Home » Rubriche »Very Important Planet » Cinquant’anni al suon della tromba. Intervista a Paolo Fresu:

Cinquant’anni al suon della tromba. Intervista a Paolo Fresu

luglio 22, 2011 Rubriche, Very Important Planet

Ora è impegnato con il bilancio della propria vita. Cinquant’anni suonati: Paolo Fresu, uno dei più famosi jazzisti al mondo, festeggia il mezzo secolo con 50 concerti a basso impatto ambientale nella sua amata Sardegna. Cinquanta tappe sparse nei posti più belli e incontaminati di tutta l’isola, alla ricerca del connubio perfetto tra musica e terra. Paolo Fresu e cinquant’anni  passati tra concerti e il suo amatissimo Festival di Berchidda. “E’ la campagna del mio paese natale ad avermi forgiato prima della musica. La sua lingua ad avermi suggerito valori e tradizioni che solo successivamente ho potuto traslare in suoni e in emozioni”. Il suo impegno, oggi, è quello di mettere la musica al servizio della vita, per raccontare questo momento così difficile per l’Isola e per il mondo più vasto. “Giuro a me stesso che in ogni esibizione – racconta nel suo sito – il primo pensiero sarà per i bimbi Rom morti bruciati a Roma, per gli operai delle industrie sarde, per i pastori in difficoltà, per l’ambiente minacciato dalle tante macchie nere. Quelle vicine e quelle lontane”.

D) Adesso che è a quasi a metà del suo tour-anniversario è in grado di fare un bilancio?

R) Nessun vero bilancio, ma una consapevolezza. Sono oggi più cosciente che la più grande fortuna che ho avuto in questi quasi trent’anni di carriera è il regalo di poter suggerire riflessioni senza le parole, attraverso il suono della mia tromba. Un messaggio diretto e più efficace.

D) Concerti in tutto il mondo, collaborazioni prestigiose con i grandi del jazz. Però poi ogni anno, ad agosto, un tuffo nella sua amata Sardegna…

R) Ho scelto di fare il mio festival a Berchidda perché la mia terra è un approdo necessario, da quando c’è il festival è diventato un approdo obbligato. Non mi immagino un altro luogo dove fare il festival. Il suo successo è che si fa in questi luoghi, nelle chiese di campagna, dove il rapporto con l’ambiente è un rapporto stretto e rispettoso. E’ così che concepisco l’uso del territorio: un uso delicato e che prende le dovute distanze. E per il mio festival l’ambiente è diventato fondamentale.

D) Tanto fondamentale da dedicare le edizioni ai quattro elementi naturali?

R) Certo. Proseguendo il percorso ideale dedicato ai quattro elementi naturali, inaugurato due anni fa, dopo Acqua e Aria il cartellone si annuncia stavolta all’insegna della Terra. Quest’anno avrà anche un senso più profondo: la terra di Gallura che in questi giorni ha subito la violenza più grande, quella del fuoco. Ho chiamato la mia famiglia il giorno del grande incendio che ha violentato la natura delle mie zone e mi hanno detto che ora il paesaggio è irriconoscibile, è un altro mondo. Sto pensando di organizzare un concerto durante il festival in queste zone bruciate.

D) Una tematica, quella ambientale, che è sempre stata presente nelle sue esibizioni?

R) E’ un argomento fondamentale che va di pari passo con la vita. Noi in Sardegna siamo pieni di “buchi neri” che martoriano l’ambiente, che di notte possono sembrare quasi poetici. Mi riferisco all’atmosfera surreale che può dare la raffineria della Saras al buio, con tutte le sue luci, la sua costruzione complessa, da città spaziale, ma che di giorno mostra tutta la ferocia sul territorio. Per non parlare dell’attualità di Quirra, delle basi militari. La Sardegna è un posto strano: da una parte vive la sua immobilità granitica con alcuni luoghi sempre uguali e immutati, dall’altra il progresso senza intelletto ha modificato i suoi spazi da renderli irriconoscibili e le sue coste stravolte.

D) Qual è dunque la sida per un futuro più sostenibile?

R) La sfida è nelle piccole cose. Oggi la sfida è realizzare ogni concerto con soli 5 Kw, audio, luci e video compresi.

Una sfida che il jazzista sardo sta riuscendo a vincere grazie ad un gruppo elettrogeno “ecologico”, che di giorno cattura l’energia del sole e del vento per poi restituirla la sera, durante il concerto, sotto forma di suoni e luci. Per fare questo vengono utilizzati solo 3 corpi illuminanti led  a bassa tensione (massimo 75w) e video proiettori di 300w al massimo. A fare il resto ci penserà l’arte. E l’impegno quotidiano.

