Home » Off the Green »Rubriche » Elezioni 2013: la grande caduta dal pero:

Elezioni 2013: la grande caduta dal pero

febbraio 26, 2013 Off the Green, Rubriche

Quello che mi stupisce di più dell’esito di queste elezioni è lo stupore di molti dirigenti di partito. Morgando, segretario Pd in Piemonte, si stupisce per “una tenuta così forte di Berlusconi” e ammette: “non abbiamo saputo intercettare la protesta”. “Né il centrosinistra, né il verde Bonelli (candidato con Ingroia che non raggiunge il 3%), né soprattutto il Movimento Liberi Pensanti – scrive Grazia Longo su La Stampa in merito all’esito elettorale a Taranto, dove il Movimento 5 Stelle è oggi primo partito con il 30% dei voti – riescono a farsi una ragione del responso delle urne”.

L’invito a “scendere dal pero“, si legge sul “Dizionario dei modi di dire” Hoepli, è solitamente rivolto a “persone superbe e presuntuose”, alle quali farebbe bene calarsi in una prospettiva pari ai propri simili, per riconsiderare e rivalutare, entro una nuova dimensione, quello che li circonda. Sono infatti costoro che “caduti dal pero“, devono ” prendere atto, in genere dolorosamente, di una data realtà“. Mai espressione idiomatica si è prestata meglio a descrivere il giorno dopo le elezioni.

Non serviva essere dei profeti per intuire l’esito elettorale (che personalmente mi preoccupa, ma non mi stupisce affatto), era sufficiente parlare con le persone per strada: imprenditori, professionisti, manager, casalinghe, operai, disoccupati, studenti, pensionati, il famoso “paese reale” che le grandi menti dei partiti, troppo assorte nei calcoli totalmente autoreferenziali dei “pesi interni“, continuano a ignorare o comunque non sono in grado di comprendere. Mentre loro stavano chiusi nelle sedi di partito a riunirsi tra loro, Grillo andava in piazza a Taranto e nel Sulcis – i luoghi dove gli altri rischiavano il linciaggio.

Concedetemi una rapida carrellata, per dimostrare la tesi con qualche immagine concreta: era credibile il successo di un Monti, trasformato (da quel sedicente genio di David Axelrod) da integerrimo professore di economia e civil servant a patetico promotore di se stesso con cagnolino in braccio? No. Era prevedibile che imprenditori e professionisti esasperati dalla pressione fiscale e dall’atteggiamento poliziesco di Equitalia avrebbero di nuovo votato Berlusconi? Certamente sì, che piaccia o no. Era pensabile che un Bonelli alleato con il giustizialista Ingroia (traghettatore di vetero-comunisti come Diliberto e Ferrero) avrebbe preso voti un centimetro al di là di quell’angusto (e anacronistico) perimetro? Ovviamente no (lo avevamo già scritto l’11 gennaio scorso, ben prima del voto).  Dunque, dove sta la sorpresa di questi risultati elettorali?

Gli elettori, come ampiamente previsto dagli osservatori più attenti e sintonizzati con il Paese (compresi i bookmakers inglesi, che su queste previsioni scommettono dei gran soldi), hanno premiato, a seconda delle proprie inclinazioni, l’unica vera rivoluzione, quella di Grillo, hanno confermato l’attesa “vittoria” del Pd – pur punendo il partito per la sua irriducibile hybris e l’incapacità di comprendere e delineare realmente una “nuova strada” – e si sono aggrappati, in numero ancora significativo, alla speranza tradita (ma pur sempre incarnata da Berlusconi) di trovare riscatto nei confronti di uno Stato ritenuto ingiusto, invasivo e scialacquatore. O, per lo meno, di tornare, irrazionalmente, a un passato che non c’è più, ma che faceva meno paura.

Ora, che fare? La situazione, complessivamente, non è certo facile, per il rischio di ingovernabilità, aggravato da meccanismi istituzionali che, come ha osservato il costituzionalista Michele Ainis, potrebbero generare uno stallo difficile da sbloccare. Ma, soprattutto – come ci domandiamo nella nostra vignetta di oggi – “ora che siamo al verde” e che non ci sono prospettive di un’imminente uscita dalla crisi (né politica né economica), “chi avrà davvero la forza di pensare verde?” e di applicare concretamente i programmi elettorali propagandati nelle settimane scorse? Chi, cioè, come hanno richiesto tutte le associazioni ambientaliste e di categoria, saprà farsi interprete della green economy in modo trasversale, dribblando le ideologie e gli interessi di bottega, per conquistare un risultato di interesse comune? E’ una domanda a cui oggi è decisamente troppo presto per rispondere, anche se una possibilità c’è e non riguarda i partiti né i leader carismatici, ma le persone. In questa legislatura, come mai prima d’ora, entreranno, infatti, a far parte del Parlamento tantissimi outsider della cosiddetta “società civile“, forse meno competenti in senso tecnico, ma anche, sicuramente, meno irregimentati dei vecchi onorevoli monocolore: se lo vorranno e se sapranno dare precedenza alla coscienza e alla lungimiranza, potrebbero diventare loro i protagonisti della svolta, di una silenziosa “rivoluzione verde” del Paese. Poiché il legislatore, non dimentichiamolo, rimane pur sempre il Parlamento e non il Governo.

Andrea Gandiglio

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

maggio 22, 2017

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

I prodotti ittici costituiscono la fonte di proteine per 3 miliardi di persone e il reddito di 800 milioni di persone si fonda sulla pesca e sull’industria ittica. Nel 2014 nei paesi europei sono stati spesi 34,57 miliardi per acquistare prodotti ittici. In totale nei paesi europei si consumano 7,5 milioni di tonnellate di pesce [...]

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

maggio 18, 2017

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

Conciliare la produzione di cibo e il rispetto per l’ambiente, per gli agricoltori, per la salute di produttori e consumatori. Un tema di grande attualità e di rilevanza globale, che è al centro, all’Università di Siena, del “Millennials Lab”, dal 10 al 21 maggio, e della riunione degli imprenditori che collaborano al programma internazionale PRIMA [...]

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

maggio 18, 2017

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

Gli oli vegetali esausti diventano biocarburanti. Eni e Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti e del Dirigente Generale Direzione Generale per la Sicurezza dell’Approvvigionamento e per le Infrastrutture Energetiche Ministero dello [...]

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

maggio 10, 2017

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

Green Island, progetto internazionale fondato da Claudia Zanfi 16 anni fa e dedicato alla biodiversità urbana attraverso iniziative culturali, progetti espositivi, educazione alla sostenibilità, porta a New York la sua visione innovativa degli Alveari Urbani: Urban Bee Hives , parte di un percorso focalizzato sulla salvaguardia delle api e sulla valorizzazione del territorio. “Un progetto” spiega Zanfi [...]

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

maggio 8, 2017

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

Samuel in the clouds (Belgio, 2016) del regista belga Pieter Van Eecke, una straordinaria e commovente storia ambientata in Bolivia e legata alle conseguenze dei cambiamenti climatici, è il film vincitore del 65° Trento Film Festival, conclusosi domenica 7 maggio 2017. La giuria internazionale composta da Timothy Allen (fotografo e regista) Gilles Chappaz (giornalista e [...]

A REbuild 2017 è protagonista l’edilizia “off-site”: dal cantiere alla fabbrica

maggio 8, 2017

A REbuild 2017 è protagonista l’edilizia “off-site”: dal cantiere alla fabbrica

Edilizia off-site è il concetto chiave del cambiamento proposto negli appuntamenti 2017 di REbuild, l’evento dedicato al settore delle costruzioni e riqualificazioni, in programma a Riva del Garda il 22 e 23 giugno prossimi. La produzione tende infatti a spostarsi in fabbrica, mentre il cantiere diviene il luogo dell’assemblaggio di parti prodotte industrialmente. Già in [...]

ANARF e Federforeste: un protocollo per rilanciare la filiera bosco-legno tra pubblico e privato

maggio 5, 2017

ANARF e Federforeste: un protocollo per rilanciare la filiera bosco-legno tra pubblico e privato

ANARF (Associazione Nazionale delle Attività Regionali Forestali), presieduta da Alberto Negro, Direttore di Veneto Agricoltura, e FederForeste, con a capo il trentino Gabriele Calliari, hanno siglato nei giorni scorsi a Mestre, presso la sede di Coldiretti Veneto, un protocollo per la gestione del patrimonio forestale improntato, tra l’altro, al dialogo tra realtà pubbliche e private. [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende