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Ciò Che Vale: da Pistaaa! all’Accademia del Dialogo. I primi tre anni di un’associazione vulcanica

marzo 27, 2019 Campioni d'Italia, Rubriche

Tre anni fa un primo nucleo di giovani volontari rispondeva alla chiamata del vulcanico Alberto Guggino, promotore di una nuova iniziativa aggregativa per riscoprire valori fondanti come l’ambiente, la salute, la socialità. Nasceva così l’Associazione Ciò Che Vale, che sabato 23 aprile ha inaugurato la sua nuova sede a Chieri, nel torinese.

Tre anni senza fermarsi, con un focus particolare sul progetto di mobilità sostenibile Pistaaa! (una ciclovia tra Torino e il Monferrato formata dalla messa in rete di sentieri e strade bianche già esistenti), affiancato da tante altre iniziative in campi diversi, dalla bioedilizia all’agricoltura.

Alberto, che è anche ambasciatore del “Terzo Paradiso“, il progetto artistico-ambientale del maestro Michelangelo Pistoletto, ha indirizzato l’associazione verso la riscoperta dei grani antichi, ma anche alla valorizzazione della canapa – con uno slogan chiaro e preciso: canapa da pregiudizio a risorsa – un messaggio che punta a utilizzare questo bene naturale come cibo, nell’edilizia, nel tessile. Ora in agenda c’è anche il frutteto naturale didattico. Iniziative per migliorare la qualità della vita dei singoli e delle comunità, con tanta cultura (anche materiale).

Ma non è finita: l’associazione, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede, ha presentato il progetto dell’Accademia del Dialogo, coordinata dal socio Pietro Liotta: “Stiamo organizzando 25 incontri divisi in 4 sezioni: Andiamo incontro al futuro; Regola d’arte; Abitare sostenibile; Rripartiamo dal cibo. Momenti di condivisione che si basano sulle testimonianze delle persone che vivono queste esperienze – spiega Liotta - Un dialogare che si basa su piccoli laboratori di pensiero e di iniziativa. Il cuore dell’accademia del dialogo è mettere in relazione i contrapposti… Dove c’è la diversità c’è possibilità di varietà”.

Via quindi anche alla conciliazione di tradizione e innovazione. Da un lato si va alla riscoperta di grani antichi, dall’altro si ragiona sull’utilizzo virtuoso di Internet. “Affronteremo temi come i big data o l’internet delle cose”, spiega Pietro. “Il primo incontro è fissato per l’11 aprile (alle 20,30) con lingegner Angelo Tartaglia (docente del Politecnico di Torino) che parlerà del fenomeno delle comunità energetiche e della dipendenza dai combustibili fossili”.

I progetti dell’associazione puntano ad una aggregazione sociale basata su stili di vita sostenibili, come ci spiega ancora Pietro: “Puntiamo sull’autoproduzione alimentare, la riduzione degli sprechi, fare innovazione con la tutela ambientale. Promuoviamo progetti di permacoltura, basati sul biologico. Sono realtà che esistevano sul territorio, ma a cui è fondamentale dare voce”. “La promozione di ogni iniziativa – prosegue Liotta – deve  favorire la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, con particolare attenzione alla valorizzazione dei territori e delle piccole comunità, all’ecoturismo, alla realizzazione di modelli sistemici in campo economico”. Un focus innovativo molto interessante è quello della promozione di filiere di cibo nutraceutico con un’agricoltura che rispetti la microbiologia del suolo e che segua i dettami della permacultura.

Oltre alle belle parole, in questa associazione si coltivano le buone pratiche e gli esempi di coerenza, a partire da quello del fondatore, Guggino, che anni fa ha deciso di lasciare un ruolo di alta responsabilità nella multinazionale in cui lavorava alla ricerca attiva di un’economia che rispetti le persone – siano queste lavoratori o consumatori – e che rispetti l’ambiente e la biodiversità, preservandoli per le generazioni future.

Se proprio si deve individuare un “faro culturale”, una fonte di ispirazione intellettuale, dietro l’operato dell’associazione chierese, il riferimento cade su Gunter Pauli, il teorico della blue economy. Ma per portare a termine i progetti non bastano le buone idee, c’è necessità di un lavoro culturale quotidiano basato sul confronto: ”Il dialogo – sottolinea Liotta – è lo strumento per inserire dentro ad un unico contenitore le menti, le conoscenze e le curiosità di persone diverse, attente nell’ascolto e capaci di cogliere la sintesi di proposte inizialmente distanti e contrapposte. Idealmente, la nostra Accademia del Dialogo rappresenta il Terzo Paradiso di Pistoletto, dove le differenze si incontrano generando nuove conoscenze e consapevolezze”.

Gian Basilio Nieddu

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