cagliari il primo progetto di ripopolamento sostenibile dell’aragosta rossa nel Mediterraneo. Una sinergia fra scienza e territorio che ha prodotto subito risultati concreti, raggiungendo il 550% di incremento della biomassa delle aragoste. Grazie a questo successo, il progetto è cresciuto e sullo stesso modello sono nate nuove zone di ripopolamento in altre 13 aree della Sardegna.

Ecco perché Domitilla Senni di Ocean2012 ha pensato di realizzare questo documentario, con lo scopo dichiarato di dimostrare che se la pesca viene affidata a chi sa prendersi cura del mare può essere condotta nel rispetto dell’ambiente e offrire un futuro anche occupazionale.

Perché il progetto di ripopolamento non mira a salvare solo l’ambiente. L’obiettivo più ambizioso è quello di fornire risorse alle generazioni future che vogliono continuare la tradizione della pesca artigianale, aumentando i profitti di un settore al momento abbandonato per l’impoverimento del mare e per mancanza di una gestione efficiente. Nonostante il progetto funzioni, infatti, non mancano le difficoltà che i pescatori sono costretti ad affrontare quotidianamente. Da una parte le continue incursioni di predoni che rubano le aragoste dalle aree protette generando danni economici e ambientali. Dall’altra, le autorità locali che non intervengono con controlli puntuali e rigorosi. Come afferma uno dei pescatori intervistati, il caso di Su Pallosu è una bella storia, ma “rimane un granello di sabbia in confronto a quanto ancora c’è da fare”. Piccole aragoste crescono manda comunque un segnale positivo e rilancia la sfida di Usai a chi la saprà cogliere.

Daniela Falchero

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