Home » Bollettino Europa »Rubriche » Doha si accontenta del “climate gateway”. Un accordo ponte per ritardare le decisioni vincolanti:

Doha si accontenta del “climate gateway”. Un accordo ponte per ritardare le decisioni vincolanti

dicembre 10, 2012 Bollettino Europa, Rubriche

 

L’obiettivo era chiaro: ridurre le emissioni di CO2, rallentare il riscaldamento globale e rilanciare il discorso sui cambiamenti climatici. I buoni propositi c’erano, dunque, tutti: il Summit a Doha, in Qatar organizzato dalle Nazioni Unite, doveva mettere gli Stati dell’intero Pianeta faccia a faccia con le proprie responsabilità. I risultati, tuttavia, non sono stati, a detta di tutti gli osservatori, all’altezza né dell’emergenza né della cassa di risonanza di cui ha goduto l’evento.

Dopo due settimane, i negoziati si sono infatti chiusi (con un giorno di ritardo), con il tentativo messo in campo da Abdullah Bin Hamad Al-Attiyah, Presidente della COP18, per cercare di salvare il salvabile. La delusione della comunità internazionale è palpabile. Molti impegni sono stati ulteriormente posticipati e il fatto che siamo di fronte a una questione ambientale che interessa solo una cerchia sempre più ristretta di Governi è ormai palese. A dividere i 194 Paesi presenti sono state, essenzialmente, due questioni: i dettagli tecnici del “Protocollo di Kyoto bis” e il “risarcimento” che le Nazioni più ricche dovrebbero concedere a quelle più povere per i danni ambientali legati al cambiamento climatico.

In merito al primo punto il “Kyoto 2″, la seconda fase di impegni prevista dal primo Protocollo siglato in Giappone nel 1997, riguarderà solo Unione Europea, con Croazia e Islanda, Australia, Svizzera e Norvegia. Che insieme rappresentano poco più del 15% delle emissioni globali di gas a effetto serra nel mondo, nient’altro che “briciole”. In particolare la riduzione delle emissioni di CO2 dovrà proseguire con un range fra il 25% e il 40% rispetto ai livelli del 1990. Ciascun Paese riesaminerà i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2014. Ancora fuori, quindi i “grandi inquinatori”: Usa, Canada, Giappone, Russia, Nuova Zelanda India, Brasile, Messico, Sud Africa e soprattutto la Cina il più grande produttore di CO2 al mondo. Nella maggioranza dei casi nascosti dietro la giustificazione della crisi economica. Inoltre, la misura dei tagli ai gas serra nel periodo 2013-2020 verrà decisa ufficialmente solo il prossimo anno. Per l’inclusione di tutti i Paesi, l’intesa andrà raggiunta entro il 2015, per diventare poi operativa dal 2020. Per ora ci si deve accontentare, quindi, di questo periodo-ponte soprannominato “Climate Gateway”, l’unico compromesso raggiunto.

A nulla, poi, sono servite le lacrime del delegato delle Filippine, che ha raccontato accoratamente del tifone che ha sconvolto il suo Paese. Tutto rimandato, infatti, anche per quanto riguarda la riparazione delle perdite e dei danni causati ai Paesi del Sud per il riscaldamento globale. A Varsavia, sede del prossimo meeting, saranno (forse) decisi accordi istituzionali per rispondere alla questione. Questo punto è stato, pertanto, oggetto di forti discussioni soprattutto tra i Paesi in Via di Sviluppo – che si ritengono vittime delle azioni del Nord che hanno alterato il clima – e gli Stati Uniti del “verde” Obama, che temono pur sempre che un tale meccanismo possa condurre a richieste di risarcimento al di fuori di quanto previsto dagli accordi.

Un altro punto all’ordine del giorno è stato il Green Fund, destinato ad aiutare i Paesi più poveri nella transizione verso un sistema produttivo a basso impatto ambientale, da realizzare attraverso trasferimento tecnologico e di know-how. Sul tavolo sono stati messi per ora 8 miliardi di dollari, tanti ma pochi. Il testo di Doha spinge gli Stati sviluppati ad “annunciare” nuovi aiuti economici quando le circostanze finanziarie lo permetteranno e a presentare all’incontro sul clima del 2013 le informazioni sulle loro strategie per smobilizzare fondi, al fine di arrivare ai 100 miliardi di dollari promessi in passato entro il 2020. Unico veto posto dagli Stati Uniti è che non ci siano concessioni sui brevetti di tecnologia green.

La comunità internazionale “dei potenti” presenti a Doha ha dato l’impressione di non guardare in faccia la drammatica realtà. La sfida per il clima è, infatti, una corsa contro il tempo come mostrano, senza mezzi termini, le più recenti notizie scientifiche. Che danno la misura del gap esistente tra l’avanzamento delle conoscenze sul tema e l’inazione politica.

Secondo gli ultimi dati di Banca Mondiale riportati nel report “Turn Down the Heat: Why a 4°C Warmer World Must be Avoided la paralisi comporterà un aumento di 4°C della temperatura media della Terra entro il 2060. L’agenzia statunitense NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e l’Organizzazione Meteorologica Mondiale dell’ONU (WMO) hanno anche ricordato che la presenza di gas climalteranti in atmosfera – come CO2, ozono e metano – nel 2011, ha raggiunto la concentrazione record di 473 parti per milione (ppm). Sono in aumento, poi, anche gas serra più rari: esafluoruro di zolfo, idroclorofluorocarburi e idrofluorocarburi. Ciò porterà inevitabilmente, ad acuire i devastanti effetti che provocano gli sconvolgimenti climatici ai quali possiamo già assistere in tutto il mondo. Il futuro, sostengono i climatologi, potrebbe riservare ondate di calore estremo, siccità, calo delle scorte alimentari, aumento del livello dei mari.  In questi ultimi vent’anni, la quantità di CO2 immessa in atmosfera, 375 miliardi di tonnellate, è più del doppio rispetto a quella che foreste ed oceani riescono a riassorbire convogliandola nel ciclo del carbonio della biosfera. Il risultato è che i livelli oggi raggiungono le 390 ppm, quota pericolosamente vicina a 450 ppm, numero che si ritiene essere il punto di non ritorno verso un aumento globale di temperatura superiore ai 2°C. Per rimanere sotto questa soglia, spiegano gli scienziati, entro il 2020 le emissioni devono essere ridotte di 44 miliardi di tonnellate, obiettivo irraggiungibile stando agli attuali impegni presi dai Governi.

Per quanto riguarda poi il Vecchio Continente, l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha recentemente pubblicato una ricerca dal titolo “Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2012” in cui pone l’attenzione sulla vulnerabilità dell’Europa nei confronti del cambiamento climatico. Gli ultimi dieci anni hanno mostrato i segni evidenti della trasformazione. Sono stati i più caldi mai registrati e quelli in cui si è registrata una considerevole diminuzione delle precipitazioni nelle zone meridionali. In controtendenza, invece, il Nord dell’Europa dove si osserva un aumento della piovosità. Senza parlare poi dello scioglimento dei ghiacciai che interessa Groenlandia e Mar Glaciale Artico. Gli eventi estremi, secondo gli esperti, sono destinati ad accentuarsi e i costi dei danni, già altissimi, saranno sempre maggiori. A proposito di ciò, il documento sottolinea come alcune Regioni del Continente saranno meno in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici, anche a causa delle disparità economiche esistenti tra le diverse aree. Gli effetti del cambiamento climatico potrebbero rafforzare queste differenze, minando la sopravvivenza stessa dell’Unione Europea.

Il Ministro dell’Ambiente italiano Corrado Clini, di ritorno dal Qatar, ha dichiarato: “Il bicchiere di Doha è per tre quarti vuoto e per un quarto pieno. Invece di fare un passo avanti, la comunità internazionale ha fatto un passo indietro, perché non si è riusciti a trovare un accordo in grado di dare concretezza e continuità di impegni presi con il Protocollo di Kyoto”. Ipse dixit.

Beatrice Credi

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

A Chieri il 2° Festival Internazionale dei Beni Comuni

giugno 20, 2018

A Chieri il 2° Festival Internazionale dei Beni Comuni

Come dare nuova vita agli spazi dismessi delle città? Come riempire i vuoti urbani non solo attraverso una riqualificazione fisica ma anche culturale, sociale e ambientale? Quale futuro collettivo immaginare per le aree abbandonate? Come creare rete tra istituzioni e associazioni cittadine per intervenire in modo partecipato nei processi di riattivazione degli immobili inutilizzati, come [...]

Ubeeqo e ICS: la rivoluzione del microcarsharing per aziende e condomini

giugno 20, 2018

Ubeeqo e ICS: la rivoluzione del microcarsharing per aziende e condomini

Ubeeqo, gestore di car sharing parte di Europcar Mobility Group, si è qualificato come operatore certificato di car sharing al bando indetto da ICS Iniziativa Car Sharing, una Convenzione di Comuni e altri Enti locali, sostenuto dal Ministero dell’Ambiente. Obiettivo di ICS è quello di promuovere e sostenere la diffusione del car sharing come strumento di [...]

Ad Affi l’impianto eolico diventa un investimento per i cittadini

giugno 19, 2018

Ad Affi l’impianto eolico diventa un investimento per i cittadini

Le imprese e le famiglie residenti ad Affi, in provincia di Verona, potranno partecipare al finanziamento dell’impianto eolico, della potenza complessiva di 4 MW, realizzato dalla multiutility locale AGSM nel 2017. L’operazione replica uno schema già adottato con successo per il vicino impianto eolico di Rivoli Veronese realizzato dalla stessa società nel 2013, e prevede un’emissione di obbligazioni (“Affi [...]

“Mutui verdi”: tassi d’interesse più bassi per i “green building”

giugno 15, 2018

“Mutui verdi”: tassi d’interesse più bassi per i “green building”

La rete europea del World Green Building Council (WorldGBC) e le principali banche europee hanno lanciato ieri un nuovo schema pilota di mutui per l’efficienza energetica. Un segnale importante da parte degli investitori, che dimostra come “l’edilizia sostenibile” stia diventando un mercato chiave per la crescita dell’Europa. Lo schema pilota è finalizzato alla sperimentazione di [...]

“Microinquinanti emergenti”: il lato oscuro delle sostanze chimiche quotidiane

giugno 14, 2018

“Microinquinanti emergenti”: il lato oscuro delle sostanze chimiche quotidiane

Si sono conclusi con una tavola rotonda al Politecnico di Milano i due giorni di convegno promossi da Lombardy Energy Cleantech Cluster (LE2C) sul tema “Microinquinanti emergenti”, che ha visto un’ampia partecipazione di rappresentanti delle imprese, degli enti pubblici e dell’università, attirati da un tema di grande importanza, ma ancora poco noto al pubblico e poco trattato [...]

Il roadshow sulle rinnovabili di Elettricità Futura parte da Pescara

giugno 14, 2018

Il roadshow sulle rinnovabili di Elettricità Futura parte da Pescara

E’ partita da Pescara la prima tappa del roadshow “Le opportunità di sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore elettrico – Incontri con il territorio” organizzato da Elettricità Futura. Un’occasione di confronto tra istituzioni e aziende del settore elettrico con un particolare focus sullo sviluppo delle rinnovabili e le opportunità di finanziamento. Questa prima tappa, organizzata in [...]

“The Milk System”: Legambiente premia il documentario sulle storture della produzione del latte

giugno 6, 2018

“The Milk System”: Legambiente premia il documentario sulle storture della produzione del latte

Si è conclusa ieri, nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, la XXI edizione di Cinemambiente, il Festival internazionale di cinema e cultura ambientale organizzato a Torino dall’omonima associazione, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Legambiente, che con i propri educatori ambientali supporta Cinemambiente Junior, la sezione del Festival dedicata ai ragazzi, e che ogni anno assegna un riconoscimento [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende