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Agribike Cascina Don Guanella: agricoltura sociale e cicloturismo per restituire la speranza

maggio 18, 2016 Campioni d'Italia, Rubriche

Agricoltura (sociale) e turismo (sostenibile) per dare una chance a ragazzi e ragazze alla disperata ricerca di una opportunità. I responsabili della comunità educativa Casa Don Guanella di Lecco hanno costituito, nel 2014, una cooperativa per gestire l’Agribike Cascina Don Guanella, a Valmadrera, in provincia di Lecco – evoluzione contemporanea e adeguata alle esigenze del territorio di un istituto nato nel lontano 1933.

Uno sviluppo, ci spiega Bruno Corti, responsabile del progetto, che parte con “l’acquisizione di un fondo agricolo composto da una cascina da 800 metri quadri – da ristrutturare – e cinque ettari di terreno che destiniamo alla coltivazione dell’uva, dell’ulivo, degli ortaggi. Si è costruita una grande stalla per l’ allevamento di bestiame e ora si vuole puntare alla costruzione di laboratori per la lavorazione di formaggio, carne, miele, conserve, marmellate ed il vino nella vecchia cantina della cascina”. Quest’ultimo già prodotto ed apprezzato, anche da altri “Campioni d’Italia”, come Francesco Moser, gradito ospite della Cascina a marzo dello scorso anno.

L’obiettivo finale è la realizzazione di” un agriturismo come luogo di formazione e inserimento educativo“. Per i ragazzi ospitati nella comunità significa  imparare a lavorare la terra, trasformare i prodotti, accogliere i clienti. Soprattutto quelli che viaggiano su due ruote,una forma di turismo di livello internazionale che si sta sviluppando nell’area di Bellagio, dove anche altre strutture la stanno promuovendo”, prosegue Corti. “Siamo in contatto con il Como Lago Bike per dare vita all’Agribike in Cascina”. Idea originale e ad alto contenuto ambientale che si presta alla valorizzazione di un territorio dove, da alcuni anni, sbocciano iniziative come il Festival BikeUp, di cui l’Agribike Don Guanella è partner.

La storia della Cascina è strettamente legata alla comunità locale e ha radici profonde che risalgono agli anni trenta del secolo scorso, quando l’istituto Don Guanella opera come orfanotrofio, per poi trasformarsi, alla fine degli anni novanta, in comunità educativa che accoglie ragazzi con forti problemi familiari e sociali. “Oggi ospitiamo minori stranieri non accompagnati, seguiamo progetti di adolescenti messi duramente a prova dalla vita, poi ci sono ragazzi con disturbi gravi del comportamento allontanati dalle famiglie”, racconta Bruno. “Sono tutte persone che hanno bisogno di una nuova chance, perché non hanno potuto seguire i normali percorsi di formazione ed istruzione”.

L’agricoltura e la cura dell’ambiente sono diventati il faro di questi percorsi di acquisizione di competenze e di potenziamento dell’ identità sociale: “puntiamo sul recupero dei mestieri tradizionali che possono garantire una professione da spendere nel mondo del lavoro”. Si tratta dell’agricoltura sociale, che tanti progetti ha fatto nascere e realizzare in tutta Italia riuscendo a fare sistema tra azione sociale, economica ed ecologica anche con il recupero di terreni ed aziende abbandonate.

La sfida imprenditoriale (oltre che sociale) non è facile e nel caso della Cascina si è potuti partire grazie al buon cuore degli abitanti di Lecco e dintorni che hanno fatto “colletta” o fundraising per far partire il progetto Agribike. La raccolta fondi continua grazie al lavoro della Fondazione della Provincia di Lecco, che in questi anni ha raccolto oltre 500mila euro – per la gran parte già erogati – che hanno permesso di iniziare l’attività agricola. Tra le tante soddisfazioni, “la cooperativa ha permesso di assumere 6 persone e soprattutto i ragazzi sono contenti di lavorare la terra e fortemente motivati perché così apprendono un lavoro e conquistano uno spazio sociale importante. Ci apriremo alla comunità locale sempre di più organizzando feste e momenti di incontro“. Un ritorno alla terra che si traduce quindi in inclusione sociale – destinata ad aumentare quando decollerà l’Agribike e i ragazzi  sperimenteranno  non solo il lavoro di accoglienza, ma anche quello di guide e accompagnatori lungo il territorio. Una storia bella e istruttiva di come quell’ecologia integrale, teorizzata da Papa Francesco nell’enciclica Laudato Sì , possa concretamente aiutare le persone più fragili e svantaggiate a ricostruirsi una vita.

Gian Basilio Nieddu

 

 

 

 

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