Home » Rubriche »Very Important Planet » Benedetto Camerana: “bisogna ristrutturare in punta di piedi”:

Benedetto Camerana: “bisogna ristrutturare in punta di piedi”

Dal suo studio, al 13° piano della Torre Littoria di piazza Castello, a Torino, il panorama dell’arco alpino abbraccia la città, dall’altra parte il cuscino morbido della collina. La vista mozza il fiato. Per un architetto-paesaggista come Benedetto Camerana non ci potrebbe essere luogo migliore per creare che quel punto di vista privilegiato sul mondo urbano, che arriva a toccare il cielo con un dito.

D) Architetto, quanto spazio c’è ancora oggi per il paesaggio verde nelle città?

R) L’Italia è un Paese atipico da questo punto di vista, molto denso, su cui operare. La condizione del nostro lavoro di architetti qui è lavorare in un contesto già ampiamente urbanizzato. Abbiamo costruito troppo, e ora che bisogna arrestare questa tendenza, bloccando il consumo di territorio, comunque ci troviamo a che fare con un tessuto fitto da modificare, ricostruire. Non ho mai avuto nessuna commessa su terreni vergini, come quelli agricoli vuoti: da un prato verde non ho mai fatto nulla in vita mia, lavoriamo sull’esistente e questa è una premessa importante.

D) Come esperimento di commistione natura-cemento lei ha lavorato, però, sul progetto dell’Environment Park. Un polo d’innovazione industriale, che funziona con logiche di totale sostenibilità energetica. In una città come Torino, con un centro storico aulico e importante, fino a che punto è giusto osare?

R) Si possono fare due generi di interventi contrapposti: agire sull’esistente o abbattere e ricostruire. Io ho effettuato entrambi, con gran misura: nel caso del Villaggio Olimpico per le Olimpiadi 2006 o del Campus Einaudi abbiamo demolito fabbricati inutili, insignificanti, inutilizzati. Sempre col maggior occhio possibile al paesaggio, all’ambiente. Gli ampliamenti devono essere necessariamente, invece, micro innesti non invasivi. E’ il caso dell’ascensore leggero sulla facciata della torre Littoria di piazza Castello, un lavoro commissionatomi da Reale Mutua che tra mille accortezze doverose spero riusciremo a portare a compimento. In Italia l’ambiente, come dicevo, è molto costruito, con tanta storia alle spalle. Ci si deve muovere in punta di piedi, con aggiunte minimaliste a edifici che, per necessità, vanno aggiornati. Io cerco sempre di fare progetti che rileggano e interpretino il contesto circostante, anche quando demolisco e ricostruisco.

D) Siamo anche un Paese molto vincolato dal punto di vista architettonico, non è vero? Le soprintendenze, spesso, impediscono qualsiasi modifica all’esistente.

R) Il nostro è il luogo in cui è più difficile costruire il nuovo in assoluto. Abbiamo molte meno occasioni di inventare. Solo teoricamente siamo molto bravi a inserirci nel già costruito. I vincoli particolarmente rigidi, anche al di là della densità storica in cui si lavora, non sempre sono un vantaggio, una garanzia. In Francia, Svizzera, Austria sono più aperti al contemporaneo. L’esempio che fa scuola è la Piramide del Louvre, architettura contemporanea molto misurata all’interno di un ambiente aulico, secondo una continuazione della storia. L’architetto italiano invece fa molto poco. E’ senz’altro un handicap, non tanto lavorare nella storia, ma con una cultura che fa fatica ad accettare il contemporaneo nella storia.

D) Qual è il paradiso degli architetti?

R) Gli USA, cultura molto aperta al contemporaneo, senza essere banale, disposta a investire, che paga anche molto bene i professionisti. Noi siamo gli architetti meno pagati al mondo e in generale siamo ben poco gratificati.

D) E il Paese con la miglior qualità della vita?

R) Direi che ne ho trovati tre nel mondo, ognuno a modo suo. Il Brasile, la Svizzera, almeno Basilea e Zurigo, e la California, dove andrei a vivere domani mattina, ma un professionista è legato al suo territorio.

D) Cosa farebbe se fosse Ministro dell’Ambiente?

R) Cercherei di sviluppare al massimo il trasporto pubblico su base elettrica e di grande qualità, cioè tutto ciò che va a ridurre lo spostamento con l’aereo, il camion, i mezzi meno efficienti e veloci. Facile a dirsi, ma ci vogliono i soldi. Come misura più concreta, cercherei di dare il più possibile incentivi a chi innova la caldaia, l’auto. Per aver comprato una vettura elettrica, in America avrei ricevuto come compensazione 10 mila dollari di contributo statale. I nostri governanti in questo sono dei parolai, forse dal 14 marzo cambierà qualcosa, ma solo per chi demolisce il vecchio. Obama è avanti anni luce in questo tipo di politiche

Letizia Tortello

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

settembre 29, 2016

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

L’Associazione Italia Solare di Monza vuole proporre al GSE un modello di risoluzione anticipata degli incentivi per impianti fino a 3 kWp, quindi residenziali, così che i proprietari degli impianti possano avere immediata liquidità. In Sicilia, ad esempio, ci sono oggi circa 11.000 impianti fotovoltaici incentivati con i vari “Conto Energia” (dal 1° al 5°) [...]

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

settembre 27, 2016

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

La metà della popolazione dell’Unione Europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45% della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft [...]

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende