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Tutto Bio 2013: l’economia del biologico è fatta di relazioni

marzo 21, 2013 Idee, Recensioni

Un settore attraversato da reti, intrecci di relazioni: digitali, certo, ma prima ancora, e in misura maggiore, reali. Se è vero che on line ci sono ormai alcuni spazi interessanti dedicati al biologico, la proliferazione vera e propria di reti e network informali si è avuta nel mondo reale più che in quello digitale. Al fenomeno è dedicato Tutto Bio 2013, l’annuario del biologico giunto alla diciannovesima edizione: un volume con indirizzi di agriturismi, mercatini, gruppi d’acquisto, aziende con vendita diretta, ristoranti, negozi, mense e indicazioni sui marchi di cosmesi e detergenza biologici di tutta Italia, accompagnati dalla fotografia statistica del settore nel 2012 e negli ultimi cinque anni.

I siti di e-commerce sono cresciuti del 60% dal 2008 al 2012, passando da 81 a 130, ma  i risultati migliori, con cifre di tutto rispetto, si sono registrati nel caso di Gruppi d’Acquisto Solidale e vendita diretta. I primi sono aumentati in cinque anni dell’86%, passando da 470 nel 2008 agli 891 del 2012, ma si prevede che almeno altrettanti sfuggano a ogni censimento. In cima alla classifica c’è la Lombardia, che “resta ampiamente la regione leader per numero assoluto con 227 GAS, pari al 25,5% del totale, seguita a distanza da Toscana con 108 (12,1%) ed Emilia-Romagna con 90 (10,1)”. Una realtà che Fabio Gavelli, nell’introduzione al volume, definisce “un pezzo di futuro che è già all’opera”. I GAS, spiega il giornalista di Altreconomia, “abbracciano il territorio e le produzioni locali, le valorizzano, intrecciano nuove alleanze fra produttori e consumatori, rimettendo insieme quello che le distorsioni del mercato aveva spezzato: le relazioni tra persone”.

Anche il più 44% delle aziende con vendita diretta (passate da 1.943 a 2.795 in cinque anni) dà l’idea di una nuova economia basata proprio sulle relazioni che, lentamente, seguendo ritmi simili a quelli dell’agricoltura, si sta facendo strada: queste reti, scrive ancora Gavelli, “mettono in atto un pezzetto di democrazia economica ed è ormai evidente che si incide di più sui meccanismi sociali con le scelte di acquisto e di investimenti, che con il voto”. La distribuzione territoriale delle aziende con vendita diretta, spiegano Mingozzi e Bertino, “vede una forte concentrazione al Nord con 1.254 operatori sui 2.795 censiti (44,9% del totale), seguono il Sud con 800 (28,6%) e il Centro con 741 (26,5%). Al primo posto per numero assoluto si conferma l’Emilia-Romagna con 417 realtà, pari al 14,9% del totale, seguita da Toscana con 334 (11,9%) e Veneto con 258 (9,2%)”.

Dalla messa in rete di relazioni e produzioni nascono esperienze innovative, come il salvataggio dal fallimento del piccolo caseificio Tomasoni, nel bresciano, che in un momento di difficoltà ha potuto contare  su un contributo dei gasisti: nel 2007 “ben 85 gruppi acquistarono in anticipo di 36 mesi le forme di Grana Padano, fornendo quella liquidità che le banche non vollero accordare”, racconta Gavelli. E dall’unione dei produttori di diverse zone dell’Italia meridionale sono nati gli Sbarchi in Piazza, organizzati dalla Rete dell’Economia Solidale del Sud: “14 centri storici d’Italia, da Genova a Firenze, da Bergamo a Perugia, invasi a rotazione nei fine settimana, nel corso del 2012, da un mercato temporaneo, una tantum, perfetta interpretazione flash mob del consumo critico, resa possibile dal lavoro sul territorio delle reti locali di GAS”, scrive Michele Bernelli.

Altrettanto originale è l’attività di Co-Energia, un’associazione di GAS che è riuscita a stringere un accordo per la fornitura di elettricità con Trenta Spa, azienda trentina che produce solo energia da fonti rinnovabili. “Non c’è solo la garanzia di energia verde, ma con Trenta portiamo a casa il diritto di fare visite periodiche agli impianti, e la disponibilità a lavorare insieme per immettere sul mercato energia autoprodotta dai GAS con impianti collettivi, nei vari territori”, spiega il  presidente dell’associazione Sergio Venezia, citato da Bernelli.

Anche la ristorazione biologica ha avuto in questi anni ottimi risultati. Trattorie e osterie, insieme a gastronomie, pizzerie e caffetterie che usano almeno il 70% di ingredienti biologici sono cresciute negli ultimi cinque anni del 51%, passando da 199 a 301. Letteralmente esplose le gelaterie passate, da 25 a 45 nell’ultimo anno. “La Lombardia si conferma alla guida della classifica per numero assoluto con 70 ristoranti, il 23,3% del totale. Seguono l’Emilia-Romagna con 56 ristoranti (18,6%) ed il Lazio con 31 (10,3%)”.

Anche le mense scolastiche sono cresciute del 51% dal 2008 al 2012, passando da 791 a 1.196: “Due i fattori costanti rilevati negli anni: spesso si inizia con poche materie prime, ampliando la gamma, anno dopo anno; inoltre chi inizia con il biologico difficilmente torna indietro. Fortissima la concentrazione al nord con 837 realtà, pari al 70% delle 1.196 mense censite, seguito dal centro con 216 (18,1%) e dal sud con 143 (12%). La Lombardia continua il suo primato in testa alla classifica per numero assoluto di mense bio, con 210 realtà, pari al 17,6% del totale”.

Negli ultimi cinque anni gli agriturismi biologici sono aumentati del 31% e ora rappresentano il 7% del totale. Ristorazione, fattorie didattiche, vendita diretta: “Un ventaglio di attività innestato sull’azienda agricola, che si apre per accogliere pubblici diversi secondo le stagioni e le necessità: i bambini delle scuole, chi vuole fare una vacanza in campagna o semplicemente fare la spesa settimanale”. L’offerta agrituristica si sta rafforzando in tutto il paese: “Anche se il centro domina la classifica con 602 agriturismi, pari al 39,1% sul totale di 1.541 agriturismi censiti, il nord avanza con i suoi 509 (33%) ed il sud pure con 430 realtà (27,9%)”. Aumenti più contenuti, ma sempre molto significativi, per i negozi (+14%, da 1.114 nel 2008 a 1.270 nel 2012) e i mercatini (+13%, da 208 a 234 nello stesso periodo). Nel primo caso, “oltre all’aggregazione in reti e circuiti, che prosegue da molti anni, tra i fenomeni emergenti, vanno segnalati la sempre maggior diffusione dei prodotti alimentari biologici ed ecologici sfusi e alla spina per ridurre imballaggi e rifiuti; l’incrocio sempre più forte tra biologico ed equosolidale; l’attenzione ai prodotti regionali e locali; il coinvolgimento dei produttori”. Nel 2012 sono ripartiti anche i mercatini, dopo la leggera flessione del 2011, anche se per ora “restano sempre concentrati al Nord che ne conta 160 sul totale di 234, pari al 68,4%, mentre al centro se ne trovano 55 (23,5%) e al sud solo 19 (8,1%)”.

Veronica Ulivieri

 

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