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Damiano Cunego, al Giro d’Italia con la superbici di De Rosa e Pininfarina

Damiano Cunego, alias “Piccolo Principe” come amano chiamarlo i suoi tifosi, da Cerro Veronese,  ha tagliato numerosi traguardi sin da giovanissimo quando nel 1999 conquistò il titolo mondiale juniores nella sua Verona. La svolta e la fama arrivano nel 2004 con la vittoria al Giro d’Italia che è l’inizio di una serie di grandi risultati – miglior giovane al Tour de France nel 2006 e medaglia d’ argento nel 2008 al Mondiale di Varese – che ne fanno uno dei migliori ciclisti italiani. Da oggi combatterà con la massima grinta  il suo 11° Giro d’Italia in versione non solo rosa, ma pure “verde”, come ci racconta nell’intervista a poche ore dalla partenza.

D) Damiano, ancora un Giro d’Italia, ma quest’anno oltre il rosa c’è tanto “green” nella tua partecipazione all’edizione numero 99 della corsa…

R) Ad iniziare dalla bici, di per sé  il mezzo più ecologico che esista. E’ una De Rosa realizzata in collaborazione con Pininfarina che si ispira alla H2 Speed a idrogeno.

R) C’è anche un progetto sposato dal tuo team Nippo Vini Fantini, di cosa si tratta?

D) Un’idea a favore dell’ambiente. E’una  collaborazione con la startup Carbonsink che si occupa di compensare le emissioni di CO2 con l’acquisto di “crediti” di compensazione. Il ciclismo è uno degli sport ecologici per eccellenza, ma quando si tratta della partecipazione a delle manifestazioni così importanti bisogna mettere in conto un grande utilizzo di mezzi a motore. Per avere un basso impatto ambientale si è pensato anche di ottimizzare gli spostamenti.

D) Il team dunque si impegna, ma qual è il tuo personale contributo?

R) Non solo il mio ma anche quello di tutti gli atleti. La mentalità è cambiata in questi ultimi anni anche perché ci sono delle aree attrezzate lungo il percorso – di solito in corrispondenza dei rifornimenti –  dove lasciamo le carte dei panini, delle barrette energetiche e di tutto ciò che utilizziamo. I ragazzi hanno molta attenzione verso questo comportamento rispettoso dell’ambiente e si fa presto ad abituarsi. L’unica cosa che è rimasta, almeno da parte mia, è il lancio della borraccia ma solo dove ci sono dei tifosi interessati a prenderla come  souvenir. Io lo faccio quando ci sono dei bambini che amano portare a casa un ricordo della gara.

D) Massima attenzione in gara e nella tua vita quotidiana?

R) Una parte importante del mio tempo lo trascorro in bici ma durante gli allenamenti non butto via niente, metto tutto in tasca e riporto indietro. Poi in casa facciamo la raccolta differenziata e con mia moglie insegniamo ai nostri figli ad avere rispetto della natura, pensiamo che sia giusto imparare e soprattutto rispettare queste regole. Dobbiamo puntare sulle nuove generazioni.

D) A proposito fai degli incontri con i ragazzi, nelle scuole dove affronti questi temi?

R) Capita spesso di andare nelle scuole – dalle elementari fino alle superiori – dove principalmente parlo della mia carriera e di temi sportivi, ma a volte ho parlato anche della necessità di rispettare l’ambiente con degli esempi personali

D) Tu percorri ogni giorno le strade, sono ancora in tanti a buttare i rifiuti nelle cunette?

R) Negli ultimi 10 anni la gran parte degli sportivi , dei ciclisti hanno maturato una maggiore sensibilità. C’è un miglioramento, ma bisogna insistere con la comunicazione e l’informazione.

D) Qual è secondo te la maggiore emergenza ambientale?

R) Non saprei da dove iniziare, l’inquinamento in generale. Come soluzione alle emissioni però  sono sicuro che sia necessario puntare su un uso maggiore delle energie rinnovabili. E’ questo il futuro.

D) Parliamo di sport. Cosa ti aspetti da questo giro?

R) E’ l’obiettivo più importante della mia stagione. Sono arrivato all’11° giro, quest’anno correrò più per gli arrivi di giornata che per la classifica generale. Accumulare minuti di ritardo per poi aver più libertà di movimento.

Gian Basilio Nieddu

 

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