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Energy Way: algoritmi e big data per ridurre i consumi e fare educazione al risparmio

marzo 20, 2019 Campioni d'Italia, Rubriche

Numeri per fare i conti, ma anche per difendere l’ambiente. Merito degli algoritmi che fanno risparmiare sul prezzo della bolletta e sui consumi. Sono le formule matematiche ed ambientali proposte dalla Energy Way, azienda modenese con la missione di far risparmiare energia alle imprese e formare gli studenti con i programmi educativi di coding e analisi dati per la sostenibilità, come #alloraspengo.

A dir la verità non mancano, in ogni scuola di ordine e grado – e pure tra le attività di associazioni ed enti pubblici – le lezioni sul risparmio. Ma troppo spesso dominano l’eccessiva semplificazione e banalizzazione del problema. Quella dei giovani modenesi – cresciuti esponenzialmente, fino ad arrivare a 35 dipendenti e collaboratori, con più di 2 milioni di fatturato (che intendono far salire a 4 nel 2019) – raggiunge invece un livello di professionalità molto alto e piuttosto raro sul mercato.

Ne abbiamo parlato con Giovanni Anceschi, socio e direttore operativo dell’azienda, che segue il programma #alloraspengo: “Il nostro metodo ci porta a costruire in classe un quadro di efficienza attraverso una rappresentazione grafica molto diretta nella comunicazione e frutto dell’utilizzo di una grande mole di dati“. Poche chiacchiere e tanti numeri come sottolinea il manager: “Il progetto nasce dall’idea di mettere al centro i dati per perseguire un risultato di sostenibilità. Otteniamo la misura di calcolo dei consumi energetici e realizziamo un dispositivo basato sul sistema Arduino“.

Si scende così nell’operativo, nel learning by doing, visto che poi il dispositivo viene installato dagli studenti sul contatore della scuola. Viene programmato con codici “open source” e il dato di consumo diventa immediatamente disponibile. In tempo reale, così  ci si rende conto della quantità e da cosa è composto il dato di consumo. Se pensiamo alla difficoltà di lettura delle bollette diventano subito evidenti le potenzialità di uno strumento che permette di capire come correggere il tiro sul fronte dei consumi.

Ma i numeri vanno capiti, interpretati e spiegati perché significhino qualcosa e guidino l’azione. “E’ prevista anche una campagna di comunicazione con gli studenti – aggiunge Giovanni - Finora abbiamo ottenuto un risparmio del 30% dei consumi. Si agisce sul livello comportamentale: spegnere le luci e i dispositivi elettronici come lavagne e computer, quando non servono”. I numeri, quindi, servono per dare una dimensione tangibile all’azione e “fare proprio il fenomeno”.

Energy Way è in campo dal 2013 quando Fabio Ferrari, CEO e fondatore, ha iniziato a porre le basi di questa impresa innovativa che dialoga con grandi operatori del settore e con marchi che intendono perseguire la sostenibilità ambientale, a partire da quelli dell’Emilia Romagna: da COOP a Hera, da Bper a Technogym. ”Si è nati con l’idea di portare efficienza ed ottimizzare l’esistente più che puntare sui grandi investimenti. Aumentare l’efficienza per incrementare i ricavi”, spiega il direttore operativo. “Dall’efficienza energetica abbiamo poi diversificato in altri settori, applicando i nostri algoritmi al mondo della ceramica, dei servizi – addirittura della pallavolo, per migliorare l’esperienza sportiva dei tifosi! Siamo sicuramente trasversali…”. La matematica è la chiave, poi sviluppiamo gli algoritmi per ogni specifico settore – spiega Giovanni – Abbiamo, per esempio, lavorato sul funzionamento di un termovalorizzatore, migliorandone il rendimento, con benefici anche dal punto di vista ambientale, in quanto si riducono le emissioni inquinanti. Utilizziamo reti neurali che applichiamo in contesti molto diversi”.

Alle scuole Energy Way propone anche programmi dedicati alla mobilità sostenibile. “Ad iniziare dal car pooling“. Poi “utilizziamo gli strumenti open di Google per dimostrare il potenziale che uno studente potrebbe raggiungere in termini di risparmio energetico” sottolinea Anceschi. Alle aziende sono invece dedicati workshop ad hoc. “Utilizziamo Raspberry, un micro computer che costa 40 euro con tutte le caratteristiche open source, basato su Linus. Consente di programmare controlli automatici”.

In questa start up modenese che sta diventando grande c’è grande diversità di proposte e tanta voglia di crescere e far crescere: “Siamo sempre alla ricerca di menti: lavoriamo spesso con studenti che vengono poi qui a fare la tesi di laurea. Ora stiamo cercando profili più esperti, dediti alla data science“.

Gian Basilio Nieddu

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