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Adattamento ai cambiamenti climatici. Le nuove mappe dell’Agenzia Europea dell’Ambiente

giugno 22, 2015 Bollettino Europa, Rubriche

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha appena pubblicato sul portale Climate-ADAPT una serie di mappe interattive, che illustrano varie minacce climatiche che le città europee devono affrontare, così come la loro capacità di rispondervi.

I cambiamenti climatici, come noto, stanno avendo un forte impatto sul continente europeo. Tuttavia, gli effetti variano secondo la zona che si prende in esame. Inoltre, più di tre quarti dei cittadini UE vive in città. I residenti, le autorità cittadine, quelle nazionali e le istituzioni europee hanno dunque bisogno di quante più informazioni possibili.

Le carte sono raggruppate intorno a quattro minacce climatiche: ondate di calore, siccità e scarsità d’acqua, inondazioni e incendi forestali, e la capacità delle città di farvi fronte. Allo stesso tempo, mostrano come diversi fattori – per esempio la quantità di aree urbane verdi, le risorse finanziarie, le caratteristiche demografiche – interagiscano e determinino la maggiore o minore vulnerabilità di un’area urbana.

Facciamo un esempio. La ‘mappa termica’ mostra l’effetto delle ondate di calore. Le città dell’Europa settentrionale e occidentale possono aspettarsi più giorni di elevate temperature in futuro. Una specifica analisi regionale dedicata alle città della zona Randstad (Amsterdam, Rotterdam e L’Aia), nei Paesi Bassi, indica che anche in città che attualmente stanno vivendo pochissime notti calde, questo fenomeno potrà essere avvertito più di un mese all’anno.

Le aree urbane verdi possono naturalmente contribuire a ‘raffreddare’ le città. In aggiunta alla loro superficie c’è da considerare la loro distribuzione nel tessuto cittadino e la presenza o meno di un entroterra verde. Ad esempio, Badajoz in Spagna e Sassari in Italia hanno una quota relativamente elevata di aree urbane verdi, raggruppate però solo in alcuni punti della città. Ma le due città beneficiano anche di un entroterra verde. Al contrario, Porto in Portogallo ha una bassa quota di aree urbane verdi, ma equamente distribuite in tutta la città, il che consente un più facile accesso e utilizzo da parte dei cittadini.

Anche la demografia può influenzare la vulnerabilità delle città agli impatti climatici. In generale, gli anziani sono più sensibili ai rischi per la salute derivanti da ondate di calore. Ad esempio, le città del nord Italia hanno quote di anziani superiori alla media del Paese, il che suggerisce che le alte temperature potrebbero richiedere un’attenzione specifica.

Lo scenario può essere, inoltre, completato con dati locali più dettagliati. La sezione “Esplorare ulteriormente” guida gli utenti alla creazione di mappe web personalizzate grazie all’aggiunta di informazioni supplementari. La sezione contiene anche link ad altre fonti e strumenti, tra cui alcuni recenti strumenti sviluppati dal JRC Institute for Environment and Sustainability che offrono la possibilità di visualizzare il quadro del passato e le proiezioni future inerenti ad ulteriori variabili climatiche come temperatura, precipitazioni e la radiazione solare.

Le mappe rappresentano, inoltre, uno strumento indispensabile nel quadro della Strategia Europea di Adattamento ai Cambiamenti Climatici lanciata dalla Commissione Europea nel 2013. Un quadro normativo che mira a rendere l’Unione Europea sempre più pronta ad affrontare gli impatti del climate change. La strategia si basa su tre principali obiettivi. Il primo, incoraggiare e supportare l’azione da parte degli Stati Membri. Il secondo, promuovere l’adattamento nei settori particolarmente vulnerabili, facendo sì che l’Europa possa contare su infrastrutture più resilienti e promuovendo l’uso delle assicurazioni per la tutela contro le catastrofi. Il terzo, assicurare processi decisionali informati, colmando le lacune nelle conoscenze in fatto di adattamento e dando maggiore impulso alla piattaforma europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici Climate-ADAPT.

Nel 2017, la Commissione renderà conto al Parlamento Europeo e al Consiglio Europeo dello stato di implementazione della strategia e proporrà, se necessaria, una revisione.

Beatrice Credi

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