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“Corporation 2020″. Una rivoluzione nel modo di fare impresa

settembre 8, 2015 Racconti d'Ambiente, Rubriche

L’attuale modello economico scricchiola. Come dimostrano le vicende degli ultimi anni, è esposto al rischio di recessione, e crea disoccupazione e sottoccupazione. Allarga le diseguaglianze tra ricchi e poveri. Sfrutta e degrada gli ecosistemi da cui dipende, ed è il principale responsabile dei cambiamenti climatici in atto. È chiaro che occorre cambiare con urgenza il modo in cui funziona. Ed è sempre più evidente che per farlo è indispensabile partire dai suoi attori principali, le aziende. Pavan Sukhdev, che con il rapporto The Economics of Ecosystems and Biodiversity (Teeb) ha ridefinito il modo in cui diamo valore agli ecosistemi e ai loro servizi, in “Corporation 2020″ distingue tra il modello tradizionale d’impresa, la Corporation 1920, e la Corporation 2020. La prima definisce priorità e strategie sulla base dell’interesse degli azionisti, e punta a una crescita infinita sostenuta da un crescente indebitamento. Spende somme enormi in pubblicità, con cui impone un consumismo sfrenato, e in lobbying, per far modificare a proprio vantaggio le regole del gioco e ottenere sussidi perversi e trattamenti fiscali di favore. Sfrutta le risorse e scarica gli scarti delle sue attività sui più deboli. La Corporation 2020 si sforza invece di incorporare le proprie esternalità, dando loro un prezzo adeguato. Allinea i suoi obiettivi con quelli della società, genera ricchezza reale e non solo spazzatura finanziaria. Fa crescere i propri dipendenti e produce capitale sociale senza saccheggiare il capitale naturale. Ricchissimo di esempi e indicazioni pratiche, Corporation 2020 presenta un proposta dettagliata di un nuovo modo di fare impresa, elaborando un modello “scalabile”, buono per le grandi quanto per le medie e piccole aziende, premessa indispensabile per arrivare a un sistema economico sostenibile ed equo. Per la rubrica Racconti d’Ambiente pubblichiamo la prefazione di Nicholas Stern.

I nostri oceani sono sovrasfruttati, la deforestazione continua a ritmo sostenuto, la biodiversità sta crollando e le concentrazioni di gas serra continuano ad aumentare. Le vite e i mezzi di sussistenza di molte persone nel mondo sono sempre più a rischio a causa dei danni che le nostre attività stanno arrecando agli ecosistemi e all’ambiente del pianeta. Cresce il rischio di superare dei tipping point. L’inazione è pericolosa: i pericoli sono in aumento per l’effetto combinato dell’accumulo dei gas a effetto serra e degli inquinanti a lunga persistenza. I più poveri sono, e saranno, colpiti per primi e più duramente. Ma saremo tutti coinvolti se continueremo a ignorare i fenomeni e a ritardare l’azione, anche per effetto degli esodi delle popolazioni e per le tensioni e i conflitti che ne deriveranno. Molti (o la maggior parte) dei nostri problemi derivano da fallimenti del mercato, da comportamenti irresponsabili e dalla prevalenza di visioni a breve termine. Possiamo risolvere questi problemi con una politica sana, collaborando e adottando un approccio più lungimirante. Possiamo farlo servendoci della tecnologia, dell’organizzazione e della politica. Questi strumenti si rafforzano a vicenda. E possono migliorare gli standard di vita materiale, in particolare per i poveri, possono darci inclusività ed equità sociali ed economiche, oltre a un ambiente più piacevole e ospitale. In altre parole, possono darci una maggiore sostenibilità economica, sociale e ambientale. In effetti, se non li consideriamo come un’unica cosa, ognuno di loro rischia di essere compromesso. Questo libro espone con forza e chiarezza queste tesi. E spiega quali sono le azioni e gli strumenti di cui abbiamo più bisogno. Gli strumenti sono progettati per affrontare i fallimenti del mercato. Corporation 2020 mostra come lo spirito imprenditoriale e la creatività delle aziende, degli individui e delle comunità possono essere usati per riparare i danni causati dalle distorsioni dei mercati e dai comportamenti irresponsabili, arrecando benefici alle aziende, agli individui,alle comunità e al mondo intero. Se non riusciremo a correggere le distorsioni più grossolane del mercato, riusciremo solo ad aggravarle ancor di più. Se lo faremo, creeremo un modo di produrre e consumare più efficace, forte e attraente: più sicuro, più pulito, più silenzioso, più ricco di biodiversità e più equo. Corporation 2020 sostiene che la Green Economy Initiative dell’Unep ha dimostrato che la costruzione di un’economia che promuove lo sviluppo economico e l’equità sociale, riducendo i rischi ambientali e la scarsità ecologica, non solo è possibile, ma è necessaria per la sostenibilità. Per troppo tempo abbiamo però parlato di cambi di direzione a livello “macro”, senza riconoscere che il cambiamento a livello di economia può avvenire solo a partire dal livello“micro, cioè da buone micro-politiche che possono affrontare la questione dei fallimenti del mercato. Questo ci conduce ai principali protagonisti dell’economia: le corporation. Come cambierà il loro comportamento? Come qualsiasi specie biologica, il loro“ambiente”, che comprende le istituzioni e le politiche dei prezzi, deve cambiare per permettere loro di evolversi. Ma servono anche discussioni più aperte, oltre a un maggior impegno sociale su ciò che funziona e ciò che è sostenibile. Corporation 2020 propone quattro principali modifiche a quelle che potrebbero essere chiamate le “condizioni abilitanti” per lo sviluppo di un tipo di società più responsabile.

Rivelare le esternalità: in modo da fornire a investitori e consumatori ulteriori informazioni, e per consentirgli di scegliere sulla base di criteri più ampi di quelli del prezzo sugli scaffali o del ritorno sugli investimenti.

La tassazione delle risorse: tassare i “mali” piuttosto che “i beni” (goods).

Una pubblicità responsabile: bisogna dare ai consumatori informazioni reali,e non solo annunci di vendita.

Limitare la leva finanziaria: questo vale in particolare per le aziende considerate too big to fail (“troppo grandi per fallire”), il cui indebitamento è essenzialmente un’esternalità negativa scaricata sulle spalle dei contribuenti.

Il momento è critico. Non possiamo aspettare fino al 2050 o 2100 per migliorare le performance ambientali. La scienza ci dice che, se vogliamo conservare la speranza di costruire un’economia sostenibile, il business as usual deve essere rivoluzionato entro il prossimo decennio. Nel programmare l’azione tenere a mente alcuni punti.

I negoziati internazionali tendono a parlare genericamente e al livello “macro”di un paese. Per ottenere un vero cambiamento dobbiamo anche guardare al livello “micro”, cioè anche a quello delle aziende.

La concorrenza produce efficienza a patto che alle risorse venga dato il valore corretto. Il sistema attualmente dominante sottovaluta le forme non monetariedi ricchezza nonché il capitale pubblico in generale.

• Non dovremmo preoccuparci se le politiche Corporation 2020 “fanno male alla crescita”. Spesso crescita e sviluppo vengono confusi. Le azioni descritte sono essenziali se vogliamo innalzare gli standard di vita e se vogliamo superare la povertà. Naturalmente i metodi per misurare il progresso devono essere più ampi del Pil e della sua visione ristretta, come in effetti ha da tempo capito la maggior parte di quelli che pensano seriamente allo sviluppo e agli standard di vita.

Il settore privato, la società civile e i governi devono lavorare insieme per apportare modifiche significative al business as usual. Non ci sono “proiettili d’argento”, e nessuna istituzione è in grado di risolvere da sola i problemi complessi del mondo di oggi. Abbiamo gli strumenti per creare un mondo migliore, più giusto e più produttivo. Abbiamo davanti agli occhi la distruttività del percorso che abbiamo imboccato e conosciamo le sue cause. Corporation 2020 spiega cosa dobbiamo fare, e illustra con chiarezza il ruolo dei mercati e delle società. Non ci sono più scuse per non agire.

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