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E luce fu. Solenica trasforma l’eliostato e rende il sole accessibile a tutti

novembre 19, 2014 Campioni d'Italia, Rubriche

Se la giovane ricercatrice Diva Tommei fosse rimasta a Roma, città graziata dal bel tempo quasi ogni giorno (tranne questi ultimi), forse non avrebbe fondato Solenica, la start up che ha l’obiettivo di rendere accessibile a tutti la tecnologia degli eliostati, specchi che convogliano la luce solare per rendere più luminosi gli ambienti senza bisogno di elettricità e aumentare il rendimento di impianti solari.

Più c’è il sole, più l’eliostato funziona. L’idea però è venuta a Diva, 30 anni e un dottorato a Cambridge in biologia computazionale, proprio quando era nella piovosa Inghilterra, dopo un’incursione alla Singularity University della NASA. “Nel 2010, a metà dottorato, sono andata all’università della NASA per seguire un corso sulle tecnologie esponenziali importanti per il futuro dell’umanità. Al mio ritorno a Cambridge, mi sono resa conto che avrei potuto usare quello che avevo imparato per dar vita a una start up. Cambridge non è il posto meno soleggiato della Gran Bretagna, ma quando c’era il sole io non potevo approfittarne perché stavo lavorando: allora ho iniziato a fare ricerche per trovare una tecnologia capace di portare la luce solare dove mi trovavo, senza che dovessi uscire io per seguirla”.

Così Diva scopre gli eliostati, specchi intelligenti che inseguono il sole e ne riflettono la luce in uno stesso punto per tutta la giornata: “La tecnologia è nata negli anni Settanta, ma il suo utilizzo era confinato in ambito industriale, soprattutto per i costi molto elevati. La nostra innovazione sta nell’aver reso questo oggetto accessibile a tutti, adatto al mercato residenziale e utilizzabile per far fronte alle necessità di tutti i giorni”. In che modo? Cambiando sostanzialmente il sistema di funzionamento: “Negli impianti solari a concentrazione, gli eliostati seguono il sole perché sanno dove sarà: sono dei computer programmati con tutte le informazioni astronomiche per spostarsi insieme alla luce solare. I nostri specchi, invece, utilizzano un sistema ottico: si spostano perché vedono dov’è il sole, grazie a un controllo costante della luce”.

Grazie a questa capacità, gli eliostati Solenica possono essere utilizzati sia per produrre energia sia per illuminare con luce naturale gli spazi ombrati. “Il sole irraggia la Terra con un’intensità luminosa di 100.000 lumen/mq. Quindi, l’eliostato Solenica da 1 mq è in grado di riflettere un’intensità luminosa pari a 100.000 lumen. Se una lampada alogena da 50W fornisce un’intensità d’illuminazione artificiale pari a 500 lumen/mq, l’eliostato Solenica è in grado di fornire una luminosità pari a quella di 200 lampade alogene da 50W. Il consumo elettrico di questo numero di lampade sarebbe pari a 10kW, mentre quello dell’eliostato è pari a 0 W. Inoltre, grazie a rimbalzi su specchi fissi è possibile arrivare, con pochissima perdita luminosa, a camere interne che non hanno finestre”, si legge sul sito dell’azienda. Gli eliostati Solenica possono anche essere usati in gruppo per concentrare tante volte la luce verso un collettore solare termico o fotovoltaico: “In questo modo, oltre alla normale energia fornita dal sole, il collettore usufruisce di un potenziamento energetico che aumenta la sua efficienza di produzione energetica”. E la tecnologia può essere sfruttata anche per scaldare l’acqua e potabilizzarla.

I vantaggi sono economici, visto che gli eliostati Solenica producono energia con consumi molto bassi (sono alimentati con pochissima potenza elettrica ricavata direttamente dal sole), ma anche ambientali: la luce solare è un potente antibatterico naturale, che favorisce la disinfezione degli ambienti e l’eliminazione di muffe e umidità. Dopo tre anni di lavoro e sei brevetti depositati, il team di Solenica – composto attualmente da sette persone, che presto diventeranno nove – ha messo a punto il modello finale: uno specchio del diametro di 30 centimetri racchiuso in una sfera di plastica trasparente, che fa filtrare la luce proteggendo lo specchio ed eliminando così problemi di manutenzione, pulitura e rischi di rottura. “Una volta messo a punto il sistema che ha permesso di abbassare i costi, ci siamo trovati a dover rendere l’oggetto desiderabile a prescindere dalla sua funzionalità: l’eliostato era indubbiamente utile, ma non fruibile per il mercato residenziale. Per questo, anche in collaborazione con alcuni designer, abbiamo lavorato per renderlo bello, di facile manutenzione e adatto ad ambienti esterni e interni”, continua Diva Tommei, che a marzo è stata selezionata dal World Economic Forum per entrare a far parte della sezione romana dell’associazione Global Shapers, una community di giovani brillanti a disposizione delle comunità. Mentre il team sta lavorando per la messa in produzione del dispositivo – “Abbiamo già una lista d’attesa di 450 persone interessate, puntiamo ad arrivare sul mercato entro due mesi” – tratta anche con gli investitori: “Davanti a noi c’è un mercato emergente. Solenica risolverà un problema semplice, ma a cui nessuna aveva ancora dato una risposta”.

Veronica Ulivieri

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