Francesca Fradelloni

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Tere Group progetta MEMO, il camion dimostrativo alimentato con biometano da alghe

luglio 27, 2017

Tere Group progetta MEMO, il camion dimostrativo alimentato con biometano da alghe

Con la collaborazione diretta della casa madre italiana Tere Group Srl, detentrice della tecnologia e insieme ad UNIMORE (Università di Modena e Reggio Emilia), L.I.S.T. (Luxembourg Institute of Science and Technology) e altri partner lussemburghesi, la nuova società Tere Group Lux S.A avvierà un innovativo progetto rivolto alla costruzione di MEMO (Mezzo Operativo Mobile), un [...]

Wow! Anche i sex toys diventano naturali

luglio 26, 2017

Wow! Anche i sex toys diventano naturali

E’ una delle tendenze di questa estate, ma è in crescita da diversi mesi a giudicare dai dati Google e social: gli italiani amano sempre di più utilizzare prodotti “per il benessere sessuale della coppia”. Solo nelle ultime settimane le ricerche sul web per i sex toys hanno registrato un aumento del 300%. Tendenza che riguarda [...]

Cocoons, le ciambelle di cartone con tecnologia “plant & forget” per riforestare i terreni degradati

luglio 25, 2017

Cocoons, le ciambelle di cartone con tecnologia “plant & forget” per riforestare i terreni degradati

Cocoon, incubatrice biodegradabile brevettata dall’azienda olandese Land Life Company, potrebbe aiutare a riforestare i territori italiani colpiti da siccità e incendi rivitalizzando ecosistemi degradati e comunità, come sta già succedendo in 24 Paesi nel mondo. Sono infatti due miliardi gli ettari di terreno degradati nel mondo, un’area più grande di quella dell’intero Sudamerica. Tanto che [...]

Test in Emilia Romagna per EFLAME, il sistema per monitorare i principi di incendio

luglio 25, 2017

Test in Emilia Romagna per EFLAME, il sistema per monitorare i principi di incendio

Reti wireless, fibra ottica e tecnologie di visione digitale in campo per prevenire e contrastare gli incendi estivi che stanno causando ingenti danni in molte regioni italiane. E’ la Regione Emilia Romagna, con il supporto della Protezione Civile, a lanciare  un progetto pilota che interessa due siti dell’Appennino tra Modena e Ferrara. Qui sono state installate stazioni di monitoraggio composte da [...]

“Basta con l’emergenza! Si usi il sottosuolo come banca dell’acqua”: il Consiglio dei Geologi interviene sul problema siccità

luglio 25, 2017

“Basta con l’emergenza! Si usi il sottosuolo come banca dell’acqua”: il Consiglio dei Geologi interviene sul problema siccità

“È necessario uscire dalla logica dell’emergenza per la mancanza di risorse idriche poiché l’intervento emergenziale, in una fase di grave siccità come quella che stiamo attraversando, rischia di portare al nulla”. Lo afferma Arcangelo Francesco Violo, segretario nazionale e coordinatore della Commissione Risorse idriche del Consiglio Nazionale dei Geologi. Il binomio caldo-siccità, in questa torrida estate [...]

Panasonic mette il fotovoltaico sul tetto della Toyota Prius PHV

luglio 24, 2017

Panasonic mette il fotovoltaico sul tetto della Toyota Prius PHV

Un’autovettura a energia solare? E’ già in circolazione sulle nostre strade, si tratta della Toyota Prius PHV, lanciata sul mercato a febbraio 2017, è dotata dei “Moduli Fotovoltaici HIT per Automobile” di produzione Panasonic. Il modello è definito un plug-in hybrid (PHV) perché rappresenta l’evoluzione dal sistema hybrid verso un veicolo sempre più elettrico. La [...]

L’Abruzzo guida la rivolta delle Regioni contro le trivelle

luglio 24, 2017

L’Abruzzo guida la rivolta delle Regioni contro le trivelle

Seconda vittoria legale dell’Abruzzo in pochi giorni: la Corte Costituzionale, con sentenza 198/2017, ha annullato il decreto “Trivelle” del 2015 in quanto emanato senza preventiva intesa con le Regioni: “Non spettava allo Stato e per esso al Ministro dello Sviluppo Economico – scrive la Consulta – adottare il decreto del 25 marzo 2015 senza adeguato coinvolgimento [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende