Home » Off the Green »Rubriche » COP23, l’ennesimo siparietto inutile e inconcludente:

COP23, l’ennesimo siparietto inutile e inconcludente

novembre 20, 2017 Off the Green, Rubriche

Forse sarebbe ora di cambiare il “format”. Perché il Pianeta ha un limite e anche la pazienza dei cittadini, degli imprenditori, degli amministratori locali più virtuosi e di tutti coloro che qualcosa di concreto – per ridurre i rischi dei cambiamenti climatici – lo stanno già facendo da anni. Lo spettacolo della “COP” (la Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite) è diventato una farsa patetica almeno dal 2009, anno del fallimento della COP 15 di Copenhagen, sulla quale la “società civile” e le associazioni ambientaliste avevano riversato grandi aspettative.

Il copione è sempre lo stesso: nessuna nazione che ospita il meeting ha intenzione di ammettere il fallimento e, al termine di ogni plenaria finale, bisogna sempre trovare qualcosa di buono, rivendicare un qualche “importante passo avanti”, di cui nessuno, in realtà, vedrà mai i risultati.

La COP21 di Parigi, in particolare, secondo la grandeur e l’ambizione francesi, doveva essere un successo. Doveva, anche per restituire un minimo di credibilità alla diplomazia climatica internazionale, e quindi le si è attribuito ad honorem, un successo tutt’altro che evidente. “Parigi – scrive l’ex ministro Alberto Clò nel nuovo saggio “Energia e Clima” – segna, in sostanza, l’affermazione di un nuovo paradigma nella politica climatica (ma meglio sarebbe parlare di rottura di quello precedente), ove a quel che era ambientalmente e scientificamente desiderabile si è sostituito quel che si ritiene politicamente e pragmaticamente fattibile”. Vale a dire il primato delle esigenze politiche ed elettorali sulle urgenze ambientali. Come se al Pianeta importasse qualcosa di quanto è politicamente fattibile. O come se un tumore attendesse a colpire per lasciarci comodamente realizzare, nella vita, quello che desideriamo, senza fretta e ai nostri ritmi. Sarebbe bello, ma il mondo non funziona così. Ecco perché il climatologo James Hansen ha definito, senza mezzi termini, l’Accordo di Parigi: «una frode […] nessuna azione, solo promesse».

Il famoso “vincolo” emerso (a fatica) da Parigi riguarda, del resto, il contenimento della temperatura globale entro i 2°C di innalzamento, ma non i target di emissioni necessari a raggiungere quell’obiettivo! Dopo la COP 21 di Parigi, sembrava dunque non si potesse fare a meno della COP 22 di Marrakech, nel 2016, per “dare le gambe” al precedente accordo. Ma anche qui, come scrivevamo un anno fa, “la decisione più ‘importante’, presa dai 196 stati partecipanti, è stata quella di definire che, entro dicembre 2018, andrà fissato il regolamento che dovrà determinare in quale modo i Paesi monitoreranno i loro impegni per la riduzione dei gas serra“. Leggi: palla in avanti. E la COP 23 di Bonn, chiusasi venerdì scorso sotto la presidenza delle Isole Fiji? Che altro ha fatto? Niente, se non passare il cerino, come previsto, alla COP 24 del 2018 a Katowice, in Polonia. Altri 12 mesi, 365 giorni, 8.760 ore di emissioni, inquinamento, consumo di risorse naturali.

Non credo possa esistere un’immagine peggiore di inconcludenza agli occhi di cittadini già stremati, quanto mai, dall’inefficacia e inadeguatezza delle rispettive politiche nazionali ad affrontare la complessità degli anni di crisi economica, ambientale, sociale. All’immagine del politico nostrano, incollato al cadreghino e al vitalizio e attento solo ai venti elettorali, si aggiunge, nell’immaginario collettivo, quella del “diplomatico del clima”, un personaggio distinto e sempre posato (e chi gli mette fretta!), quasi aristocratico, intento a fare tanti bei viaggi in giro per il mondo e coniare tante eleganti formule vuote, per dilatare all’infinito il tempo delle decisioni.

Visto che gli Obama sono serviti a poco forse l’ultima salvezza per il clima rimane veramente Donald Trump. Chissà che continuando a snobbare i cambiamenti climatici il presidente americano più insensibile di sempre ai temi ambientali non riesca – come già sta succedendo con il US Climate Action Network - a stimolare una seria ed efficace coalizione di imprenditori, cittadini e amministratori locali, che per forma mentale non riescono proprio (per nostra fortuna) a stare fermi ad aspettare.

Andrea Gandiglio

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Bikeconomy Forum 2018: ecco come far girare l’economia su due ruote

novembre 14, 2018

Bikeconomy Forum 2018: ecco come far girare l’economia su due ruote

Si svolgerà il 16 novembre, a Roma presso il Museo MAXXI, la terza edizione del Bikeconomy Forum, il più importante evento nazionale dedicato all’economia che ruota attorno alla bicicletta. Ideato dalla Fondazione Manlio Masi e Osservatorio Bikeconomy, con il Patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale, del CONI e della Federazione Ciclistica Italiana, il Forum quest’anno si concentra su [...]

“Science and the Future” 2, torna al Politecnico di Torino il dibattito su cambiamenti climatici e sostenibilità

novembre 12, 2018

“Science and the Future” 2, torna al Politecnico di Torino il dibattito su cambiamenti climatici e sostenibilità

Sono trascorsi cinque anni dal convegno Internazionale “Science and the future. Impossible, likely, desirable. Economic growth and physical constraints”, che si tenne al Politecnico di Torino nell’ottobre del 2013. Quanto in questi cinque anni ci siamo avvicinati ai “futuri desiderabili” delineati allora? Oppure, al contrario, continuiamo a dirigerci a grandi passi verso quei “futuri impossibili” legati [...]

Il futuro del fotovoltaico al 2030, tra nuovi obiettivi e fine vita degli impianti

novembre 9, 2018

Il futuro del fotovoltaico al 2030, tra nuovi obiettivi e fine vita degli impianti

Nel mese di settembre 2018, con 2,35 miliardi di chilowattora prodotti (+14,4% rispetto a un anno fa), il fotovoltaico ha coperto l’8% della produzione elettrica nazionale con una potenza complessiva di circa 20 GW. Il parco italiano conta oggi 815.000 impianti, i quali ogni anno possono produrre circa 25 miliardi di chilowattora. Tuttavia, con la [...]

A Ecomondo 2018 gli Stati Generali della Green Economy parlano di “nuova occupazione”

novembre 6, 2018

A Ecomondo 2018 gli Stati Generali della Green Economy parlano di “nuova occupazione”

Torna a Ecomondo, dal 6 al 9 novembre 2018 alla Fiera di Rimini, l’appuntamento con gli Stati Generali della Green Economy, un incontro promosso dal Consiglio Nazionale della Green Economy in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Giunti alla settima edizione gli Stati Generali saranno [...]

“I quattro elementi”, uno spettacolo teatrale sul difficile rapporto tra uomo e natura

ottobre 18, 2018

“I quattro elementi”, uno spettacolo teatrale sul difficile rapporto tra uomo e natura

L’associazione Music Theatre International presenta il 26 ottobre 2018, in prima nazionale al Teatro Centrale Preneste di Roma, lo spettacolo “I 4 elementi“, idea artistica di Stefania Toscano, che ne cura la parte coreografica, con drammaturgia e regia di Paola Sarcina, progetto video di Federico Spirito. La teoria dei “4 elementi” della natura costituisce il “pretesto creativo” a cui s’ispira la [...]

ISDE: “A Medicina non si insegna la correlazione ambiente-salute”. Un convegno a Roma

ottobre 17, 2018

ISDE: “A Medicina non si insegna la correlazione ambiente-salute”. Un convegno a Roma

Si terrà a Roma, il 19 e il 20 ottobre prossimi, un convegno organizzato dall’Ordine dei Medici di Roma e da ISDE, l’Associazione Medici per l’Ambiente, sul delicato tema ambiente e salute. I “determinanti di salute” e, in particolare, il binomio ambiente-salute sono, infatti, secondo ISDE, scarsamente considerati nei programmi di studio delle facoltà universitarie di [...]

UNCEM e Confindustria portano a Roma la visione della montagna come “luogo di sviluppo sostenibile”

ottobre 16, 2018

UNCEM e Confindustria portano a Roma la visione della montagna come “luogo di sviluppo sostenibile”

Insieme per lo sviluppo delle “Terre Alte”. Oggi, agli Stati generali della Montagna, convocati a Roma dal Ministro delle Autonomie e degli Affari Regionali Erika Stefani, UNCEM e Confindustria Belluno Dolomiti (coordinatrice della rete nazionale di “Confindustria per la Montagna”), presenteranno un documento che evidenzia la necessità di attivare sui territori sinergie tra pubblico e privato per identificare strategie e politiche coerenti a [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende