Home » Bollettino Europa »Rubriche » COP21: come si presenta l’UE all’appuntamento di Parigi:

COP21: come si presenta l’UE all’appuntamento di Parigi

novembre 30, 2015 Bollettino Europa, Rubriche

L’UE punta ad un accordo globale vincolante al termine della Conferenza di Parigi. Siamo stati i primi a definire il nostro impegno a favore del clima nel marzo scorso e il nostro è ancora il contributo più significativo. Il nostro obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 2 ºC da qui alla fine del secolo è ancora a portata di mano. Stiamo assistendo alla nascita di un movimento mondiale senza precedenti. Spero che ciò si traduca in azioni concrete nel corso dei negoziati. Se si otterranno risultati fattivi a Parigi, l’umanità avrà a sua disposizione un sistema internazionale per contrastare efficacemente i cambiamenti climatici”. Queste le parole del Presidente della Commissione Europea Juncker alla vigilia della COP21.

Al quale si aggiunge il Commissario responsabile dell’azione per il clima e l’energia Arias Cañete che a Parigi è anche capo negoziatore per l’UE. Cañete considera la conferenza un’opportunità storica che non possiamo sprecare. E, ha sostenuto, che la credibilità dell’accordo dipenderà da tre elementi chiave: un obiettivo di lungo termine, analisi periodiche per rafforzare l’ambizione nel corso del tempo e norme rigorose in materia di trasparenza e responsabilità.

La Commissione Europea sembra quindi convinta – almeno nelle dichiarazioni ufficiali – che alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà nella capitale francese dal 30 novembre all’11 dicembre, l’accordo globale sarà raggiunto e conterrà degli impegni vincolanti. Ma al di là dell’autocompiacimento qual è la posizione con la quale l’UE arriva a Parigi?

Per l’Unione Europea, il nuovo accordo deve essere un chiaro segnale della volontà dei governi di ridurre le emissioni in misura sufficiente a mantenere, da qui alla fine del secolo, l’aumento della temperatura al di sotto del limite concordato (2 ºC). Per ‘accordo credibile’ si intende: 1. una visione globale per un obiettivo a lungo termine, che funga da segnale per le parti interessate, tra cui le imprese, gli investitori e il pubblico, della volontà di passare a un’economia a basse emissioni di carbonio; 2. un meccanismo di valutazione periodica; 3. un solido sistema di trasparenza e responsabilità affinché le parti e i soggetti interessati possano ragionevolmente sperare che le promesse saranno mantenute.

Sul fronte del finanziamenti a favore del clima, invece, l’UE mantiene il proprio impegno per conseguire, congiuntamente agli Stati più ricchi, l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020 a favore dell’azione per il clima nei Paesi in via di sviluppo.

C’è poi il capitolo dedicato all’adattamento. L’Unione Europea ritiene, infatti, che un’azione ambiziosa per prepararsi e rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici costituisca l’elemento centrale di un accordo equilibrato.

Ma quali saranno gli ostacoli che la proposta europea incontrerà in fase negoziale?

Prima di tutto c’è da capire la posizione degli Stati Uniti. Il segretario di Stato USA John Kerry ha già messo in dubbio, nelle settimane scorse, il carattere vincolante dell’accordo. Gli Usa “sono contrari a un accordo vincolante” per motivi interni legati alla ricerca del consenso al Congresso, il negoziato però “si basa sul consenso di oltre 190 Paesi” e ancora oggi gli statunitensi “non hanno presentato un approccio alternativo” ha detto il Commissario europeo al Clima, ricordando che non solo l’UE, ma anche molti Paesi in via di sviluppo, dalle isole del Pacifico al gruppo africano, “vogliono un accordo vincolante che includa gli Stati Uniti”. Perché l’UE vuole evitare di ripetere l’esperienza di Kyoto, il trattato internazionale sul clima firmato nel 1997 e non sottoscritto dagli Stati Uniti per la presunta assenza di impegni chiari e vincolanti per i Paesi meno sviluppati in termini di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. L’Europa è poi consapevole che un coinvolgimento delle economia emergenti – su tutti i Paesi cosiddetti “Brics” (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) – si lega all’eventuale impegno statunitense.

Tuttavia, i problemi non sono solo esterni all’UE, ma anche interni. Due in particolare. Il primo riguarda la Polonia. La quale, per mano del nuovo presidente Andrzej Duda, ha posto il veto all’emendamento di Doha, che proroga il protocollo di Kyoto. Cañete sembra però convinto che la Polonia “onorerà i suoi impegni” con l’UE. “Abbiamo un nostro mandato per i negoziati e Varsavia è stata molto attiva nel modellare la versione finale” ha sottolineato il Commissario, affermando che quindi a Parigi “la Polonia sarà sulla stessa barca” dell’Unione Europea.

Il secondo fianco debole in seno al Vecchio Continente è, un po’ a sorpresa, il Belgio. Un Paese a forte tradizione green che però, in questa occasione paga lo scotto di avere un sistema amministrativo talmente frammentato da non riuscire a trovare una voce unica a livello federale. Il Governo, infatti, non è ancora riuscito a formulare un documento che metta d’accordo le diverse Regioni autonome che compongono lo Stato. Va ricordato, infatti che, con la nuova formula ogni Paese ha pubblicato o sta pubblicando il proprio contributo nazionale che presenta gli sforzi che si impegna a realizzare. Sono infatti 196 i firmatari (195 Stati più l’Unione Europea).

In contemporanea con l’apertura della COP21 la Commissione Europea ha, inoltre, ufficialmente inaugurato l’Istituito ICOS RIIntegrated Carbon Observation System (Sistema Integrato di Osservazione sul Carbonio), una nuova infrastruttura di ricerca pan- europea che ha l’obiettivo di fornire osservazioni di lungo periodo sui gas serra in tutta Europa. I membri fondatori di ICOS ERIC sono otto: Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Svezia e Finlandia (sede dell’istituto), e Svizzera, che al momento fa parte dell’iniziativa in qualità di osservatore. Uno strumento importante che, se l’accordo di Parigi sarà vincolante, permetterà al Vecchio Continente di monitorare gli eventuali progressi in maniera ancor più efficace.

Beatrice Credi

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Arte e cambiamenti climatici: a Venezia una conferenza e opere d’ispirazione scientifica

ottobre 19, 2017

Arte e cambiamenti climatici: a Venezia una conferenza e opere d’ispirazione scientifica

Il 27 ottobre a Venezia inaugurerà Climate 04 – Sea Level Rise, progetto d’arte pubblica sulle conseguenze dei cambiamenti climatici e l’innalzamento del livello del mare in Laguna, che trae ispirazione dai recenti studi sull’innalzamento del livello medio del mare, le onde estreme, e il ruolo delle piante costiere e di barena per l’ecosistema lagunare. L’iniziativa prevede [...]

I RAEE nell’economia circolare. I risultati dello studio IEFE Bocconi per Remedia

ottobre 18, 2017

I RAEE nell’economia circolare. I risultati dello studio IEFE Bocconi per Remedia

Un incremento dell’immesso al consumo dei prodotti pari a circa 1.330.000 tonnellate (rispetto alle 875.000 tonnellate di AEE – apparecchiature elettriche ed elettroniche – domestiche e professionali immesse nel sistema attuale) oltre a un aumento del numero di produttori coinvolti nel sistema RAEE, tra i 6.000 e i 9.000 in più (rispetto agli attuali 6.000/7.000 mila): sono [...]

Il CdM approva il “Bonus Verde”: detrazioni fiscali del 36% per la sistemazione di giardini e terrazzi

ottobre 17, 2017

Il CdM approva il “Bonus Verde”: detrazioni fiscali del 36% per la sistemazione di giardini e terrazzi

Dopo quasi tre anni di lavoro di sensibilizzazione, promozione, cultura e networking, il CNFFP – Coordinamento Nazionale Filiera del Florovivaismo e del Paesaggio annuncia l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del cosiddetto “Bonus Verde”, ovvero la nuova detrazione fiscale del 36% per la cura del verde privato. Annunciato ieri dal Ministro delle Politiche Agricole, [...]

Hyundai IONIQ riceve il “Green Gold Award 2018″ per la tripla alimentazione

ottobre 16, 2017

Hyundai IONIQ riceve il “Green Gold Award 2018″ per la tripla alimentazione

È Hyundai IONIQ la vincitrice del titolo “Green Gold Award 2018”, assegnato dall’Unione Italiana Giornalisti Automotive (UIGA) martedì scorso a Frascati (Roma). Il premio rappresenta un importante riconoscimento alla triplice tecnologia sviluppata da Hyundai sulla gamma IONIQ, prima auto di serie al mondo disponibile in versione Hybrid, Electric oppure Plug-in Hybrid. IONIQ avvicina così le [...]

MiMoto, il primo scooter sharing elettrico senza stazioni

ottobre 13, 2017

MiMoto, il primo scooter sharing elettrico senza stazioni

Nasce a Milano MiMoto, il primo ed unico servizio di scooter sharing elettrico ed ecosostenibile della città. Un’idea semplice che unisce in sé rispetto per l’ambiente, Made in Italy, sicurezza stradale, condivisione ed efficienza. MiMoto oltre a essere una start up innovativa, è un servizio che ha l’obiettivo primario di offrire ai propri clienti finali [...]

Copernicus: il programma europeo sbarca in Emilia Romagna a sostegno dell’agricoltura sostenibile

ottobre 13, 2017

Copernicus: il programma europeo sbarca in Emilia Romagna a sostegno dell’agricoltura sostenibile

Sbarca in Italia Copernicus, il programma di osservazione della Terra sviluppato dalla Commissione Europea. C3S – Copernicus Climate Change Service è costituito da un insieme complesso di dati provenienti da più fonti (satelliti di osservazione, stazioni di terra, sensori in mare e aerei) che possono fornire informazioni affidabili e aggiornate su ambiente e sicurezza, aiutando a [...]

Il 14 ottobre si celebra la 1° Giornata Mondiale dell’educazione ambientale

ottobre 12, 2017

Il 14 ottobre si celebra la 1° Giornata Mondiale dell’educazione ambientale

Il 14 ottobre 2017 si celebrerà la prima Giornata mondiale dell’Educazione Ambientale, a 40 anni dalla Conferenza ONU di Tbilisi (capitale della Georgia), in cui si svolse – il 14 ottobre del 1977 – la Conferenza intergovernativa delle Nazioni Unite sull’educazione ambientale, organizzata da UNESCO e UNEP, che si concluse il 26 ottobre con una Dichiarazione [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende