Home » Internazionali »Politiche »Recensioni » Profughi senza diritti: nell’Atlante delle Guerre la mappa dei conflitti ambientali:

Profughi senza diritti: nell’Atlante delle Guerre la mappa dei conflitti ambientali

febbraio 26, 2014 Internazionali, Politiche, Recensioni

Di guerre brucia il mondo, ma sempre più spesso è il controllo delle risorse naturali a scatenarle. Fumi neri e gas tossici avvelenano i corpi e diventano armi. Dall’inquinamento da uranio impoverito al land grabbing, dalla deforestazione ai profughi in fuga da territori martoriati, dall’edificazione di poli industriali a progetti di estrazione mineraria, da politiche che privatizzano servizi di base o beni comuni alla costruzione di mega infrastrutture, sono solo alcuni degli esempi delle cause alla base dei conflitti ambientali.

Dalla Nigeria all’Europa ecco quindi la linea “di sangue” tracciata da L’Atlante delle guerre, l’annuario che informa sullo stato delle ostilità che si combattono sul nostro pianeta. Quest’anno, nella V Edizione del volume, oltre le violazioni dei diritti umani, le migrazioni forzate, il lavoro degli operatori umanitari nelle aree di crisi, il patrimonio artistico a rischio, il traffico di armi e l’economia di guerra, il fenomeno della pirateria, è stato pubblicato uno Speciale sui Conflitti Ambientali a cura del Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali (CDCA).

In Nigeria, il maggior esportatore di petrolio dell’Africa, 36mila km2 di ecosistema di mangrovie sono gravemente compromesse ed è il primo Paese al mondo per emissioni di Co2 da gas flaring. Lo Stato indiano di Orissa ha 36 corsi d’acqua a rischio, 7milioni di abitanti nella mineral belt e 35mila acri deforestati nel periodo tra il 1980 e il 1997 e 150mila tra il 1998 e il 2005. El Salto è la cittadina di più inquinata del Messico. Sono1.500 le imprese presenti nell’area con 280 scarichi di acqua contaminata identificati, dei quali 266 direttamente nel fiume Santiago. Sette le discariche e 5 inceneritori clandestini, 6.071.376 abitanti dislocati in diversi centri abitati, di cui 47 in zone ad alto rischio di disastri naturali.

Dall’Africa all’India fino ad arrivare all’America Latina  lo sfruttamento delle risorse e i conflitti legati allo sfruttamento selvaggio dell’ambiente sono il filo conduttore di questa mappa della disperazione. Negli ultimi decenni la natura dei conflitti ambientali rispetto al passato è cambiata al punto di far parlare di conflitti di nuova generazione: questi ultimi presentano una maggior potenza offensiva dovuta alla diminuzione delle risorse e al maggior ruolo via via assunto dagli organismi finanziari internazionali a scapito degli stati, ma anche una maggior potenzialità di resistenza sociale dovuta alla maggiore facilità di accesso alle nuove tecnologie, che ha permesso di far circolare in maniera capillare informazioni, documenti, denunce da un capo all’altro del mondo favorendo lo scambio tra esperienze solo geograficamente lontane e il contino insorgere di movimenti organizzati.

Ma partiamo da principio: cosa si intende di preciso per conflitto ambientale? Nella pratica, un conflitto ambientale si manifesta quando a) politiche energetiche, infrastrutturali, produttive, di smaltimento; b) il mancato intervento pubblico in casi in cui sarebbe invece necessario (politiche di salvaguardia o risanamento ambientale); oppure c) politiche commerciali e finanziarie sovranazionali con rilevanti impatti ambientali, incontrano (o meglio si scontrano con) l’opposizione della società civile. In altre parole, siamo di fronte ad un conflitto ambientale quando concorrono due elementi: la riduzione qualitativa o quantitativa delle risorse presenti su un dato territorio e la presenza di opposizione e resistenza da parte della società civile che si organizza e mobilita in difesa dei propri diritti o del proprio territorio.

Le aree più vulnerabili del pianeta dal punto di vista ambientale corrispondono spesso a quelle più popolose. Si tratta di zone fragili, spesso ricchissime di biodiversità, sottoposte sistematicamente a politiche di sfruttamento selvaggio delle risorse e a repentini cambiamenti climatici. Le stime diffuse dall’Unhcr e dall’Oim parlano di 200-250milioni di profughi ambientali in movimento entro il 2050. Questo dato equivale a circa 6milioni di persone ogni anno costrette a lasciare le proprie terre a causa di fattori ambientali, cioè poco meno di una persona ogni 50 abitanti del pianeta. Esistono varie tipologie di profughi ambientali, classificate anzitutto in base alla causa che scatena il fenomeno migratorio: si distinguono cause naturali o dovute cioè all’intervento umano.

Tra i Paesi che si trovano in situazione di maggiore vulnerabilità e che rischiano di vedere moltiplicato il numero delle persone costrette ad abbandonare le proprie terre nei prossimi anni ci sono la zona costiera del Bangladesh, i delta dei fiumi Rosso e Mekong in Vietnam, le isole Maldive, le isole Carteret della Papua Nuova Guinea, le isolette di Kiribati e Tuvalu in Polinesia e molte altre isole del Pacifico. Ciononostante attualmente i profughi ambientali non godono di una protezione giuridica specifica e non sono riconosciuti come richiedenti asilo, poiché sono inclusi nelle migrazioni per ragioni economiche. Ciò rende urgente l’adozione in sede Onu di misure che predispongano in tempi certi una normativa specifica che definisca e garantisca tutela integrale ai profughi ambientali. E che ponga fine al dramma. Come quello di Miguel Angel Lopez, bambino di 8 anni, caduto nel Rio a El Salto in Messico mentre giocava a pallone e morto per intossicazione da arsenico.

Francesca Fradelloni

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Non beviamoci il mare con una cannuccia. Marevivo contro l’inquinamento da plastica

febbraio 19, 2018

Non beviamoci il mare con una cannuccia. Marevivo contro l’inquinamento da plastica

Quanto tempo si impiega a bere un cocktail con una cannuccia in plastica? Mediamente 20 minuti. Quanto tempo è necessario invece per smaltirla? 500 anni. In tutto il mondo si utilizzano quotidianamente più di un miliardo di cannucce, solo negli Stati Uniti ogni giorno se ne consumano 500 milioni, secondo i dati della Plastic Pollution [...]

Mais OGM? No, grazie. La risposta di Greenpeace allo studio dell’Università di Pisa

febbraio 16, 2018

Mais OGM? No, grazie. La risposta di Greenpeace allo studio dell’Università di Pisa

Commentando lo studio scientifico sul mais OGM reso noto ieri dalle Università di Pisa e Scuola Superiore Sant’Anna, l’associazione ambientalista Greenpeace sottolinea come le colture OGM, considerate “una panacea per la produzione di cibo”, costituiscano in realtà un freno per l’innovazione ecologica in agricoltura. Sottopongono l’agricoltura al controllo e ai brevetti di poche aziende agrochimiche e [...]

In diretta Facebook da un’auto elettrica: Margot Robbie online grazie alla batteria di una Nissan Leaf

febbraio 15, 2018

In diretta Facebook da un’auto elettrica: Margot Robbie online grazie alla batteria di una Nissan Leaf

Margot Robbie, attrice e produttrice australiana, di recente candidata al Premio Oscar 2018 come “Miglior attrice protagonista” per la sua interpretazione di Tonya Harding nel film “I, Tonya” (2017) è stata protagonista, in qualità di ambasciatrice dei veicoli elettrici Nissan, della sua prima diretta streaming su Facebook. Una diretta molto speciale perché alimentata per la prima [...]

“Sulle tracce dei ghiacciai”: stessa prospettiva ma cent’anni dopo. I cambiamenti climatici in due foto gemelle

febbraio 9, 2018

“Sulle tracce dei ghiacciai”: stessa prospettiva ma cent’anni dopo. I cambiamenti climatici in due foto gemelle

ll clima continua a cambiare e i ghiacciai proseguono nel loro inesorabile arretramento. Per aumentare la consapevolezza pubblica su questo devastante fenomeno il fotografo ambientalista Fabiano Ventura ha avviato, a partire dal 2009, un progetto internazionale fotografico-scientifico decennale, articolato su sei spedizioni, che documenta gli effetti dei cambiamenti climatici sulle più importanti catene montuose della Terra [...]

Guida ecologica: il Ministero dell’Ambiente propone una certificazione per le autoscuole

febbraio 5, 2018

Guida ecologica: il Ministero dell’Ambiente propone una certificazione per le autoscuole

Una certificazione per la guida ecologica. È quanto annunciato sabato 3 febbraio dal Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, per ridurre le emissioni di inquinanti nell’aria attraverso un nuovo approccio alla guida delle auto. Lo smog è infatti una vera e propria “spada di Damocle” che pende sulle grandi città italiane, in particolare del Nord Italia, [...]

Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare: ogni famiglia butta via 85 kg. di cibo all’anno

febbraio 5, 2018

Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare: ogni famiglia butta via 85 kg. di cibo all’anno

Il 2018 sarà l’anno zero per le rilevazioni sullo spreco del cibo in Italia: perché per la prima volta arrivano i dati reali sullo spreco alimentare nelle nostre case, integrati da rilevazioni nella grande distribuzione e nelle mense scolastiche. Gli innovativi monitoraggi, su campione statistico di 400 famiglie di tutta Italia e su campioni significativi [...]

Ricerca Schneider Electric: le grandi aziende fanno progressi sulla sostenibilità ma non sono ancora “smart”

febbraio 1, 2018

Ricerca Schneider Electric: le grandi aziende fanno progressi sulla sostenibilità ma non sono ancora “smart”

Una nuova ricerca resa nota da Schneider Electric, leader mondiale dell’automazione e trasformazione digitale dell’energia, rivela che benché la gran parte delle grandi aziende si sentano pronte per affrontare un futuro decentralizzato, decarbonizzato e digitalizzato, molte, in realtà, non stanno ancora prendendo le necessarie misure per integrare e fare evolvere i loro programmi energetici e [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende