Home » Bollettino Europa »Rubriche » And the winner is… Il primato delle infrazioni europee dell’Italia va all’ambiente:

And the winner is… Il primato delle infrazioni europee dell’Italia va all’ambiente

febbraio 29, 2016 Bollettino Europa, Rubriche

Qual è il tema più ricorrente tra le 91 procedure di infrazione intraprese dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia negli ultimi anni? Esatto, il premio Oscar per le normative più ignorate va a quelle ambientali. Dal 2003 ad oggi, infatti, 19 dossier – di cui 17 casi di violazione del diritto dell’Unione e 2 di mancato recepimento delle direttive europee – hanno come protagonista principale una tematica “green“. Venendo invece agli ultimi dodici mesi, il Belpaese è stato messo in mora ben 5 volte per inadempienze legate all’applicazione del diritto UE.

Per dare un senso a questi numeri è forse bene ricordare come funziona il sistema di sanzioni conseguente a una violazione degli obblighi derivanti dal diritto comunitario. Una procedura che si sviluppa in tre tappe. La prima fase è detta pre-contenziosa ed è di competenza della Commissione Europea. In via preliminare, quindi, la Commissione, qualora rilevi l’effettiva violazione di una norma di diritto dell’Unione Europea, concede allo Stato membro sottoposto alla procedura un termine di due mesi per presentare le proprie osservazioni tramite l’invio di una lettera di messa in mora. Qualora lo Stato interessato non risponda entro i termini o non fornisca chiarimenti soddisfacenti, la Commissione emette un parere motivato. Se lo Stato in causa, ancora, non si conforma al parere nel termine fissato dalla Commissione, si dà inizio alla seconda fase, quella giurisdizionale, attraverso un ricorso per inadempimento alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Che, se accerta la mancanza obbliga lo Stato a porre immediatamente rimedio alla violazione accertata. Se infine la Commissione ritiene che questo non abbia preso i provvedimenti che l’esecuzione della sentenza emessa dalla Corte comporta, allora può dar corso ad una ulteriore procedura di infrazione, terza fase, e ad un nuovo giudizio innanzi alla stessa Corte per l’esecuzione della sentenza, chiedendo il pagamento di una sanzione pecuniaria.

Non si tratta dunque solo di un avviso, ma di richieste ripetutamente ignorate da parte del nostro Paese. Il caso più recente, riguarda la direttiva 2008/98/CE, che impone alle Regioni di istituire dei piani di gestione dei rifiuti e agli Stati membri di approvarli e di aggiornarli ogni 6 anni. La Commissione Europea ha rilevato diverse inadempienze della maggior parte delle Regioni e Provincie autonome italiane. Ma il tema dei rifiuti è piuttosto ricorrente rispetto alle 19 violazioni registrate dal 2003. Basti pensare che
lo scorso anno l’Italia – alla faccia della spending review – ha pagato un ammontare complessivo di 150 milioni di euro solo per contenziosi inerenti a questo ambito.

Gli altri due episodi rilevati nel 2015 si riferiscono, invece, al mancato recepimento di direttive europee. Nel primo caso si  tratta dell’adozione e comunicazione a Bruxelles delle misure europee sulla qualità della benzina e del diesel direttiva 2014/77/UE. La Commissione UE ha inviato un parere motivato, la seconda tappa delle procedure d’infrazione, per sollecitare l’applicazione della direttiva che ha l’obiettivo di aggiornare i riferimenti alle norme tecniche dei carburanti venduti all’interno dell’Europa. Questa doveva essere attuata entro lo scorso giugno, ma nonostante la lettera di messa in mora inviata all’Italia e ad altri 8 Paesi a luglio, l’Italia è il solo stato membro a non aver ancora provveduto. Ora Roma ha due mesi di tempo per rispondere alle richieste di Bruxelles, altrimenti rischia di finire davanti alla Corte di Giustizia.

Nel secondo caso, l’Italia si deve adeguare alle norme europee che cercano di ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente delle pile scariche. La direttiva su pile elettriche e accumulatori stabilisce norme sulla commercializzazione e l’etichettatura delle pile contenenti sostanze pericolose, e prescrive agli Stati membri di fissare obiettivi quantitativi di raccolta e riciclaggio. Queste dovevano essere recepite entro l’inizio dello scorso luglio, ma l’Italia non aveva fornito alcuna informazione a Bruxelles, che le aveva inviato a settembre una lettera di messa in mora. L’Italia aveva successivamente comunicato alla Commissione le disposizioni legislative di cui era prevista l’adozione, ma non è poi mai giunta conferma dell’adozione ufficiale. La Commissione ha quindi deciso ora di inviare un parere motivato e, se Roma non si attiverà entro due mesi, potrà finire, anche in questo caso, davanti alla Corte di Giustizia UE.

