Home » Bollettino Europa »Rubriche » Emissioni da carbone: la timidezza UE potrebbe costare 71.000 morti e 52 miliardi di euro in più:

Emissioni da carbone: la timidezza UE potrebbe costare 71.000 morti e 52 miliardi di euro in più

maggio 25, 2015 Bollettino Europa, Rubriche

Un nuovo rapporto commissionato da Greenpeace e dallo European Environmental Bureau mette in guardia l’Unione Europea sui rischi legati ai nuovi standard di emissione che Bruxelles sta pensando di adottare per le centrali a carbone. E che fisseranno le soglie per inquinanti quali biossidi di zolfo, ossidi di azoto, mercurio e particolato. Composti i cui danni alla salute umana sono comprovati e documentati da un’ampia letteratura scientifica.

Nel documento dal titolo “Health and economic implications of alternative emission limits for coal-fired power plants in the EU”, gli esperti considerano i limiti pensati dall’UE troppo deboli e per questo, pericolosi.

Lo studio ha utilizzato dati ufficiali dell’Unione Europea per produrre una stima dell’impatto sanitario che si avrebbe con l’applicazione della proposta. Ciò che emerge è che la scarsa ambizione dell’Esecutivo europeo potrebbe tradursi in un costo sanitario di 71 mila morti aggiuntive per inquinamento. Decessi dovuti all’aumento del rischio di insorgenza di patologie cardiache, infarto, asma e altre malattie connesse all’esposizione agli inquinanti generati dalla combustione del carbone. Uno scenario che tradotto in termini economici significa la perdita di 23 milioni di giorni di lavoro a causa dell’insorgenza di queste patologie che si trasformerebbe, inoltre, in un aggravio, per i contribuenti europei, di 52 miliardi di Euro tra il 2020 e il 2029.

La riforma tanto criticata riguarderebbe gli standard di emissione per i grandi siti industriali, tra cui le centrali termoelettriche a carbone e lignite. Una revisione che ci si aspetterebbe lungimirante e che invece prevederebbe tetti già in vigore per centrali attualmente operative nella stessa Europa, in Cina e negli Stati Uniti.

Gli effetti delle pallide decisioni dell’UE sono stati, inoltre, confrontati con quelli, molto inferiori, che deriverebbero dall’adozione di standard basati sulle migliori tecnologie disponibili (BAT).

Il costo sanitario, ambientale ed economico della soggezione dell’UE all’industria del carbone rischia di essere enorme e insostenibile”, ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. Che ha aggiunto: “Non esistono scusanti per i politici dell’UE che si rifiutano di applicare tecnologie esistenti che possono salvare migliaia di vite. Il carbone causa danni irreparabili ed è tempo per l’Unione di definire i tempi per il superamento di questa fonte energetica”.

Parole dure che sottolineano la miopia dell’Unione Europea. Ed evidenziano ancora di più la differenza tra quanto è possibile fare per difendere la salute dei cittadini europei e quello che l’Unione Europea vuole concedere per tutelare gli interessi dell’industria del carbone.

Un dato che emerge anche dall’iter di approvazione delle nuove regole. Per mettere a punto la proposta finale, che dovrebbe poi essere in vigore dal 2020 al 2029, un gruppo di esperti si riunirà, infatti, tra l’1 e il 9 di giugno. Per l’occasione, al tavolo dei negoziati, siederanno anche i rappresentanti delle industrie più inquinanti, essendo stati inclusi nelle delegazioni nazionali degli Stati Membri, come dimostrato da un precedente report di Greenpeace, “Smoke and Mirrors – I più grandi inquinatori d’Europa si dettano le regole”.

Tuttavia, l’appoggio quasi incondizionato di Bruxelles alle energie fossili, nonostante pagine e pagine di buone intenzioni targate UE sulle rinnovabili ed il loro relativo implemento, emerge anche da un nuovo studio del Fondo Monetario Internazionale. Che si interroga sul volume dei sussidi che i governi concedono alle compagnie che producono combustibili fossili. Svelando che questo tipo di industria è destinataria dell’equivalente di 10 milioni di dollari al minuto di sovvenzioni, pari a 5.300 miliardi di dollari l’anno. Al netto delle tasse e dei costi non pagati da chi inquina per bruciare carbone, olio e gas. La cifra annuale, definita “scioccante” dal FMI, nel 2015 supererà quella della spesa sanitaria di tutti i governi del mondo e rappresenterà il 6,5% del Pil mondiale.

Secondo lo studio, il combustibile che riceve le maggiori sovvenzioni, a causa degli alti danni ambientali che produce e per il fatto che nessun Paese metta in atto accise significative sul suo consumo, è il carbone, con poco più della metà del totale. Il petrolio, dato il suo grande uso per i trasporti, ottiene un terzo dei sussidi e il gas il resto. La Cina è il Paese che fornisce la maggior parte di queste sovvenzioni (2.300 miliardi di dollari), seguita da Usa (700 miliardi) e Russia (335 miliardi). L’Unione Europea riconosce invece sussidi per 330 miliardi.

Non servono ulteriori dati per capire come questo meccanismo scoraggi gli investimenti in efficienza energetica e rinnovabili.

Ma non servono neanche ulteriori e approfondite riflessioni per immaginare che l’impatto fiscale, ambientale e sul welfare di una ipotetica riforma del sistema di questi finanziamenti potrebbe essere enorme. Eliminare le sovvenzioni nel 2015, infatti, potrebbe aumentare le entrate dei governi di 2,9 miliardi di dollari (3,6% del Pil mondiale), tagliare le emissioni globali di carbonio di oltre il 20% e ridurre del 55% le morti premature legate all’inquinamento dell’aria salvando così 1,6 milioni di vite ogni anno. Scenario ipotetico, appunto. Perché, come d’abitudine, senza la volontà politica il sistema è destinato a perpetrarsi.

Beatrice Credi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

settembre 15, 2016

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

Mai provata un’auto a emissioni zero? Come ha scritto il direttore editoriale di Greenews.info, Andrea Gandiglio, al rientro dalla 7° ECOdolomites, “è un’esperienza assolutamente da provare e suggerire a chiunque”. Il giorno del Battesimo Elettrico, per molti milanesi, potrebbe essere Sabato 17 settembre all’appuntamento che Share’ngo ha organizzato dalle 9.30 alle 13.00  presso l’Isola Digitale [...]

Accordo ENEA e Ministero della Difesa per l’efficientamento degli edifici militari

settembre 15, 2016

Accordo ENEA e Ministero della Difesa per l’efficientamento degli edifici militari

L’efficientamento energetico del Policlicnico militare del Celio a Roma, uno dei maggiori ospedali italiani, sarà il primo atto dell’accordo di collaborazione fra ENEA e Ministero della Difesa. Il protocollo d’intesa firmato l’altro ieri a Roma dal Presidente ENEA Federico Testa e dal Sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano prevede la riqualificazione e l’efficientamento energetico di edifici [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende