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Claudio Batta: “basta suocere e sfighe in amore, parliamo di ambiente!”

aprile 24, 2015 Rubriche, Very Important Planet

Classe 1968, Claudio Batta è noto al grande pubblico per la sua partecipazione a Zelig Circus, ma oltre alla televisione Claudio si impegna da molti anni in teatro così come al cinema. È anche autore di due libri: La nimmistica (Kowalski Editore, 2003) e Uttobene uttobene. Le crociate di una bodi guard in tournée (Kowalski Editore, 2004), che hanno venduto complessivamente oltre 250.000 copie. Nel 2012 ha partecipato alla nascita di Comici Associati, un gruppo di artisti che si sono allineati su tematiche lontane dal cabaret di puro intrattenimento con l’obiettivo comune di sviluppare una tipologia di teatro sociale e civile. Del 2014 è invece il progetto legato a La Cresta dell’onda: una web series comica nata dalla collaborazione fra un gruppo di giovani studenti della Scuola Civica di Cinema di Milano e alcuni giovani professionisti dell’audiovisivo. Il  22 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, Claudio Batta è stato in scena, a Milano,  con lo spettacolo “A Qualcuno Piace Caldo – Prendere (quasi) sul serio il clima che cambia”, che unisce il racconto scientifico dei cambiamenti climatici alla proiezione di immagini, video, brevi spezzoni di film, grafici e riflessioni ironiche sullo strano modo in cui i mezzi di comunicazione affrontano questo problema.

D) Claudio qual è il tuo impegno ambientale come professionista?

R) Ormai da qualche anno mi sono allontanato dalla banale comicità televisiva (sono 8 anni che non partecipo più a Zelig). Con questo non voglio dire che rinnego il passato, ma a 47 anni ho voglia di fare altro, così oltre a fare ridere cerco di fare riflettere il pubblico con dei testi che abbiano dei contenuti diversi dai soliti cliché visti e sentiti ormai troppo spesso. Non ne potevo più di sentire colleghi comici parlare della suocera o della sfiga in amore, così ho deciso – ormai 5 anni fa, in tempi non sospetti – di scrivere Agrodolceuno spettacolo che affrontasse le abitudini alimentari degli italiani, le spese eccessive e superflue alle quali vanno incontro, portandoli così a inutili sprechi. Lo spettacolo è rivolto a tutti, ma soprattutto ai giovani che dovrebbero prendere atto di quanto sia importante mangiar bene per evitare problemi di salute e avere rispetto dell’ambiente evitando di sprecare troppo. Purtroppo la cosa che mi fa arrabbiare molto è che questo tipo di comicità non trova spazio in TV ed è costretta a rimanere in teatro

D) Quali sono i suggerimenti pratici che sono emersi dal tuo spettacolo per difendere l’ambiente?

R) Evitare di comprare troppi cibi confezionati che nuociono alla salute oltre che all’ambiente. Porto sempre l’esempio delle merende che diamo ai nostri figli quando la mattina escono per andare a scuola: con una mela o un finocchio tagliati a fette vostro figlio ci guadagna in salute oltre ad evitare di inquinare con la plastica della solita merendina. Conosco persone che invece di fare le pulizie con gli stracci usano i rotoli di carta, una follia! E quelli che tirano lo sciacquone del water per fare andare giù un ciuffo di capelli? …poi si lamenteranno quando tra qualche anno saremo costretti ad usare l’acqua a ore, o addirittura a giorni alternati!

D) “A Qualcuno Piace Caldo” indica una presa di coscienza sul tema del cambiamento climatico: quanta strada c’è ancora da fare in Italia per l’ambiente?

R) Tanta, soprattutto nelle scuole, che dovrebbero organizzare iniziative e incontri sul tema invitando anche i genitori degli alunni, visto che spesso sono più ignoranti dei figli.

D) Qual è il tuo rapporto “personale” con l’ambiente?

R) Cerco di avere più rispetto possibile, ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno insegnato l’amore per i beni comuni

D) Quali sono i tuoi gesti quotidiani?

R) Cerco di usare il meno possibile l’auto (sto rispondendo a questa intervista in treno!), bevo acqua del rubinetto e non compro bottiglie di plastica, quando mi lavo i denti chiudo il rubinetto e lo riapro per sciacquarmeli, se ho un pezzo di carta da buttare via aspetto di trovare un cestino e nel frattempo me lo metto in tasca e altro ancora, ma diventerei noioso.

D) Perché hai scelto di impegnarti in questo tipo di comunicazione?

R) Perché mi dà fastidio e mi rattrista vedere che la maggior parte della gente fa di tutto per rovinare ciò che di bello ci circonda e mi preoccupa che le future generazioni non possano beneficiarne.

D) È facile fare ironia su un tema così complesso e ancora così poco diffuso?

R) È difficilissimo, anche perché se sei troppo teorico e nozionistico rischi di diventare noioso o di imitare Beppe Grillo (quando faceva ancora il comico). Io ho la fortuna di potermi avvalere della mia fisicità e della mimica, quindi le mie capacità attoriali mi permettono di aggiungere comicità ai contenuti del testo.

D) Cos’è il teatro comico civile e quali saranno i progetti futuri che ti vedranno coinvolto in questo senso?

R) Mi piacerebbe continuare la strada che ho intrapreso con alcuni colleghi, è molto difficile perché interessa una nicchia di pubblico ancora troppo ridotta, ma io non demordo!

D) Con “La cresta dell’onda” cerchi nuovi media attraverso cui fare comicità: cosa ne pensi del crowdfunding come sistema alternativo di finanziamento per la cultura e lo spettacolo?

R) Le alternative spesso combaciano con la presenza di problemi che ti spingono a cercare di fare qualcosa in modo diverso. “La cresta dell’onda” è una web serie che potrebbe benissimo essere trasmessa in TV, non gli manca nulla né in qualità né in contenuti…anzi! Trasmettere”La cresta dell’onda” sul web è un’alternativa, così come cercare fondi con il crowdfunding è stata un’alternativa perché “di soldi non ce ne sono” come spesso ti senti rispondere quando vai a bussare alla porta di produttori o direttori di reti televisive. È triste e drammatico che un paese non investa sulla cultura e sullo spettacolo, queste due cose dovrebbero essere un diritto e non un lusso.

D) Qual è il prossimo tema ambientale  che vorresti trattare in un futuro spettacolo?

R) Di ambiente ne abbiamo già parlato io e il mio collega Diego Parassole, adesso guardo avanti e nel prossimo spettacolo mi piacerebbe parlare delle malattie provocate da fattori ambientali e alimentari, le lobbies farmaceutiche, ostacoli per la ricerca e la negligenza sanitaria. Se riesco a scrivere uno spettacolo comico su questi argomenti voglio l’Oscar!

Daniela Falchero

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