L’Italia deve poi adottare tutte le misure necessarie previste dalle norme UE anti-rumore ambientale. La Commissione UE ha, infatti, inviato a Roma una lettera di messa in mora complementare, altrimenti si aggraverà la procedura d’infrazione. La direttiva stabilisce un approccio comune per evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi dell’esposizione al rumore ambientale, basato sulla sua mappatura, sulla comunicazione al pubblico e sull’adozione di piani d’azione a livello locale. Ad oggi risulta che l’Italia abbia omesso di adottare queste tre misure per un numero considerevole di agglomerati, oltre che per i principali assi stradali e ferroviari. Anche per risolvere queste mancanze, dovute in parte all’inerzia di alcune autorità locali e regionali, lo scorso dicembre la Presidenza del Consiglio ha inviato un atto di diffida ai presidenti delle Regioni Campania, Sicilia e Lazio, con cui stabilisce una scadenza per la trasmissione delle mappe acustiche strategiche e dei piani di azione. In caso di mancato rispetto dei tempi, il governo avvierà la procedura di esercizio dei poteri sostitutivi, anche attraverso la nomina di commissari straordinari.

Imputata all’Italia anche l’infrazione della cosiddetta direttiva “Habitat” (92/43/CEE) riguardante la conservazione degli habitat naturali e semi-naturali e della flora e della fauna selvatiche. Si tratta della mancata designazione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e mancata adozione delle misure di conservazione. Anche in questo caso, come per la questione dei piani di gestione dei rifiuti, si è trattato di assenza di coordinamento tra Stato e Regioni, un classico della politica italiana

Beatrice Credi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

novembre 29, 2016

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

Treedom, la piattaforma web nata nel 2010 a Firenze, che permette a persone e aziende di finanziare la piantumazione di alberi a livello globale, ha lanciato la campagna 2016 per un regalo di Natale insolito quanto utile: da oggi è on-line “We make it real”, un servizio che permetterà agli utenti di regalare a parenti e [...]

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

novembre 29, 2016

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

Lunedi 5 dicembre 2016 presso la Sede romana di Intesa Sanpaolo, in via Del Corso, verrà firmata la Convenzione tra Federparchi, FITS! (Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore) e Rinnovabili.it. I tre partner si faranno promotori di un nuovo progetto dedicato al supporto di iniziative di conservazione, sviluppo e tutela del patrimonio ambientale e territoriale. L’obiettivo della Convenzione [...]

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

novembre 28, 2016

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

In occasione della ricorrenza dei 30 anni dalla Carta di Ottawa, ISDE Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente, ASL Sud Est Toscana e Regione Toscana organizzano il 29 novembre, nel contesto del 11° Forum Risk Management alla Fortezza da Basso di Firenze, la 6° Conferenza Nazionale sulla Salute Globale, dal titolo “Costruire una politica pubblica per la [...]

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

novembre 25, 2016

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

“Il cerchio del compost: riciclare per la Terra”. Si terrà sabato 26 novembre dalle 9 alle 12 a Villa Argentina a Viareggio il convegno di approfondimento di RicicLAB, il ciclo di laboratori creativi sul riuso a ingresso libero realizzato da Sea Risorse e Sea Ambiente e organizzato dallo spazio smartCO2 COworking+Community insieme ad una rete di associazioni [...]

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

novembre 25, 2016

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

Una nuova ricerca pubblicata ieri da Greenpeace Germania, alla vigilia del “Black Friday”, la giornata che negli Stati Uniti segna l’inizio dello shopping natalizio e che sta diventando popolare anche in Italia – con sconti selvaggi e istigazione all’acquisto compulsivo – evidenzia le gravi conseguenze sull’ambiente dell’eccessivo consumo, in particolare di capi d’abbigliamento. “Difficile resistere [...]

Storica vittoria di Greenpeace e PAN Europe alla Corte di Giustizia UE: il segreto industriale non potrà più coprire i danni all’ambiente

novembre 24, 2016

Storica vittoria di Greenpeace e PAN Europe alla Corte di Giustizia UE: il segreto industriale non potrà più coprire i danni all’ambiente

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ieri mattina ha accolto la richiesta di Greenpeace e del Pesticide Action Network (PAN) Europe stabilendo che i test di sicurezza condotti dalle aziende chimiche per valutare i pericoli dei pesticidi devono essere resi pubblici. Per la Corte di Giustizia questi studi rientrano infatti nell’ambito delle “informazioni sulle emissioni nell’ambiente“, [...]

Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione: Guido Barilla presenta la 7° edizione sui paradossi del cibo

novembre 24, 2016

Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione: Guido Barilla presenta la 7° edizione sui paradossi del cibo

Guido Barilla, Presidente della Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, ha incontrato ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per presentare il 7° Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione dal titolo “Mangiare Meglio, Mangiare Meno, Mangiare Tutti” che si terrà il 1° dicembre 2016, all’Università Bocconi di Milano. Un grande evento interdisciplinare per creare un [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende