Home » Bollettino Europa »Rubriche » Eradicare. La soluzione finale UE sugli ulivi pugliesi con Xylella:

Eradicare. La soluzione finale UE sugli ulivi pugliesi con Xylella

maggio 4, 2015 Bollettino Europa, Rubriche

L’Unione Europea ha chiesto “rigide misure di eradicazione” nelle aree infette per combattere la Xylella fastidiosa che minaccia gli olivi della Puglia. È finita con questa decisione la riunione del Comitato per la Salute UE durante la quale la sola opposizione dell’Italia nulla ha potuto contro i tecnici di Bruxelles. Sono mesi che la regione italiana è nell’occhio del ciclone, in un susseguirsi di dichiarazioni e cambi di prospettiva che non hanno fatto altro che creare confusione attorno ad una vicenda già di per sé complicata. Cerchiamo allora, senza la pretesa di avere risposte e soluzioni, di fare un po’ di chiarezza, provando a rispondere a qualche domanda.

Prima di tutto dobbiamo capire di cosa parliamo; che cos’è la Xylella fastidiosa e come si è verificato il contagio?

Era il 2013 quando negli oliveti del Salento alcuni alberi iniziano a deperire misteriosamente. Le foglie e i rami si seccano, la corteccia si sfalda e poi gli alberi muoiono. Il fenomeno si fa sempre più vasto. La European Plant Protection Organization (EPPO) avvia immediatamente un’indagine. Il servizio Fitosanitario Regionale viene mobilitato assieme a numerosi ricercatori dell’Università di Bari e dell’Istituto di Virologia Vegetale del CNR per scoprire la causa di questa malattia. Individuata principalmente in un batterio di nome Xylella fastidiosa, più eventualmente associato ad altri agenti quali alcuni funghi e insetti del legno. Il ceppo batterico è arrivato in Salento e evidentemente ha trovato condizioni epidemiologiche ottimali: clima, un ospite sensibile e molto diffuso, l’olivo, e un vettore naturale molto efficiente, il Philaenus spumarius, volgarmente noto come sputacchina.

Questo batterio è davvero così pericoloso?

Si tratta della prima volta che viene identificato in Italia. Ma da molto tempo è presente nei vigneti californiani e di altri Paesi del continente americano, dove è responsabile di gravi danni economici. Rilevante anche il fatto che, prima della Puglia, la Xylella era praticamente assente in Europa. Come sia arrivata nel Salento, è quasi un mistero, ma poco importa. Ciò che davvero vale la pena sottolineare è che questo agente è molto pericoloso. A tal punto che i protocolli UE lo classificano come un patogeno da quarantena. Suonato quindi questo campanello, le autorità scientifiche hanno lanciato l’allarme per una possibile diffusione dell’infezione ad altri territori.

Chi fa parte del fronte più radicale e perché preme così fortemente per l’abbattimento degli olivi?

Il terrore della diffusione della malattia, unito, forse, alla rigidità della normativa e burocrazia europea fanno in modo che il piano proposto fin da subito dall’UE e dagli esperti nazionali sia drastico e senza appello: estirpare le piante infette instaurando una zona di quarantena. Vengono inoltre stabilite varie “misure agronomiche da attuare negli oliveti” (arature, potature regolari, falciature) e un “piano di controllo della cicalina vettrice” mediante l’applicazione di insetticidi sistemici. Anche l’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, rilascia un parere tecnico-scientifico – che è bene ricordare si basa su valutazioni nazionali – con il fine di impedire ogni possibilità di contaminazione al di fuori delle zone colpite.

Cosa sostengono, invece, quelli che vorrebbero un approccio meno aggressivo?

Su questo fronte ci sono prima di tutto gli agricoltori locali. I quali subiscono un impatto sia psicologico che economico. Molti di questi olivi sono centenari, veri e proprio monumenti viventi; quindi, la loro esistenza è da un lato una fonte di sostentamento ma dall’altro un simbolo di identità, storia e cultura. Se a essere infettate fossero altre coltivazioni estensive, non caratterizzate da una tipicità e destinate a un mercato mondiale, l’approccio di eliminare anche l’ultimo filo d’erba, se certi della sua efficacia, potrebbe, in estrema ratio, anche essere facilmente accettato. Tuttavia, quello che viene sottovalutato dai burocrati di Bruxelles è il significato intrinseco di quegli olivi e di quel particolare habitat naturale. In questa strategia manca, cioè, la consapevolezza di essere davanti ad un prodotto locale d’indubbio valore. Intaccare la produzione di olio di oliva vorrebbe dire minacciare un fiore all’occhiello del nostro Paese. Da difendere e preservare. Inoltre, attualmente, non sono previsti indennizzi per i proprietari di oliveti che stanno andando incontro ad espianti forzati.

Le proposte meno radicali, partono da un dato di fatto. Se la malattia è causata da un complesso di fattori, perché focalizzarsi tanto sulla Xylella? Tra i rimedi alternativi si suggeriscono diversi metodi agronomici come arare e diserbare il terreno per contrastare il ciclo biologico del vettore e favorire lo sviluppo di suoi predatori naturali. Questi interventi mirerebbero anche a rinvigorire lo sviluppo degli alberi, rendendoli eventualmente più tolleranti all’infezione del batterio. Tuttavia, vista la vastità delle aree da controllare, è utopistico sperare che tali pratiche bastino da sole. Anche il massiccio uso di insetticidi chimici sarebbe da scartare considerando il connesso rischio di inquinamenti della falde acquifere e il danneggiamento della fauna selvatica. Per controllare il batterio si stanno poi valutando misure alternative all’eradicazione come specifiche potature, per tentare di risanare gli alberi colpiti. Allo scopo di arginare le coinfezioni di funghi del legno vengono infine proposti anche trattamenti a base di calce e rame.

Quali decisioni sono già state prese e quali potranno essere gli scenari futuri?

Di tempo ne è passato parecchio e la situazione è sempre più complessa. L’Unione Europea ha detto di eradicare, poi solo trattare, poi estirpare di nuovo. E anche il fronte di quelli che non sono d’accordo con il taglio degli ulivi non offre comunque valide idee alternative. A testimonianza del fatto che si tratta di un fenomeno talmente nuovo e tuttora scarsamente conosciuto per l’Italia, e non solo, che anche il mondo scientifico è pressoché senza pratiche soluzioni. E senza fondi per poter avviare specifiche ricerche. A metà del mese di aprile sono state abbattute le prime piante ed è stato imposto un embargo a numerose specie vegetali provenienti dal Salento, per prevenire la diffusione del batterio. Poi l’ultimissima decisione dell’UE. Gli esperti degli Stati membri – riuniti nel Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF) – hanno approvato le misure proposte dalla Commissione per prevenire l’ulteriore introduzione e la diffusione all’interno dell’Unione della Xylella fastidiosa. Le nuove misure dell’UE impongono agli Stati membri di notificare la comparsa di nuovi focolai, di effettuare appropriati monitoraggi e altre indagini ufficiali, e di delimitare immediatamente le zone infette. Riguardo la situazione nella regione Puglia, in una zona cuscinetto a Nord del Salento fra Lecce e Brindisi, verranno applicate misure di eradicazione rigorosissime che comprendono la rimozione e la distruzione degli eventuali olivi colpiti e di tutte le piante potenzialmente suscettibili, anche se sane, nel raggio di 100 metri. A garanzia di questa fascia che dovrà rimanere obbligatoriamente indenne, più a Sud ne verrà predisposta un’altra di sicurezza con una larghezza di 20 km e che unirà sempre la costa ionica e adriatica. In tal caso resta l’obbligo di abbattere solo gli alberi malati ma comunque di testare tutti quelli circostanti entro un diametro di 100 metri. Infine, riguardo le zone infette della provincia di Lecce, in cui l’eradicazione non è più possibile, non si rende più obbligatorio l’estirpo degli olivi affetti ma solo misure agronomiche di contenimento. Decisione ammorbidita rispetto alla proposta originaria. Durissima comunque la posizione di Francia, Grecia, Spagna e Portogallo, gli altri Paesi mediterranei. Alcuni dei quali avevano chiesto, in uno spirito molto poco “comunitario”, il blocco all’import di tutti i prodotti ortofrutticoli pugliesi.

Beatrice Credi

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Mercato del gas: soluzioni più sostenibili ed efficienti per la transizione energetica. La visione di E.ON

settembre 1, 2020

Mercato del gas: soluzioni più sostenibili ed efficienti per la transizione energetica. La visione di E.ON

Il gas naturale è da tempo una delle principali fonti energetiche del mondo e potrebbe ulteriormente acquisire un ruolo chiave nella “transizione energetica”, come recentemente evidenziato dal Global Gas Report 2020 di International Gas Union (IGU), BloombergNEF (BNEF) e Snam e, sul fronte italiano, dalle proiezioni dello Studio Confindustria – Nomisma Energia “Sistema gas naturale [...]

Circularity, il motore di ricerca per far incontrare domanda e offerta di rifiuti

giugno 26, 2020

Circularity, il motore di ricerca per far incontrare domanda e offerta di rifiuti

Circularity, start up innovativa fondata nel 2018 con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo dei rifiuti in Italia, ha lanciato il primo motore di ricerca per raccogliere informazioni e concludere transazioni che consentano alle imprese industriali di attivare processi di economia circolare e gestire i rifiuti come una risorsa e non soltanto come un costo e [...]

Condizionamento dell’aria e “povertà energetica”. Dati preoccupanti dallo studio di Ca’ Foscari

giugno 4, 2020

Condizionamento dell’aria e “povertà energetica”. Dati preoccupanti dallo studio di Ca’ Foscari

L’uso del condizionatore gonfia notevolmente le bollette elettriche delle famiglie, con importanti conseguenze sulla loro “povertà energetica”. Lo rivela uno studio condotto da un gruppo di ricerca dell’Università Ca’ Foscari Venezia e del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), appena pubblicato sulla rivista scientifica Economic Modeling. Studi precedenti realizzati negli Stati Uniti stimano un incremento [...]

CONAI e Università della Basilicata: un’opportunità per 80 giovani laureati

giugno 4, 2020

CONAI e Università della Basilicata: un’opportunità per 80 giovani laureati

E’ in fase di partenza l’edizione 2020 del progetto Green Jobs, nato per promuovere la crescita di competenze e sensibilità nel settore dell’economia circolare attraverso attività formative sul territorio: CONAI e l’Università degli Studi della Basilicata daranno, anche quest’anno, la possibilità a ottanta laureati della Regione di partecipare gratuitamente a un iter didattico per facilitare [...]

Non dimentichiamo l’usato: vale 24 miliardi di euro l’anno

maggio 27, 2020

Non dimentichiamo l’usato: vale 24 miliardi di euro l’anno

Quanto la second hand economy sia ormai rilevante nell’economia nazionale italiana lo conferma la sesta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da BVA Doxa per Subito, piattaforma leader in Italia per la compravendita di oggetti usati, con oltre 13 milioni di utenti unici mensili, che ha evidenziato come il valore generato da questa forma di “economia [...]

Möves: a Milano al lavoro in eBike

maggio 20, 2020

Möves: a Milano al lavoro in eBike

Anche a Milano finisce il lockdown e nasce Möves (dal gergo dialettale milanese: “muoviamoci“), un progetto dedicato alle aziende del capoluogo lombardo che vogliono agevolare la mobilità in sicurezza dei propri dipendenti. In base ai dati emersi da un censimento, il numero di residenti milanesi che si sposta quotidianamente per recarsi al luogo di lavoro [...]

Superbonus 110%, Gabetti: “previsti 7 miliardi di investimenti per l’efficienza energetica”

maggio 15, 2020

Superbonus 110%, Gabetti: “previsti 7 miliardi di investimenti per l’efficienza energetica”

Tra i provvedimenti varati dal Governo il nuovo “Decreto Rilancio” prevede l’innalzamento delle detrazioni dell’Ecobonus e del Sismabonus al 110% a partire dal 1° luglio 2020, aprendo importanti opportunità di rilancio per il settore immobiliare nel dopo emergenza Covid. “Grazie al ‘Decreto Rilancio’ e al Superbonus al 110% sarà possibile intervenire sulle nostre città con [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende