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Dall’Italia al Mondo, grazie alle 3T

settembre 21, 2011 Campioni d'Italia, Rubriche

Se state camminando sul pavimento di un aeroporto, di una scuola, un ospedale o – meglio per voi – vi state allenando su una superficie da gioco, avete buone possibilità che il prodotto sotto i vostri piedi provenga da Gallo d’Alba, nel cuore delle Langhe. Ogni giorno infatti i passeggeri del “Pendolino” e del “Cisalpino” di Trenitalia, così come delle metropolitane di  New York, Londra, Roma Torino, i pazienti degli ospedali Valdichiana e del Tampa General Hospital negli stati Uniti, i visitatori della Biblioteca di Deusto a Bilbao, camminano su pavimentazioni della MONDO SpA.

Mondo è oggi un gruppo internazionale composto da trenta consociate dislocate tra Europa, America e Asia, che impiega più di 1500 collaboratori in 11 impianti produttivi (5 in Italia, 3 in Spagna, 1 in Lussemburgo, Canada e Cina) per la commercializzazione dei propri prodotti in almeno 196 paesi. Ma la storia dell’azienda arriva da una banale e rivoluzionaria intuizione del fondatore. Come racconta Corrado Olocco nell’articolo sulla Gazzetta d’Alba, in occasione dei 60 anni dell’azienda: “nel 1948, a Gallo d’Alba, nasceva una ditta per la produzione di palloni per bambini e balon da pallone elastico. Il fondatore, Edmondo Stroppiana, scelse per la neonata azienda il proprio diminutivo, decidendo di chiamarla Mondo. Forse c’era qualcosa di premonitore in quella decisione, visto il respiro internazionale acquisito in mezzo secolo dalla fabbrica, oggi leader mondiale nel campo delle pavimentazioni sportive.”

Nessuna megalomania, dunque, nella scelta di un nome universale, ma al contrario quella geniale semplicità che ha contraddistinto molti imprenditori di successo di queste terre, da Michele Ferrero a Oscar Farinetti. Ma anche l’importanza delle 3T, che hanno proiettato l’azienda in una dimensione internazionale: tenacia, tecnologia e turf, il tappeto erboso sintetico che non necessita di irrigazione e ha conquistato gli stadi e i campi da gioco di mezzo mondo.

Il 31 agosto scorso i campi in erba sintetica Mondoturf sono approdati anche alla Serie B italiana, nello stadio Romeo Menti di Castellamare di Stabia, dove è stato realizzato un manto con la nuova tecnologia brevettata Ecofill, un riempitivo granulare in materiale 100% riciclabile, che possiede tutte le proprietà del terreno di gioco naturale ma è privo, al contrario dei riempitivi tradizionali, di metalli pesanti, ammine aromatiche e idrocarburi aromatici policiclici (IPA). Ecofill permette ai giocatori movimenti di accelereazione, rotazione, trazione e torsione con risultati del tutto simili a quelli ottenuti su un campo in erba naturale, ma senza bisogno di irrigazione. Il prodotto è stato inoltre sottoposto ai test riservati solitamente ai giocattoli per l’infanzia superando la prova, in quanto non rilascia sostanze volatili e non produce odori irritanti, nemmeno nelle situazioni di caldo più intenso e nei climi tropicali.

Del resto, ricorda Maurizio Stroppiana, 37 anni, nipote del fondatore Ferruccio, “già la prima pista realizzata a Mantova nel 1972, a differenza di quanto facevano i concorrenti in quel periodo, escludeva l’uso di mercurio“, una delle sostanze più pericolose in questo tipo di business. Prima ancora che le severe normative europee in materia di tossicità dei materiali diventassero stringenti, la Mondo si era infatti imposta volontariamente un bollino ambientale che suonava come un monito e, al tempo stesso, come una filosofia aziendale: Respect, Reduce, Recycle. “A priori – precisa il direttore marketing e vendite – escludiamo tutte quelle materie prime che possono essere tossiche e durante la produzione evitiamo l’uso di agenti che in qualsiasi modo possano mettere in pericolo la salute degli operai“.

Il tetto fotovoltaico della Mondo di Gallo d’Alba

Ma la sostenibilità ambientale, come noto, è un work in progress legato all’evoluzione delle tecnologie e l’azienda sta studiando come migliorare i propri risultati facendosi carico dell’intero riciclo dei materiali in uso visto che, già oggi, utilizza, in diversi ambiti, materie prime “post-consumer”, ovvero già usate. Nel frattempo Mondo ha sposato la causa delle energie rinnovabili, ricoprendo l’intera superficie del tetto aziendale con un impianto fotovoltaico integrato da 4,6 MWp: 35.000 metri quadrati che produrranno energia in quantità equivalente al fabbisogno di oltre 1.667 famiglie, evitando l’immissione in atmosfera di oltre 2.000 tonnellate di anidride carbonica, 2.750 chilogrammi di anidride solforosa, 1.700 chilogrammi di ossidi di azoto e 85 chilogrammi di polveri sottili. “Ci auguriamo che l’impianto nato sul nostro tetto possa essere da esempio anche per altre aziende“, dichiara soddisfatto il giovanissimo amministratore delegato Marco Stroppiana, “così che l’energia solare diventi sempre più utilizzata e si risparmi una notevole immissione in atmosfera di sostanze nocive”.

La prossima sfida sarà la fornitura per le Olimpiadi di Londra 2012, dove la Mondo sarà fornitore olimpico ufficiale per la decima volta consecutiva, a partire dalle Olimpiadi di Montreal del 1976.

Andrea Gandiglio

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