Home » Impressioni di viaggio »Rubriche » Albania: un popolo accogliente schiacciato dal degrado:

Albania: un popolo accogliente schiacciato dal degrado

settembre 7, 2012 Impressioni di viaggio, Rubriche

Era una notte di fine luglio, in piazza a Torino, in cerca di una meta per queste vacanze.

Un po’ annoiata, un po’ curiosa, un po’ per caso, inizio a parlare con un ragazzo conosciuto da poco e, cercando di fare memoria del mappamondo e di scartare man mano le possibili mete, quasi per gioco viene fuori l’Albania.

Terra sorella all’Italia, in attesa di entrare nell’Unione Europea, questo paese è quasi sempre dimenticato, sottovalutato e sminuito, probabilmente perché reduci dei ricordi della fine degli anni ’90, dei gommoni e della cronaca che spesso si rivela poco generosa nei confronti dei migranti e delle loro storie.

Qualche ricerca, pochi dubbi, una guida di pochissime pagine che non fa che stuzzicare la nostra attenzione, e così si parte: senza troppe aspettative, io, e con la voglia di ricostruire un pezzo di sua storia, lui, 32enne di Foggia, con i nonni di Casalvecchio di Puglia che parlano un dialetto simile all’albanese, e i ricordi di quei paesani sbarcati vicino casa.

Dieci giorni di meraviglia e stupore, con un popolo estremamente dignitoso e incredibilmente accogliente. Comunicativo, molto, e con tanta voglia di condividere e raccontarsi. Così, parlando con la gente, ospiti nelle loro case (e ai loro matrimoni!) riusciamo a respirare un’atmosfera vera e autentica, lontana da quella delle coste, ancora non troppo affollate ma già turistiche, del Sud, e riusciamo a capire meglio cosa i nostri dirimpettai stanno vivendo e cercando.

Sarà stata forse la loro accoglienza, ma anche il paesaggio ci è sembrato molto meno sporco di quello che ci potessimo aspettare. Il rapporto dell’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) del dicembre 2011 classifica Tirana, la capitale albanese, tra le città più inquinate in Europa, con un tasso di inquinamento atmosferico che supera di 3-5 volte la media delle norme europee; rivela che il 75% delle vetture (210 mila) risulta immatricolata negli anni ’90 e che l’inquinamento causa 500 morti l’anno per gravi malattie polmonari. D’altronde, ci hanno raccontato, durante il regime comunista circolavano nel paese appena 2.000 automobili, ma subito dopo il suo crollo è stata brusca l’invasione di automobili vecchie, quasi sempre rubate nelle nazioni dell’Europa occidentale.

Eppure sembrano ben più grandi i problemi, a partire dal petrolio. L’Albania infatti è uno degli stati europei più promettenti in termini di combustibili fossili. Ne era già convinto Mussolini e lo conferma la Gustavson Associates LLC (società americana che offre un servizio di consulenza ingegneristica e finanziaria a livello internazionale), che nel suo studio fa riferimento all’esistenza di un giacimento sotterraneo di 3 trilioni di metri cubi di riserve di gas naturale che arriverebbero a offrire un rendimento di oltre 32 miliardi di dollari. Si parla delle zone settentrionali e meridionali di Tirana, già oggetto di ricerche da parte di AlbPetrol, Shell, INA, Premier Oil e Coparex e delle stesse compagnie albanesi, che però hanno abbandonato i progetti a favore delle società svizzere che continuano ad investire su studi di fattibilità in questo paese, senza permettere – forse – un reale sviluppo interno.

Una delle principali preoccupazioni del Governo – che per contenere i danni ambientali sta sviluppando importanti piani di sviluppo, finanziati anche grazie a contributi comunitari - si rivolge agli stabilimenti esistenti oggi nei dintorni di Fier, che producono 228 kg al giorno (79 litri) di emissioni di solfuro e che inquinano gravemente il fiume Gjanica e le spiagge intorno con macchie di petrolio da scarti dell’industria chimica e termoelettrica, a cui si aggiungono gli scarti industriali di aziende che sembrano ancora poco sensibili al tema (il 70% circa delle aziende utilizza macchinari vecchi e obsoleti e solo il 5% delle grosse aziende e il 3,4% delle piccole imprese si è  impegnato a ridurre gli scarti e a non disperderli in maniera irregolare ed illegale).

Tutto questo ha un senso? Neanche un pochino se Arton, un ragazzo che sta prendendo in mano l’attività del padre, proprietario di un peschereccio e che vende pesce fresco ai ristoranti della costa da Valona a Jal, mi racconta che “compro la benzina di scarto dall’Italia. La uso per il peschereccio – per il furgone no perché è nuovo, l’ho pagato molto e non posso permettermi di rovinarlo- e se mi avanza qualcosa lo rivendo in città”. Benzina di scarto, quindi, acquistata in Italia da chissà quali giri: ma questa, mi sa, è un’altra storia.

Poi ci sono i rifiuti, altro punto debole di quella che per molti anni è stata considerata la pattumiera d’Europa. Nel quotidiano, paradossalmente, le cose sono peggiorate nel tempo perché se una volta, informalmente, si riutilizzava tutto, oggi con l’introduzione di sacchetti bio e altro materiale ancora “sconosciuto” il materiale di scarto è in aumento e capita di trovare mucchi di immondizia negli sterrati verso il mare o nei cortili dietro ai ristoranti.

A livello macro le cose sembrano andare ancora peggio. Risale al 2004, in piena stagione estiva, uno dei peggiori scandali dei Balcani che ha visto 20 km di costa inquinata da rifiuti di combustibile scaricato in mare, probabilmente –si dice – da navi greche dirette verso l’Italia; e continuano ancora i trasferimenti di rifiuti pericolosi verso il paese delle aquile: secondo un’inchiesta condotta dal sito Balkan Insight sono stati a decine i carichi  di rifiuti pericolosi entrati in Albania tra il 2003 e il 2010, 600 tonnellate solo dalla Francia nel 2004: dato che ha allertato l’Unione Europea, che ha dichiarato di voler indagare sui presunti trasferimenti illegali. Ma un paese che esce dalla crisi e che ha voglia di crescere, forse, certi “dettagli” non li vuole neanche vedere e nel gennaio 2011 la maggioranza parlamentare del premier democratico Sali Berisha ha approvato una legge che permette l’importazione di rifiuti di provenienza straniera; norma che secondo gli ambientalisti e gran parte della cittadinanza ridurrà l’Albania in un paese di stoccaggio, mettendo in campo delicatissime relazioni economiche e politiche. Più o meno legali.

Alfonsa Sabatino

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

settembre 29, 2016

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

L’Associazione Italia Solare di Monza vuole proporre al GSE un modello di risoluzione anticipata degli incentivi per impianti fino a 3 kWp, quindi residenziali, così che i proprietari degli impianti possano avere immediata liquidità. In Sicilia, ad esempio, ci sono oggi circa 11.000 impianti fotovoltaici incentivati con i vari “Conto Energia” (dal 1° al 5°) [...]

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

settembre 27, 2016

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

La metà della popolazione dell’Unione Europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45% della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft [...]

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende