Home » Bollettino Europa »Rubriche » Cambio di rotta sugli OGM: l’UE ha decretato che “ognuno farà per sé”:

Cambio di rotta sugli OGM: l’UE ha decretato che “ognuno farà per sé”

giugno 16, 2014 Bollettino Europa, Rubriche

Settimana nera per il fronte anti-OGM europeo. Ma andiamo per gradi. Senza dubbio la prima doccia fredda è arrivata giovedì, non appena il Consiglio Ambiente UE ha raggiunto un accordo politico – con la sola astensione di Belgio e Lussemburgo – su un progetto di modifica della direttiva 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare – per motivi diversi da quelli della salute e ambientali – la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) autorizzati su tutto o su parte del proprio territorio. L’obiettivo della proposta rappresenta una risposta alla richiesta inviata alla Commissione da 13 Stati membri nel giugno 2009. L’anno successivo l’esecutivo UE ha presentato un documento con l’obiettivo di fornire una base giuridica per consentire la cosiddetta “ri-nazionalizzazione” degli OGM. Le nuove regole sono state esaminate nel corso di diverse presidenze. Il Parlamento Europeo ha adottato, in prima lettura, una serie di emendamenti alla proposta della Commissione nel luglio 2011. Il Consiglio Ambiente del 9 marzo 2012 non è poi stato in grado di raggiungere un accordo politico a causa del blocco messo in atto da alcuni Stati. La decisione ora raggiunta dovrà essere seguita dall’adozione formale da parte del Consiglio in prima lettura. La Presidenza italiana avvierà quindi i negoziati con il neo-eletto Parlamento all’inizio dell’autunno 2014. Il quale si era già espresso nel 2011 e aveva concordato un quadro giuridico molto più robusto per i blocchi nazionali agli OGM. Il divieto era previsto per esempio anche nel caso in cui non fossero stati presenti dati sufficienti sui possibili effetti negativi sull’ambiente causati dalla presenza di organismi geneticamente modificati.

Il testo sul quale si è raggiunto l’accordo comprende in particolare i seguenti elementi: 1) il collegamento tra l’autorizzazione a livello UE e la domanda nazionale in ogni Stato membro in cui la coltivazione è prevista; 2) sarà introdotto un elenco non esaustivo dei possibili motivi che possono essere indicati dagli Stati membri per limitare o vietare le autorizzazioni, tra cui, in particolare, ragioni ambientali, motivi socio-economici, uso del territorio e urbanistica, obiettivi di politica agricola e questioni di politica pubblica; 3) sarà sempre la Commissione UE a fare da intermediario tra la richiesta di un’azienda di essere autorizzata a vendere sementi OGM nell’UE, e lo Stato membro a cui spetta sempre l’ultima parola; 4) entro quattro anni dall’entrata in vigore della direttiva, la Commissione presenterà una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla sua applicazione ed efficacia, comprese le valutazioni del rischio ambientale.

È importante sottolineare che la nuova Direttiva non ha alcun impatto sul processo di valutazione degli OGM effettuato dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare ai sensi della direttiva 2001/18 e del regolamento 1829/2003. Tuttavia, dopo anni di dibattiti e battaglie la soluzione trovata – che rappresenta un compromesso tra il fronte dei pro e quello dei contro – non mette il nuovo meccanismo al riparo dalle critiche. Andando oltre le parole tecniche del Consiglio, quello che potrebbe nella realtà accadere è che Stati come Regno Unito e Spagna, da sempre favorevoli alla coltivazione, potranno proseguire sulla loro strada, mentre i Pesi contrari, tra cui Italia in prima linea, ma anche Francia e Austria, avranno la possibilità di bandirli dai propri confini. Lo svantaggio, però, ricadrebbe su quest’ultimi. Secondo Greenpeace e Slow Food, infatti, chi sceglierà di dire no agli OGM sarà più esposto alle ritorsioni legali del settore biotech, ma non solo. “Un simile accordo rischia di lasciare entrare gli OGM dalla “porta di servizio” di singoli Stati, mettendo in pericolo anche i campi dei paesi limitrofi che hanno avuto la forza di dire no”, ha dichiarato Monica Frassoni, co-presidente del Partito Verde Europeo e coordinatrice di Green Italia, che ha aggiunto: “Serve una base legale più solida, capace di garantire che le valutazioni di impatto su ambiente e salute non siano basate unicamente sui dati forniti dalle stesse aziende biotech che richiedono la vendita o coltivazione degli OGM. La presidenza italiana dovrà essere l’occasione per difendere un’agricoltura sostenibile e la salvaguardia dell’ambiente, non solo in Italia, ma in tutta Europa”. Dove comunque sono rimasti solo cinque, sui ventotto, i paesi a coltivarli (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania).

Sempre in tema di OGM, il Consiglio UE affari esteri – in una sessione dedicata al commercio – ha approvato in via definitiva la nuova Direttiva europea che prevede l’indicazione sull’etichetta del Paese o dei Paesi d’origine in cui il miele è stato raccolto. Il consumatore potrà leggere sull’imballaggio, a seconda dei casi, le seguenti definizioni: “miscela di mieli originari dell’UE”; “miscela di mieli non originari dell’UE”; “miscela di mieli originari e non originari dell’UE”. Per quanto riguarda poi, l’eventuale presenza di polline OGM, l’informazione dovrà essere riportata sull’etichetta del prodotto solo se la presenza è superiore allo 0,9%, in linea con le regole che riguardano gli altri alimenti. Si è avverato, quindi, ciò che già avevamo anticipato: se inferiore a quella percentuale la presenza di OGM non è quindi obbligatoria.

L’impatto della Direttiva è duplice. Da un lato i consumatori potranno scegliere il miele che intendono acquistare essendo informati sull’origine del prodotto. I produttori europei, invece, saranno maggiormente protetti dalle importazioni di miele a basso prezzo da Paesi terzi che fanno una concorrenza sleale al prodotto europeo. Anche alla luce del fatto che l’Unione Europea importa ogni anno circa 140.000 tonnellate di miele dagli Stati extra-UE. Tra i primi fornitori c’è la Cina, che rappresenta il 40% del consumo totale. La nuova norma si applicherà dal 24 giugno 2015 per permettere ai commercianti di esaurire le scorte del prodotto che riporta le vecchie etichette.

Tornando al Consiglio Ambiente, l’incontro è stato caratterizzato dalle pressioni di Germania, Francia e Gran Bretagna per riuscire a definire entro ottobre il pacchetto clima-energia per il 2030, che preveda un target di riduzione del 40% della CO2, ma anche rinnovabili ed efficienza energetica. “Una decisione va presa ad ottobre, che includa anche le rinnovabili e l’efficienza energetica” ha sottolineato il ministro dell’ambiente tedesco, Barbara Hendricks, affermando che “l’Unione europea è pronta ad aumentare le proprie ambizioni”. Una linea ripresa dal ministro dello sviluppo sostenibile e dell’energia francese, Ségolène Royal, che guarda alla conferenza Onu sul clima di Parigi 2015. “Quello che dobbiamo costruire nell’Unione Europea è un nuovo modello energetico, con obiettivi chiari per investitori, enti locali, cittadini, per nuovi modelli di consumo”. “Nel contesto di un accordo nel 2015 a Parigi dovremmo essere disposti ad arrivare al 50%” ha proposto Edward Davey, segretario di Stato britannico per energia e clima.

Spostandoci sul piano energetico, infatti, il Consiglio UE del 13 giugno ha raggiunto un accordo sui biocarburanti che prevede un limite al 7% del loro utilizzo per i trasporti nel 2020. Un successo, visto che le proposte che venivano dagli altri organi UE erano senza dubbio meno ambiziose. Il Parlamento aveva fissato il tetto di utilizzo dei biocarburanti di prima generazione provenienti da colture alimentari al 6%, contro il 5% che aveva inizialmente proposto la Commissione UE. Il compromesso raggiunto dagli stati membri, contro cui hanno però votato Portogallo e Belgio, prevede anche un incoraggiamento alla transizione verso i biocarburanti di seconda e terza generazione. L’obiettivo è raggiungere il 10% di rinnovabili entro il 2020 per i trasporti. Anche in questo caso dovrà essere trovato un accordo tra Parlamento e Consiglio per arrivare a una posizione comune sulla legislazione e naturalmente il semestre di presidenza europea è di nuovo centrale.

Beatrice Credi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live


PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Tree-ticket: il concerto si paga in alberi

aprile 15, 2021

Tree-ticket: il concerto si paga in alberi

Un concerto in presenza, immersi in una foresta, per riavvicinare l’uomo alla natura attraverso la musica del violoncellista Mario Brunello e di Stefano Mancuso, con una differenza rispetto a qualsiasi altro concerto al mondo: l’accesso si paga in alberi, con il TreeTicket. L’esperimento si terrà a Malga Costa in Val di Sella, in Trentino, nella cornice della [...]

Ricerca Mastercard: la spesa post-Covid vira verso modelli più sostenibili

aprile 13, 2021

Ricerca Mastercard: la spesa post-Covid vira verso modelli più sostenibili

Secondo quanto emerge da una nuova ricerca di Mastercard incentrata sulla sostenibilità, a seguito della pandemia da Covid-19 sarebbe cresciuto in modo significativo il desiderio da parte di italiani ed europei di salvaguardare l’ambiente e miliardi di consumatori nel mondo sarebbero disposti ad adottare comportamenti “più responsabili“. Oltre la metà dei nostri connazionali (64% contro il [...]

Mascherine irregolari: da un’azienda veneta il vademecum per riconoscerle

aprile 1, 2021

Mascherine irregolari: da un’azienda veneta il vademecum per riconoscerle

Sono decine di milioni le mascherine fasulle che girano per l’Italia. Molti sono infatti i truffatori che hanno approfittato della situazione di emergenza e del fatto che molte aziende hanno deciso di avviare procedure di importazione. Le norme, troppo spesso, non vengono rispettate e nelle ultime settimane le cronache hanno evidenziato casi di vere e [...]

Frane sulle Alpi? Uno studio evidenzia le connessioni con i cambiamenti climatici

marzo 15, 2021

Frane sulle Alpi? Uno studio evidenzia le connessioni con i cambiamenti climatici

Gli studiosi del gruppo di ricerca “River Basin Group” della Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Bolzano, in collaborazione con l’Istituto di Geoscienze dell’Università di Potsdam in Germania, hanno osservato come il riscaldamento delle temperature e lo scioglimento del permafrost a causa dei cambiamenti climatici stiano determinando un aumento dell’instabilità dei pendii e della [...]

Su Infinity arriva “Green Storytellers”, storie di ambiente e sostenibilità

febbraio 26, 2021

Su Infinity arriva “Green Storytellers”, storie di ambiente e sostenibilità

Arriva sulla piattaforma Infinity di Mediaset “Green Storytellers”, il primo programma TV su sostenibilità e ambiente voluto e finanziato interamente grazie ad una campagna di crowdfunding di successo su Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation. Il progetto “green” dei due autori, registi e conduttori, Marco Cortesi e Mara Moschini, ha incontrato il sostegno e l’entusiasmo di [...]

Auto elettriche: la conferma che gli incentivi funzionano. Vendite a +250% rispetto al 2019

gennaio 5, 2021

Auto elettriche: la conferma che gli incentivi funzionano. Vendite a +250% rispetto al 2019

Il 2020 si è chiuso con un’impennata delle vendite di auto elettriche che porta ad un dato record in termini percentuale di + 251,5% rispetto all’anno precedente, con un totale di 59.875 auto immatricolate di cui 32.500 Bev (vale a dire auto con batteria elettrica) e 27.375 Phev (auto ibride plug in). Nel 2019 il [...]

Sole 24 Ore: apre il bando “Leader della Sostenibilità 2021″

dicembre 4, 2020

Sole 24 Ore: apre il bando “Leader della Sostenibilità 2021″

La sostenibilità e l’attenzione alle tematiche ambientali e sociali si sta confermando tema chiave per le aziende, in quanto strumento importante di competitività e di attrattività verso gli investitori e il mercato, come dimostra il sondaggio Ipsos sul tema dell’economia circolare, presentato all’EcoForum di Legambiente lo scorso ottobre, secondo il quale un’impresa su quattro investe [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende