Home » Bollettino Europa »Rubriche » ETS, il sistema europeo per le emissioni CO2 alla ricerca di una nuova via di mercato:

ETS, il sistema europeo per le emissioni CO2 alla ricerca di una nuova via di mercato

luglio 13, 2015 Bollettino Europa, Rubriche

L’Unione Europea arriverà ai  negoziati sul clima di Parigi con un nuovo meccanismo del mercato europeo delle emissioni di CO2 (ETS – Emissions Trading System). Durante l’ultima Plenaria il Parlamento UE ha infatti approvato – ma serve ancora il via libera del Consiglio – la cosiddetta ‘riserva di stabilità’ che servirà a ridurre il surplus dei diritti di emissione destinati al mercato, al fine di sostenerne il prezzo e facilitare così la riduzione delle emissioni di carbonio.

Ma a cosa si deve la decisione di operare dei cambiamenti al sistema? Facciamo un passo in dietro. Per capirlo dobbiamo tornare a dieci anni fa, quando l’UE ha deciso di utilizzare un meccanismo di mercato e di scambio per regolare la questione delle emissioni di CO2 nei Paesi Membri. Ogni anno, quindi, le quote di emissioni vengono ripartite tra i diversi Stati, che a loro volta le dividono tra i i vari soggetti coinvolti, come gli impianti industriali della chimica o dell’energia. Un modo per determinare la quantità massima di inquinamento possibile, definendo quanto ogni Paese può emettere e la soglia oltre la quale non si dovrebbe andare. Succede, però, che c’è chi raggiunge il tetto consentito e chi ne resta al di sotto. Questi ultimi possono quindi vendere le loro quote rimanenti a chi invece ha prodotto più CO2.

Venendo al costo economico, inizialmente, il prezzo era fissato intorno a 35 Euro a tonnellata di CO2 emessa. Tuttavia, anche a causa della crisi che ha spinto le aziende a contrarre la loro produzione, il numero delle quote è cresciuto notevolmente. Di conseguenza il mercato si è trovato in una condizione di elevata offerta – con una stima di oltre 2 miliardi di quote eccedenti – non assorbita dalla domanda. Il prezzo della CO2 è così crollato vertiginosamente arrivando a 7 Euro a tonnellata. Un meccanismo perverso che ha creato un fenomeno ancor più pericoloso. È diventato più conveniente acquistare quote piuttosto che ridurre le emissioni.

Torniamo così al punto di partenza, alla riforma del sistema. Una modifica che cerca di correggere il percorso che il mercato del carbonio ha imboccato. La  ‘riserva di stabilità‘ appena votata e che entrerà in vigore nel 2019, infatti, ha il compito di ridurre il numero delle quote e farne risalire il prezzo. Come è presto detto. Il nuovo sistema preleva in automatico dal mercato una frazione di quote di permessi di emissione se l’eccedenza supera un certo tetto, e la mette in una riserva di stabilità. Dalla quale saranno riprese e rimesse sul mercato nel momento in cui si presenterà questa esigenza. A entrare nella riserva saranno anche 900 milioni di quote di CO2 già rimosse dal mercato.

Le opinioni sulla manovra oscillano tra quelli che pensano che finalmente chi inquina di più tornerà a pagare di più, e i contrari che la considera nient’altro che uno specchietto per le allodole creato per non affrontare l’emergenza climatica. Molti sostengono, infatti, che il sistema degli ETS non abbia funzionato perché non ha ridotto le emissioni e il mondo industriale non è stato incentivato a investire in tecnologie a minore impatto ambientale. Sono i sostenitori della carbon tax o dell’incorporazione nell’IVA, con un’aliquota differente a seconda di chi inquina di più, del peso della CO2 per ciascun prodotto o servizio. I dubbi sull’ETS sorgono poi anche circa le speculazioni economiche alle quali il sistema presta il fianco, trattandosi di un mercato multimiliardario notevolmente partecipato dal punto di vista finanziario.

A questo proposito si è pronunciata anche la Corte dei Conti UE in un rapporto appena pubblicato. Dichiarando, sostanzialmente, che l’ETS deve essere gestito meglio. Il monito parte da una constatazione: legato a questo sistema esiste un’evasione di 5 miliardi di Euro a danno dei contribuenti europei. La Corte segnala, inoltre, “problemi con il quadro per la tutela dei permessi e con l’attuale implementazione del sistema”. Il documento raccomanda la necessità di migliorare la regolamentazione del mercato e la vigilanza, in modo da aumentare la fiducia degli investitori e l’uso di ETS come strumento della politica ambientale dell’UE. E conclude che il sistema ha fatto passi avanti rispetto alla sua creazione, ma si può fare ancora molto in una serie di aree, come i controlli dell’apertura dei conti ETS, il monitoraggio delle transazioni, la supervisione del mercato e la verifica dei livelli di emissioni negli impianti.

Da sottolineare, infine, che la Commissione Europea presenterà il 15 luglio una proposta di riforma strutturale del sistema ETS che riguarda gli interventi di riduzione di CO2 fino al 2030. Questa sarà una misura di lungo periodo per cercare di avere almeno un calo del 43% dei gas serra.

Beatrice Credi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

novembre 17, 2017

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

Dalla naturale evoluzione del Forum Nazionale Rifiuti – promosso a livello italiano da Legambiente Onlus, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club – che negli ultimi tre anni è stato l’evento di riferimento sulla gestione sostenibile dei rifiuti in Italia, nasce l’”EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte”. L’EcoForum piemontese si svilupperà, il 22 novembre 2017, in occasione della Settimana Europea per [...]

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

novembre 16, 2017

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

Apre al pubblico nella mattinata di oggi, a Torino, la trentesima edizione di Restructura, uno dei punti di riferimento fieristici in Italia nel settore della riqualificazione, del recupero e della ristrutturazione in ambito edilizio. Un osservatorio privilegiato per professionisti e visitatori che dal 16 al 19 novembre 2017 all’Oval del Lingotto Fiere avranno l’opportunità di confrontarsi con i protagonisti del [...]

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

novembre 15, 2017

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

La fine di una triste era dell’energia in Italia ha bisogno anche di simboli. Sogin ha completato nei giorni scorsi lo smantellamento del camino della centrale nucleare del Garigliano (Caserta), una struttura tronco-conica in cemento armato alta 95 metri, con un diametro variabile dai 5 metri della base ai 2 metri della sommità. La struttura, [...]

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

novembre 15, 2017

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

“Dobbiamo diffondere le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni” ha ribadito Kai Zosseder della Technical University of Munich, leader del progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), aprendo la mid-term conference del 7 novembre scorso, a Salisburgo. “Ma per ora – ha aggiunto – il potenziale della geotermia a bassa [...]

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

novembre 13, 2017

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

Si chiama DEMOSOFC il progetto europeo che sta per dare il via all’impianto con celle a combustibile alimentate a biogas più grande d’Europa. Si tratta di un impianto di energia co-generata recuperando i fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue di Torino, da cui, grazie alla digestione anaerobica e alle fuel cell, le [...]

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

novembre 10, 2017

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

Cotton fioc, frammenti, oggetti e imballaggi sanitari, tappi e cannucce sono i rifiuti più presenti sulle nostre spiagge. La causa è da attribuire principalmente ad abitudini errate da parte di consumatori e imprese. Quello che in molti però non sanno è che anche questo tipo di rifiuto potrebbe essere avviato a riciclo, con vantaggi sia [...]

Gruppo Sanpellegrino pubblica il primo report sul “valore condiviso”

novembre 10, 2017

Gruppo Sanpellegrino pubblica il primo report sul “valore condiviso”

Il Gruppo Sanpellegrino, leader italiano del settore beverage e acque minerali, con 1.500 dipendenti e 900 milioni di euro di fatturato, ha realizzato, per la prima volta, un Report sulla “creazione di valore condiviso”, per raccogliere e diffondere i dati relativi alle azioni di CSR (corporate social responsibility) avviate negli ultimi anni. Dal quadro tracciato [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende