Home » Bollettino Europa »Rubriche » Dieselgate: l’industria dell’automobile ci riprova, con una fantasiosa “strategia per il clima”:

Dieselgate: l’industria dell’automobile ci riprova, con una fantasiosa “strategia per il clima”

febbraio 22, 2016 Bollettino Europa, Rubriche

 

Dopo la scandalosa decisione del Parlamento Europeo riguardo ai limiti di emissione e il Dieselgate rimasto sostanzialmente impunito, l’industria europea dell’automobile (Acea) sente improvvisamente il bisogno di presentarsi sotto una nuova veste. E lo fa rendendo noto in anteprima – la versione definitiva vedrà la luce solo a marzo – alcuni dettagli della sua strategia per il clima la Joining forces Initiative, che avrebbe come fine il taglio delle emissioni nel settore trasporti entro il 2030. Un piano che coinvolge oltre 50 soggetti del settore trasporti su gomma.

Nel documento le proposte oscillano da alcune ovvietà, ad affermazioni false fino a soluzioni impraticabili.

Nella prima categoria rientrano principalmente tre azioni. La promozione di carburanti alternativi a partire dall’uso di veicoli elettrici (-15% delle emissioni del settore nel 2030 rispetto al 2015 secondo Eurelectric), biocarburanti (-15% emissioni secondo European Biodiesel Board) e gas naturale (-3% emissioni secondo l’industria europea, la NGVA). A questa si aggiunge l’implementazione di auto dotate di tecnologie ‘intelligenti’, che forniscono, cioè, informazioni al conducente su traffico, parcheggi e altro. Queste porterebbero a ulteriori tagli di CO2. Tuttavia, i costosi Intelligent Transport Systems potrebbero far risparmiare solo l’1% delle emissioni. Così come la terza soluzione, una guida ‘ecologica’, che dovrebbe valere un taglio del 10% di emissioni del settore dei trasporti su strada, secondo quanto riportato nella bozza di documento Acea, contro una stima di meno del 2%presente in uno studio indipendente commissionato dalla European Climate Foundation.

Ci si avvicina così alla seconda categoria, quella dei dati puntualmente smentiti. Acea afferma, per esempio, che gli investimenti porteranno le nuove auto nel 2021 a emettere il 42% in meno di CO2 rispetto al 2005. Diversa la stima dell’associazione europea Transport & Environment, secondo cui i miglioramenti “reali”, quelli dei veicoli su strada e non in laboratorio, si fermeranno a una riduzione di circa il 20%.

Ma eccoci, infine, alla terza categoria delle soluzioni impraticabili: il maxi-piano di ripavimentazione di tutta la rete stradale europea con una superficie a bassa resistenza. Secondo Acea porterebbe ad un taglio fino al 5% delle emissioni del settore trasporto su gomma per il 2035 rispetto al 2015. Il tutto alla “modica” cifra di 500 miliardi di euro, in altre parole, fra i 26 e i 39 miliardi l’anno per 20 anni. Con il rischio che gli investimenti necessari in realtà possano lievitare fino a 780 miliardi. I finanziamenti, si dice, potrebbero derivare dal piano Juncker, con la creazione di un un nuovo fondo europeo per gli investimenti strategici che possa agire da volano per catalizzare 315 miliardi di euro. Un evidente follia dal punto di vista costi-benefici.

Non sono ovviamente mancate le critiche: Greg Archer di Transport & Environment ha dichiarato che: “Il piano di rivestire le strade con una sorta di ‘red carpet’ sarebbe realizzato ad un costo astronomico. Un rapido calcolo porta a valutare un costo di 1.000 euro per tonnellata di Carbonio non immesso nell’atmosfera quando il prezzo attuale degli ETS è di 5 euro per tonnellata“. Conclusione di Archer: “l’industria non sembra aver imparato nulla dallo scandalo delle emissioni truccate delle Volkswagen”…

Dalla stessa associazione William Todts afferma che, in sostanza, “il piano dell’industria europea dell’auto non si assume responsabilità per la riduzione delle emissioni di carbonio” e ne scarica il costo sulla collettività. Aggiungendo che “non abbiamo bisogno di piani incredibilmente costosi per riasfaltare le strade d’Europa. Quello di cui abbiamo bisogno sono auto e mezzi pesanti più efficienti, non solo sulla carta ma anche su strada!“.

E intanto nell’ultimo mese le immatricolazioni di vettore nuove - di un settore che produce  il 20% del totale delle emissioni UEsono aumentate di oltre il 6%.

Beatrice Credi

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live

PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Rapporto Deloitte “Digital Green Evolution”: nel 2022 gli smartphone genereranno 146 milioni di tonnellate di CO2

marzo 14, 2022

Rapporto Deloitte “Digital Green Evolution”: nel 2022 gli smartphone genereranno 146 milioni di tonnellate di CO2

Di fronte ad un numero di dispositivi che ormai nel complesso supera la popolazione mondiale, cresce l’attenzione ai temi della sostenibilità e degli impatti ambientali derivanti dalla produzione, dall’uso e dallo smaltimento dei “telefonini“, i device di più comune utilizzo sia tra giovani che adulti. A evidenziare la criticità di questi numeri è intervenuto il [...]

Matteo Viviani, una iena in verde a caccia di greenwashing

ottobre 29, 2021

Matteo Viviani, una iena in verde a caccia di greenwashing

L’ambiente e il clima sono ormai diventati temi “mainstream”. Anche se pochissimi fanno, tutti ne parlano! Soprattutto le aziende, che hanno intercettato da tempo la crescente attenzione di consumatori sempre più critici e sensibili all’ecosostenibilità di prodotti e servizi.  Vi viene in mente un’azienda che oggi non si dica in qualche modo “green” o “ecofriendly”? [...]

“L’Adieu des glaciers”: al Forte di Bard le trasformazioni dei ghiacciai alpini

giugno 18, 2021

“L’Adieu des glaciers”: al Forte di Bard le trasformazioni dei ghiacciai alpini

“L’Adieu des glaciers: ricerca fotografica e scientifica” è un progetto prodotto dal Forte di Bard, che intende proporre un viaggio iconografico e scientifico progressivo tra i ghiacciai dei principali Quattromila della Valle d’Aosta per raccontare, anno dopo anno, la storia delle loro trasformazioni. L’iniziativa, che ha un orizzonte temporale di quattro anni, ha iniziato la sua [...]

Quando le rinnovabili conquistano le basi militari: il caso francese di BayWa r.e.

aprile 19, 2021

Quando le rinnovabili conquistano le basi militari: il caso francese di BayWa r.e.

Ormai è noto che la cavalcata delle rinnovabili è inarrestabile, ma questa è una vera e propria “conquista militare”: BayWa r.e., player globale nel settore delle energie rinnovabili, ha annunciato di aver trasformato due basi aeree inutilizzate e dismesse in Francia in parchi solari e terreni agricoli per l’allevamento di pecore. La società del Gruppo [...]

Tree-ticket: il concerto si paga in alberi

aprile 15, 2021

Tree-ticket: il concerto si paga in alberi

Un concerto in presenza, immersi in una foresta, per riavvicinare l’uomo alla natura attraverso la musica del violoncellista Mario Brunello e di Stefano Mancuso, con una differenza rispetto a qualsiasi altro concerto al mondo: l’accesso si paga in alberi, con il TreeTicket. L’esperimento si terrà a Malga Costa in Val di Sella, in Trentino, nella cornice della [...]

Ricerca Mastercard: la spesa post-Covid vira verso modelli più sostenibili

aprile 13, 2021

Ricerca Mastercard: la spesa post-Covid vira verso modelli più sostenibili

Secondo quanto emerge da una nuova ricerca di Mastercard incentrata sulla sostenibilità, a seguito della pandemia da Covid-19 sarebbe cresciuto in modo significativo il desiderio da parte di italiani ed europei di salvaguardare l’ambiente e miliardi di consumatori nel mondo sarebbero disposti ad adottare comportamenti “più responsabili“. Oltre la metà dei nostri connazionali (64% contro il [...]

Mascherine irregolari: da un’azienda veneta il vademecum per riconoscerle

aprile 1, 2021

Mascherine irregolari: da un’azienda veneta il vademecum per riconoscerle

Sono decine di milioni le mascherine fasulle che girano per l’Italia. Molti sono infatti i truffatori che hanno approfittato della situazione di emergenza e del fatto che molte aziende hanno deciso di avviare procedure di importazione. Le norme, troppo spesso, non vengono rispettate e nelle ultime settimane le cronache hanno evidenziato casi di vere e [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende