Home » Campioni d'Italia »Rubriche » Elsa Stove: la stufa ecologica a zero fumo, da Udine all’Africa:

Elsa Stove: la stufa ecologica a zero fumo, da Udine all’Africa

agosto 5, 2015 Campioni d'Italia, Rubriche

Gli scienziati dell’Università di Udine che l’hanno brevettata l’hanno chiamata Elsa, come la leonessa protagonista del bestseller “Nata libera”. Perché si augurano che la loro stufa a pirolisi, in grado di produrre calore e carbone vegetale a basso impatto ambientale, si diffonda in Africa di villaggio in villaggio senza troppi ostacoli, ma anche perché per i piccoli artigiani e imprenditori africani Elsa Stove è libera da copyright. Oggi questa stufa ecologica che brucia scarti agricoli senza produrre fumo è già presente in Ghana, Togo, Etiopia, Zimbabwe, e sta prendendo piede in Tanzania, Nigeria, Camerun.

La storia inizia nel 2007, quando nell’ateneo friulano si iniziano a studiare gli effetti positivi del carbone vegetale sui suoli: “E’ un fertilizzante molto utile, soprattutto nel caso di terreni molto acidi come sono quelli africani, difficili da coltivare”, spiega Alessandro Peressotti, docente del dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, che oggi presenterà la storia di Elsa anche a Lignano Sabbiadoro, per la rassegna “€conomia sotto l’ombrellone”. “A quel punto – continua Peressoti – ci siamo chiesti come potevamo produrre il carbone vegetale in modo sostenibile, senza ricorrere alle carbonaie ancora oggi diffuse in Africa, che però inquinano e liberano una grande quantità di calore”. Si pensa così a sfruttare il processo della pirolisi, grazie al quale si scindono i legami chimici attraverso il calore, ma senza la produzione di composti gassosi, perché tutto avviene in assenza di ossigeno. “Abbiamo scoperto che era possibile fare pirolisi in piccoli bruciatori realizzabili in modo semplice e con materiali anche di recupero e di diversa qualità”. Nel 2010, Peressotti, insieme a un suo studente neolaureato, Davide Caregnato, e al fisico e imprenditore agricolo Carlo Ferrato, brevetta Elsa Stove. I soldi arrivano in buona parte dalla Commissione Europea, che sostiene con circa 840.000 euro il progetto BeBi, focalizzato sui benefici agricoli e ambientali legati all’uso del biochar nei Paesi in via di sviluppo.

E i vantaggi sono parecchi: “Elsa Stove produce carbone vegetale, ottimo ammendante per i suoli delle aree tropicali e strumento di stoccaggio della CO2 nel sottosuolo. Inoltre, ottimizza il processo di combustione, fornisce calore per cucinare e non produce fumo”. Aspetto, quest’ultimo da non sottovalutare: se infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che all’interno delle abitazioni la concentrazione di particolato non superi i 50 microgrammi per metro cubo, la stessa OMS ha calcolato che nelle capanne, quando si accende il fuoco per cucinare, il dato arrivi a 30.000 µg/m3.

La stufa può essere alimentata con vari tipi di scarti agricoli, che spesso non vengono valorizzati: “Gusci di arachidi o di noci, foglie di pannocchie, nocciolino di palma da olio. Oggi per cucinare si va nella foresta a fare legna, in un processo di deforestazione continua. Non solo Elsa permette di evitare queste pratiche, ma grazie al carbone vegetale permette anche di recuperare quelle zone aride totalmente desertificate”, continua Peressotti, che è anche coordinatore di BeBi.

Il professore di Udine, che con un nuovo progetto finanziato dall’Europa, Biochar Plus, e partner come le Nazioni Unite e l’Unione Africana, sta lavorando per la diffusione di Elsa, si sta trovando davanti a un ostacolo oggettivo: “Non c’è abbastanza combustibile per tutti. Gli scarti utilizzabili non possono soddisfare il fabbisogno di tutta la popolazione”. Per questo, si è deciso di partire da aree dove gli scarti sono più abbondanti: “In Ghana, per esempio, sono presenti piccole coltivazioni familiari di palma da olio, che rendono disponibile sufficienti quantità di nocciolino utilizzabile in Elsa”. Nel frattempo si studiano anche soluzioni alternative: “In Kenya, Etiopia, Ghana, Tanzania, le segherie non recuperavano la segatura, che invece adesso viene utilizzata per produrre pellet. In Zimbabwe ogni famiglia ha circa mille metri quadrati di terreno, in grado di assicurare cibo per tutto l’anno. Abbiamo pensato di destinare una parte di questi appezzamenti alla produzione di combustibili vegetali per Elsa, e ottimizzare la produzione agricola nell’altra parte grazie alla concimazione con il carbone vegetale”. Un’idea forse non attuabile su grande scala e che in Europa ci apparirebbe poco logica, ma che nei piccoli villaggi africani, dove nelle capanne l’aria è soffocante a causa del fumo e la deforestazione sta distruggendo i polmoni verdi del continente, ha un suo perché.

Grazie all’assenza di copyright per gli artigiani africani e all’attività di formazione sul campo in diversi Paesi del continente, Elsa si sta lentamente diffondendo. 15.000 le stufe attive in Ghana, 5.000 in Etiopia, 1.000 in Togo. “Ci sono diverse produzioni attive, anche con diverse fasce di prezzo: si va dai 10 dollari per la stufa prodotta con lamiere di recupero, ai 100 dollari per quella a due fornelli, destinata alle classi più agiate delle città. Molti vedono in Elsa e nei suoi benefici un’opportunità di sviluppo sostenibile, tanto che Biochar Plus vede tra i suoi partner l’Unione africana e l’Unido, l’organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale”.

E nel frattempo all’Università di Udine si lavora anche ad altri progetti futuri: “In Zimbabwe e Guinea Bissau realizzeremo due piccoli gassificatori a biomasse: saranno alimentati dagli scarti di una fabbrica che confeziona noci di Macadamia. Forniranno energia agli stabilimenti e ai villaggi di operai”. E presto Elsa Stove sarà commercializzata anche in Europa, attraverso lo spin off universitario Blucomb: “Nel nostro continente buona parte delle emissioni derivano dal riscaldamento. Per questo abbiamo pensato che anche qui Elsa potesse avere un mercato”.

Veronica Ulivieri

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Urban Forest”: il Museo della Montagna di Torino si prende cura del bosco urbano

dicembre 10, 2019

“Urban Forest”: il Museo della Montagna di Torino si prende cura del bosco urbano

Mercoledì 4 dicembre, al Museo Nazionale della Montagna ”Duca degli Abruzzi” di Torino, ha preso il via il progetto Urban Forest, un’iniziativa che costituisce il nucleo centrale della mostra “Tree Time”, a cura di Daniela Berta e Andrea Lerda. Il bosco che circonda il Museo è infatti un vero e proprio bosco urbano nel centro della [...]

Accordo Essity-Assocarta: i fanghi di cartiera diventano solette per le scarpe

dicembre 10, 2019

Accordo Essity-Assocarta: i fanghi di cartiera diventano solette per le scarpe

La multinazionale svedese Essity – leader mondiale nei settori dell’igiene e della salute con brand come TENA, Nuvenia e Tempo – ha annuncia ieri un nuovo progetto di economia circolare che vede coinvolto lo stabilimento produttivo di Porcari (LU), in Toscana. Grazie ad un processo di riutilizzo degli scarti di cartiera, originariamente destinati alla discarica, [...]

Ford e McDonald’s: componenti per le automobili dagli scarti dei chicchi di caffè

dicembre 9, 2019

Ford e McDonald’s: componenti per le automobili dagli scarti dei chicchi di caffè

Ford Motor Company e McDonald’s USA hanno annunciato che presto daranno avvio ad un processo di trasformazione degli scarti dei chicchi di caffè, in componenti per le automobili, come l’alloggiamento dei fari. Ogni anno, durante la lavorazione di milioni di chicchi di caffè, l’involucro si stacca naturalmente durante il processo di tostatura. Oggi è tecnologicamente [...]

“De Ruina Terrae”: in mostra a Bologna immagini di devastazione del Pianeta

dicembre 5, 2019

“De Ruina Terrae”: in mostra a Bologna immagini di devastazione del Pianeta

Un racconto per immagini su un mondo surriscaldato dalle emissioni nocive,  invaso dalla plastica e dalla sporcizia, dove l’habitat naturale di animali e piante viene bruciato ed annientato.  Una storia che prende il nome di “De Ruina Terrae. L’impatto dell’uomo sulla natura” e che sarà possibile ripercorrere dal 5 (inaugurazione alle ore 19,00) al 7 [...]

Green Jobs: in libreria la nuova guida di Tessa Gelisio e Marco Gisotti

dicembre 5, 2019

Green Jobs: in libreria la nuova guida di Tessa Gelisio e Marco Gisotti

Quali sono le 100 professioni più richieste, oggi, in Italia? La risposta è nella nuovissima guida “100 green jobs per trovare lavoro”, firmata da Tessa Gelisio e Marco Gisotti – già autori nel 2008 della “Guida ai Green Jobs” – per Edizioni Ambiente (384 pagg. 18 euro), disponibile nelle librerie fisiche e digitali dal 21 novembre 2019: un vademecum per [...]

Ricerca AXA: cambiamento climatico prima preoccupazione per tre italiani su quattro

novembre 26, 2019

Ricerca AXA: cambiamento climatico prima preoccupazione per tre italiani su quattro

Il cambiamento climatico irrompe al primo posto in cima alla lista dei temi prioritari per gli italiani. È “il problema” per tre italiani su quattro, che pensano che abbia un impatto diretto sulla propria salute e che si tratti di una sfida collettiva con impatti sulla loro vita, a livello personale. Sono alcune delle principali evidenze [...]

Canapa Expo: una vetrina a 360° su un settore in crescita costante

novembre 21, 2019

Canapa Expo: una vetrina a 360° su un settore in crescita costante

Al via venerdì 22 novembre la seconda edizione di Canapa Expo presso il Parco Esposizioni Novegro a Milano. Centinaia di espositori e professionisti da Italia, Spagna, Germania, Danimarca, Svizzera e Paesi Bassi saranno a disposizione di famiglie, appassionati, curiosi, addetti ai lavori, medici e scienziati con migliaia di prodotti, sevizi e informazione per raccontare a 360° un settore che, complessivamente, si stima in crescita, al 2025, a 146 miliardi di dollari di [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende