Home » Bollettino Europa »Rubriche » Brexit e ambiente: quale futuro per le normative di emanazione europea?:

Brexit e ambiente: quale futuro per le normative di emanazione europea?

giugno 27, 2016 Bollettino Europa, Rubriche

Il popolo del Regno Unito, con il Referendum del 23 Giugno 2016 si è espresso a favore dell’uscita dall’Unione Europea, l’ormai nota “BrExit”  (acronimo di Britain Exit). Un referendum, va chiarito, che è solo consultivo e non ha, pertanto, alcun valore legale nei confronti del Parlamento, anche se non ascoltare la voce del popolo potrebbe avere conseguenze politiche drammatiche. Ora il governo britannico dovrà quindi ridiscutere con l’UE tutti i trattati che ha siglato e stabilire le condizioni dell’uscita.

La contrattazione potrebbe durare due anni di lavoro, durante i quali il Regno Unito sarà ancora membro dell’Unione Europea ma non potrà partecipare né obiettare a nuove leggi. I parlamentari britannici e il nuovo Governo che sorgerà dalle dimissioni del premier David Cameron, dovrebbero prestare attenzione a non danneggiare le esportazioni verso la UE, cambiando le regole. Il Regno Unito potrebbe mantenere la sua posizione nel mercato interno, restando un membro della Area Economica Europea (EEA), con uno status simile a quello della Norvegia o dell’Islanda. Restare nella EEA manterrebbe, per altro, in vigore molte delle leggi ambientali di emanazione europea, mentre sembra che, anche su questo fronte, il Regno Unito voglia mantenere le mani più libere.

I parlamentari pro-BrExit sostengono che, fuori dalla UE, il Parlamento potrebbe fare leggi specifiche per la Gran Bretagna e, poiché uno dei cavalli di battaglia della campagna per l’out puntava proprio il dito contro la complessità della burocrazia europea, è possibile che le norme europee giudicate troppo restrittive lascino spazio ad una deregulation ambientale.

Da questo punto di vista il Paese si trova ad un bivio. La prima opzione sarebbe la rinegoziazione delle normative ambientali con l’Unione Europea, di cui i britannici non farebbero più parte, decidendo però di continuare a contribuire al budget europeo, per esempio per le direttive Habitat, Birds e Bathing Water Directive. In questo caso gli standard della tutela ambientale non muterebbero particolarmente. Per poter accedere al mercato europeo, i britannici dovrebbero comunque rispettare anche gli “standard di qualità” imposti dall’Unione.

L’altra opportunità, a cui sono maggiormente orientati i favorevoli alla Brexit, sarebbe quella di siglare nuovi accordi commerciali con i Paesi emergenti, solo in base alle normative dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC): la Gran Bretagna rinuncerebbe, in questo modo ai benefici sul mercato europeo, ma anche agli obblighi imposti da Bruxelles. La negoziazione con gli USA sul  TTIP, ad esempio, potrebbe diventare un accordo UK-USA, in cui i britannici potrebbero acconsentire al controverso “ribasso” in materia ambientale.

Per le frange antieuropeiste gli standard europei per l’ambiente sono infatti troppo severi. Il “principio di precauzione” inserito nei trattati della UE rallenterebbe l’Europa nell’adozione di nuove tecnologie (es. gli OGM), solo sul sospetto che possano danneggiare la salute e l’ambiente…

Secondo il rapporto IEEP (Institute for European Environmental Policy), la realtà è che l’Unione Europea ha sviluppato il più completo e influente sistema legislativo sull’ambiente di tutto il mondo, stabilendo faticosamente, ma con successo, un approccio condiviso su molte questioni ambientali. Il sistema legislativo europeo ha contribuito a contenere, negli Stati membri, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, protetto le specie in pericolo e imposto salde barriere sull’utilizzo di coltivazioni geneticamente modificate e fertilizzanti chimici.

L’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, ha, al contrario, evidenziato come la qualità dell’aria in molte città inglesi sia al di sotto degli standard richiesti. E la situazione sarebbe forse peggiore se i regolamenti europei non avessero continuamente pungolato i governi britannici per non avere compiuto progressi significativi in questo settore. La Corte Suprema Britannica, ad esempio, è intervenuta in passato, per costringere il governo a stilare un piano di azione ispirato agli standard europei.

Infine, tra le grandi questioni ambientali sollevate dalla Brexit ci sono da considerare due settori di peso come agricoltura e automotive. Che ne sarà dei fiumi di soldi europei a sostegno degli agricoltori grazie alla PAC, la Common Agricultural Policy e, in particolare, dei ”Green Direct Payments” introdotti con la riforma del 2013? E degli standard di emissioni per il settore automobilistico (Euro 5, Euro 6 ecc.)? La partita che il Regno Unito si appresta a giocare su questi fronti sarà determinante non solo per le sorti economiche del Paese, ma anche per il futuro dell’ambiente.

Francesca Sirico*

*Coordinatrice del gruppo di discussione Ambiente & Diritto

 

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

dicembre 11, 2017

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

Esiste un avamposto della biodiversità sulla Terra prima della “fine del mondo”: si chiama Global Seed Vault (GSV) e si trova nell’arcipelago delle Isole Svalbard a 1.300 chilometri dal Polo Nord. Pochi ne conoscono l’esistenza, ma si tratta del più grande deposito di semi del mondo e potrebbe essere l’ultima risorsa dell’umanità in caso di [...]

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

dicembre 7, 2017

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

Cento storie di imprese virtuose rappresentano il nucleo di partenza del primo Atlante Italiano dell’Economia Circolare – presentato nei giorni scorsi a Roma – che raccoglie esperienze basate sul riutilizzo, sulla riduzione degli sprechi, sulla diminuzione dei rifiuti, sulla reimmissione nel ciclo produttivo di materie prime recuperate (seconde). Il progetto è promosso da Ecodom, il [...]

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

dicembre 6, 2017

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

Si è svolta sabato 2 dicembre, a Parma, la “Giornata interdisciplinare di studio sull’antibiotico-resistenza” organizzata dall’Ordine dei Medici Veterinari di Parma con il sostegno di MSD Animal Health. Undici relatori, moderati dal Dr. Alberto Brizzi, organizzatore e presidente dell’Ordine, hanno illustrato, da prospettive diverse, gli impatti attuali e i rischi futuri relativi alla cosiddetta AMR [...]

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

dicembre 5, 2017

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

Secondo i dati diffusi da ANIE Rinnovabili, nei primi dieci mesi del 2017 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico hanno raggiunto complessivamente circa 726 MW (+20% rispetto allo stesso periodo del 2016). Si conferma inoltre il trend mensile del fotovoltaico, che con i 29 MW connessi a ottobre 2017 raggiunge quota 352 MW [...]

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

dicembre 5, 2017

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

Il 5 dicembre è la Giornata Mondiale del Suolo. Una celebrazione che in Italia assume un significato particolare, essendo uno dei paesi in Europa con il più alto ritmo di consumo di questa risorsa non rinnovabile. Per questo Fondazione Cariplo ha scelto di lanciare proprio oggi il nuovo portale dedicato all’Ambiente, che avrà il compito di [...]

Sacchetti plastica: dal 1° gennaio 2018 scattano le nuove restrizioni

dicembre 1, 2017

Sacchetti plastica: dal 1° gennaio 2018 scattano le nuove restrizioni

Il 13 agosto 2017 è entrata in vigore la legge 123/2017, che recepisce la direttiva UE 2015/720 e contiene la nuova normativa sulle borse di plastica, con importanti novità anche per i sacchetti ultraleggeri utilizzati per gli alimenti sfusi (es. frutta e verdura) che non rispettino i criteri di compostabilità e biodegradabilità. In particolare il testo dispone [...]

Rete IRENE lancia “Condominio PIU’”: analisi gratuite per migliorare l’efficienza energetica

novembre 30, 2017

Rete IRENE lancia “Condominio PIU’”: analisi gratuite per migliorare l’efficienza energetica

Una campagna all’insegna del beneficio multiplo: più efficienza energetica, risparmio, valore, comfort, attenzione per l’ambiente e salute, sono questi i sei principi cardine che hanno ispirato la creazione della nuova campagna di Rete IRENE (Imprese per la Riqualificazione Energetica negli Edifici) aderente alla Campagna nazionale per l’efficienza energetica “Italia in Classe A”. Lanciata ufficialmente nei giorni [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende