Home » Bollettino Europa »Rubriche » Accordo di Parigi: una firma che fa fine e non impegna:

Accordo di Parigi: una firma che fa fine e non impegna

aprile 25, 2016 Bollettino Europa, Rubriche

Il mese scorso si è registrato il marzo più caldo che mai, dopo 11 mesi consecutivi di temperature record. Una delle peggiori siccità ha colpito l’Africa orientale e meridionale, il 93% della Grande Barriera Corallina è stato colpito dallo sbiancamento dei coralli e la calotta glaciale della Groenlandia sta affrontando una stagione anticipata di fusione dei ghiacci, con temperature record che hanno sfiorato i 20°C sopra la media.

Sono solo alcuni dei più recenti effetti del cambiamento climatico e si tratta del triste panorama contemporaneo in cui si è appena tenuta presso la sede delle Nazioni Unite di New York – in occasione della Giornata della Terra 2016 – la cerimonia della firma dell’accordo di Parigi, che ruota intorno all’impegno collettivo di mantenere il riscaldamento globale a 1,5°C rispetto all’era pre-industriale.

Definito a dicembre, prima di entrare in vigore servono le ratifiche dei differenti Paesi. Per la prima volta nella storia dell’ONU oltre 175 Stati firmano un accordo internazionale il primo giorno in cui viene aperto alla firma. Gli Alti rappresentanti dei Governi, inoltre, hanno parlato con spirito positivo sottolineando l’impegno ad agire rapidamente per rendere l’Accordo di Parigi una realtà, e affermando che la volontà politica non è mai stata così forte come ora.

Sembrerebbe una partenza promettente. Ma se, al di là delle dichiarazioni in pompa magna, due sono i dettagli da sottolineare. Il Primo, di questi Paesi firmatari solo 15 – per lo più gli stati insulari maggiormente minacciati dall’innalzamento del livello degli oceani – hanno già ratificato il trattato. La maggior parte degli Stati ha, infatti, bisogno di portare il documento firmato a casa e mettere in atto le procedure di ratifica, che nella maggior parte dei casi richiedono una preliminare discussione parlamentare. Inoltre, gli impegni a livello nazionale presentati da gran parte dei Paesi partecipanti alla COP 21, sono insufficienti a raggiungere i target dell’accordo.

Il secondo riguarda l’Unione Europea. Se stringiamo lo zoom sul Vecchio Continente il discorso diventa ben più complicato e fosco. Lontano da essere una vero leader e una efficace trascinatrice, l’UE è impantanata nella ‘distribuzione’ dei target nazionali di riduzione della CO2. Di solito apripista, l’Europa è oggi bloccata in attesa del pacchetto legislativo per il 2030 lanciato prima dell’estate.

Il piano di Bruxelles è quello di presentare insieme sia la proposta di ratifica dell’accordo di Parigi sia gli obiettivi nazionali al 2030 di riduzione di CO2 per i settori non coperti dal mercato europeo delle emissioni (ETS), come agricoltura, trasporti e edilizia. Tuttavia, persino il non brillante Commissario al Clima Miguel Arias Canete è consapevole che il processo per assicurarsi il sostegno di 28 Governi diversi e 29 Parlamenti, inclusa l’Eurocamera, “prenderà del tempo”, ha detto alla cerimonia di New York.

Anche dentro i palazzi UE la voce non è unanime. “Dopo Parigi tutto il mondo si sta muovendo tranne l’UE”, spiega Bas Eickhout, vicepresidente del gruppo dei Verdi all’Europarlamento. Usa e Cina hanno già annunciato di voler ratificare l’accordo quest’anno, probabilmente intorno a settembre, in concomitanza con l’Assemblea Generale dell’Onu. “Questi due Paesi insieme contano circa il 40% delle emissioni, che con l’India diventano il 45%” afferma Eickhout, secondo cui “se si dovesse aggiungere anche il Giappone, dietro pressione degli Usa, l’entrata in vigore nel 2016 o 2017 diventa probabile, senza l’UE“. Siccome per entrare in vigore, l’intesa salva-clima ha bisogno della ratifica di 55 Paesi che coprano almeno il 55% delle emissioni globali, uno scenario verosimile è che questo possa avvenire senza il blocco dei 28 Paesi. Che, oltre a perdere credibilità come leader, potrebbe rimanere tagliato fuori dalle prime decisioni chiave su regole e procedure. Di tutt’altro avviso, invece, Giovanni La Via, Presidente della commissione Ambiente dell’Europarlamento. “Siamo 28 Paesi, è normale che il processo di ratifica sia più complesso e questa non è una gara, quello che conta è l’obiettivo, che si consegue insieme”, ha affermato.

Da notare, inoltre, che la battaglia a livello diplomatico non si è esaurita con Parigi. Perché dall’accordo è rimasta fuori la riduzione delle emissioni nei settori dei trasporti aerei e marittimi. Un dibattito che deve essere assolutamente affrontato a livello mondiale ma ostacolato dall’Organizzazione Internazionale Marittima e da quella dell’Aviazione Civile (Imo e Icao), ancora lontane dal varare una misura globale taglia-CO2. Ma anche su questo fronte pare che l’UE non stia al passo. Sempre secondo Eickhout l’Europa è concentrata su altri dossier, e non sta facendo grandi pressioni.

In questo contesto di paralisi l’Italia potrebbe giocare un ruolo importante in seno al G7, di cui ha la presidenza l’anno prossimo. Ma il disinteresse del presidente del consiglio per i temi ambientali è emerso con tutta evidenza in occasione del referendum sulle trivelle.

L’Accordo di Parigi resterà ora aperto per raccogliere altre firme per un anno, fino al 21 aprile 2017. Ma il presidente francese Hollande, come Paese ospite della COP21, ha detto chiaramente che si deve puntare all’entrata in vigore entro la fine dell’anno. I negoziatori sulla Convenzione ONU sul Clima, intanto, si incontreranno il mese prossimo a Bonn, in Germania, per iniziare a porre le basi per rendere operativo l’accordo.

Beatrice Credi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

dicembre 11, 2017

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

Esiste un avamposto della biodiversità sulla Terra prima della “fine del mondo”: si chiama Global Seed Vault (GSV) e si trova nell’arcipelago delle Isole Svalbard a 1.300 chilometri dal Polo Nord. Pochi ne conoscono l’esistenza, ma si tratta del più grande deposito di semi del mondo e potrebbe essere l’ultima risorsa dell’umanità in caso di [...]

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

dicembre 7, 2017

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

Cento storie di imprese virtuose rappresentano il nucleo di partenza del primo Atlante Italiano dell’Economia Circolare – presentato nei giorni scorsi a Roma – che raccoglie esperienze basate sul riutilizzo, sulla riduzione degli sprechi, sulla diminuzione dei rifiuti, sulla reimmissione nel ciclo produttivo di materie prime recuperate (seconde). Il progetto è promosso da Ecodom, il [...]

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

dicembre 6, 2017

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

Si è svolta sabato 2 dicembre, a Parma, la “Giornata interdisciplinare di studio sull’antibiotico-resistenza” organizzata dall’Ordine dei Medici Veterinari di Parma con il sostegno di MSD Animal Health. Undici relatori, moderati dal Dr. Alberto Brizzi, organizzatore e presidente dell’Ordine, hanno illustrato, da prospettive diverse, gli impatti attuali e i rischi futuri relativi alla cosiddetta AMR [...]

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

dicembre 5, 2017

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

Secondo i dati diffusi da ANIE Rinnovabili, nei primi dieci mesi del 2017 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico hanno raggiunto complessivamente circa 726 MW (+20% rispetto allo stesso periodo del 2016). Si conferma inoltre il trend mensile del fotovoltaico, che con i 29 MW connessi a ottobre 2017 raggiunge quota 352 MW [...]

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

dicembre 5, 2017

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

Il 5 dicembre è la Giornata Mondiale del Suolo. Una celebrazione che in Italia assume un significato particolare, essendo uno dei paesi in Europa con il più alto ritmo di consumo di questa risorsa non rinnovabile. Per questo Fondazione Cariplo ha scelto di lanciare proprio oggi il nuovo portale dedicato all’Ambiente, che avrà il compito di [...]

Sacchetti plastica: dal 1° gennaio 2018 scattano le nuove restrizioni

dicembre 1, 2017

Sacchetti plastica: dal 1° gennaio 2018 scattano le nuove restrizioni

Il 13 agosto 2017 è entrata in vigore la legge 123/2017, che recepisce la direttiva UE 2015/720 e contiene la nuova normativa sulle borse di plastica, con importanti novità anche per i sacchetti ultraleggeri utilizzati per gli alimenti sfusi (es. frutta e verdura) che non rispettino i criteri di compostabilità e biodegradabilità. In particolare il testo dispone [...]

Rete IRENE lancia “Condominio PIU’”: analisi gratuite per migliorare l’efficienza energetica

novembre 30, 2017

Rete IRENE lancia “Condominio PIU’”: analisi gratuite per migliorare l’efficienza energetica

Una campagna all’insegna del beneficio multiplo: più efficienza energetica, risparmio, valore, comfort, attenzione per l’ambiente e salute, sono questi i sei principi cardine che hanno ispirato la creazione della nuova campagna di Rete IRENE (Imprese per la Riqualificazione Energetica negli Edifici) aderente alla Campagna nazionale per l’efficienza energetica “Italia in Classe A”. Lanciata ufficialmente nei giorni [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende