Home » Campioni d'Italia »Rubriche » ANAB: 25 anni di impegno per un’architettura che tuteli ambiente e salute:

ANAB: 25 anni di impegno per un’architettura che tuteli ambiente e salute

dicembre 10, 2014 Campioni d'Italia, Rubriche

“Nasce l’esigenza di inserire nel contesto della architettura una nuova disciplina, l’architettura bioecologica: è questa la nuova strada che noi indichiamo come l’unica attualmente capace di arginare il degrado dell’ambiente, dell’edilizia e del vivere dell’umanità”. Questa frase sembra scritta ieri: ormai si sente parlare di bioedilizia ovunque, e sta crescendo l’attenzione delle persone verso i materiali e i criteri con cui vengono costruite case, scuole, uffici. Se questi temi oggi sono così di attualità, lo si deve anche ad Anab: l’Associazione Nazionale per l’Architettura Bioecologica dal cui Manifesto fondativo del 1989 è stata in realtà presa la frase.

Dal documento, firmato dagli architetti Siegfried Camana, Gianfranco Carignano, Enrico Micelli ed Ermes Santi, sono passati 25 anni, ma i principi cardine di un nuovo modo di costruire in armonia con l’uomo e con l’ambiente erano già contenuti in quelle tre pagine scritte in modo semplice e chiaro. “La nostra motivazione principale era opporci al degrado dell’ambiente che ci circondava, ma anche a quello della nostra professione. Mentre gli edifici facevano male all’ambiente e all’uomo, avevamo l’impressione che gli architetti non stessero facendo il loro dovere morale: erano figure importanti per la società, ma erano diventati schiavi del potere, disposti a tutto per avere un incarico”, spiega Camana, attuale presidente dell’associazione.

L’altra questione che Anab ha sempre messo in cima alla propria agenda è quella della salute: “Il legame tra abitazione e salute non lo abbiamo inventato noi, ma preso dai Paesi d’Oltralpe, dove era già stato elaborato”. Negli ultimi decenni, infatti, le nostre case sono diventati luoghi di aria cattiva, soprattutto per i materiali costruttivi e gli arredi utilizzati: “Prima i materiali erano relativamente pochi e semplici, legati al territorio. Gli effetti negativi sulla salute nascono soprattutto dalla massa di materiali di origine petrolchimica che si sono sviluppati negli ultimi 50 anni. Sono migliaia, ma senza storia”. A cui Anab, fin dal suo manifesto, ne oppone altri che rispondano “ai seguenti punti fondamentali: siano possibilmente reperibili in loco; si privilegino quelli naturali non nocivi, che non siano stati resi inquinanti da trasformazioni strutturali, stravolgenti la loro composizione chimica; in ogni fase di utilizzo e trasformazione essi conservino costantemente la propria bioecologicità; siano riciclabili”. Tuttavia, ci tiene a precisare Camana, la bioarchitettura non deve fermarsi ai materiali: “La casa ecologica richiede un cambiamento di valori e di comportamenti. Noi siamo le prime case di noi stessi: per i “mattoni” che compongono il nostro corpo, dobbiamo scegliere cibi prodotti senza chimica e senza ogm. Alla fine il tema centrale è il rispetto, che dobbiamo avere verso noi stessi, gli altri, l’ambiente”.

Una concezione che inserisce l’architettura in un sistema più ampio, dandole un ruolo essenziale, come recitava già il Manifesto: “L’ architettura assume funzione essenziale in questa opera ‘di risanamento in quanto essa può tracciare il percorso per una ricalibratura del territorio, per un ripristino ambientale, per una riscoperta degli elementi fondamentali del vivere in sintonia con la natura. L ‘inserimento armonico dell’evento edilizio nell’ ambiente è indispensabile a tutti i livelli per ritrovare l’equilibrio tra natura e uomo anche attraverso l’intervento costruttivo”.

Per far passare concetti e approcci simili, che al confronto con i programmi di scuole tecniche e facoltà universitarie appaiono tutt’altro che scontati, Anab in questi due decenni e mezzo ha puntato molto sulla formazione: “La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di organizzare i corsi, grazie anche ai colleghi tedeschi, svizzeri e francesi che ci hanno dato una mano nella divulgazione. Personalmente mi sono dedicato ai geometri: sono loro i tecnici di fiducia dei Comuni più piccoli, formare un geometra spesso significa evitare errori”. Se comunque su questo fronte molto rimane da fare, i primi risultati si sono visti: “I professionisti in generale si sono sensibilizzati, così come l’opinione pubblica. Le prime a mostrare interesse per il legame tra architettura e salute sono state le donne”.

Tra i temi su cui Aiab continua a impegnarsi c’è lo stop al consumo di suolo: “Bisogna piuttosto rivolgersi al riuso e salvare il già costruito. E poi rivitalizzare i centri storici: riportare le persone a vivere nelle aree più antiche delle nostre città, non lasciarle solo ai negozi”. Sulla salubrità degli edifici, “l’alleanza con i medici è vitale: perché facendo architettura sostenibile si possono prevenire certe malattie. Altra alleanza fondamentale è quella con l’agricoltura: vogliamo un’economia basata su fabbriche naturali – boschi e campagna – e una filiera alimentare libera dalla chimica”.

Per i 25 anni dell’associazione, sono stati organizzati eventi in tutta Italia, da Udine a Bologna, dalla Sicilia a Milano, fino a Urbino e la Sardegna. Il titolo del programma è “Le bombe di architettura naturale per salvare il mondo”. Anche se alcuni hanno percepito nello slogan, erroneamente secondo Camana, echi bellici, l’obiettivo era promuovere la costruzione di “case per la vita e non per la morte. Quando abbiamo iniziato siamo stati costretti a scegliere un nome che contenesse il prefisso “bio” per far capire cosa volevamo dire: oggi tutti cercano di accaparrarselo, mentre io a questo punto ne farei a meno. Per indicare il costruire sostenibile, basterebbe usare la parola architettura, con la A maiuscola”.

Veronica Ulivieri

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

settembre 29, 2016

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

L’Associazione Italia Solare di Monza vuole proporre al GSE un modello di risoluzione anticipata degli incentivi per impianti fino a 3 kWp, quindi residenziali, così che i proprietari degli impianti possano avere immediata liquidità. In Sicilia, ad esempio, ci sono oggi circa 11.000 impianti fotovoltaici incentivati con i vari “Conto Energia” (dal 1° al 5°) [...]

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

settembre 27, 2016

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

La metà della popolazione dell’Unione Europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45% della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft [...]

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende