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Far suonare il Po come uno “Stradivari”: il turismo lungo il fiume del Capitano Landini

gennaio 24, 2018 Campioni d'Italia, Rubriche

Il fiume gli ha dato tanto: prima la pesca e il divertimento, da bambino, poi il lavoro, come dipendente all’agenzia AIPO, e la fama, con la vittoria di svariati campionati mondiali ed europei di motonautica. Per questo il capitano Giuliano Landini ha deciso di “ripagare” i doni del Po facendolo conoscere meglio e raccontandolo ai turisti di tutto il mondo, al timone della sua motonave Stradivari.

Landini crede nelle opportunità del “nuovo turismo”, attivo e responsabile, oltre che intermodale, dove magari si arriva sulle sponde del fiume in sella ad una bici – come potrebbe presto succedere grazie all’interazione con la ciclovia VenTo, che collegherà Venezia a Torino lungo l’asta del Po. “Qualcosa si sta muovendo in questa direzione – spiega il comandante – Io ho dato il mio contributo partecipando ad eventi istituzionali dove abbiamo spinto per l’uso promiscuo di bici e motonave perché c’è un buon bacino di utenti che richiede questa tipologia di turismo, ma bisogna metterlo a sistema, stringere relazioni, lavorare con le istituzioni. Sono convinto che ci sarà ed assisteremo ad una crescita esponenziale di questo genere di vacanze”.

Non bastano però le brochure e le benedizioni dei sindaci, servono emozioni e infrastrutture. Giuliano ha studiato bene la ricetta: “Bisogna saper raccontare la poesia del fiume, e poi assicurare, a chi fin qui deve arrivarci, una pedalata in totale sicurezza con una ciclabile lontano dal traffico e soprattutto dalle polvere sottili, sulle sponde limitrofe all’alveo”.

Un “pacchetto” turistico che sembrerebbe dal gusto molto straniero, in particolare dei nordici, che amano pedalare all’aria aperta e fruire del paesaggio e dell’enogastronomia. Eppure, ci racconta a sorpresa il Capitano, “al momento le richieste sono soprattutto da italiani, serve una piattaforma per promuovere il nostro fiume all’estero e garantire una pluralità di servizi. Ci sono già degli stranieri che si muovono per conto loro, ma è fondamentale intercettare agenzie e tour operator specializzati nel cicloturismo fluviale”.

Ma una volta parcheggiata la bici e saliti a bordo, come prosegue l’esperienza? “A bordo dello Stradivari facciamo toccare la natura con mano, intendiamo farla conoscerla dal di dentro, siamo sempre a contatto con l’acqua e io racconto questa situazione dinamica e non statica. Una conoscenza fermentata lungo tre generazioni, a partire da mio nonno. Sa, sono molto ‘gettonato’ perché come lo racconto io il fiume… con leggende, aneddoti, personaggi, i cambiamenti, la qualità dell’acqua, il riapparire della fauna autoctona!”. Non è presunzione, la passione di Landini la senti nella voce quando ti racconta il suo fiume, il Po come contenitore di eccellenze uniche, con i paesaggi, la storia, i monumenti, il cibo. Un patrimonio naturale, culturale ed economico enorme, che fino ad ora non siamo ancora stati in grado di valorizzare adeguatamente.

I tematismi, spesso collegati a singole nicchie turistiche, sarebbero infiniti, ma andrebbero tutti legati in una grande treccia. Il Capitano non si ferma però a sognare teorie di marketing territoriale in astratto, ha chiari gli esempi virtuosi a cui ispirarsi e le criticità da risolvere: “Il modello è quello del Danubio, dove c’è un marchio solo e regole uniche in uno spazio che tocca 14 Stati; da noi cambia la norma dove metti piede e sono interessate 4 regioni e 13 province“.  La frustrazione della burocrazia italiana non mina però la sua determinazione, che rimane salda: “Il Po mi ha dato tanto, ho girato il mondo grazie al fiume. Ora devo ricambiare portando fuori dagli argini la nostra cultura con la navigazione, la gastronomia locale e la bici“.

E se per raggiungere l’obiettivo serve qualche suggestione, anche romantica, ben venga. La motonave più grande del Po, grazie al suo ampio ristorante e a tutti i comfort di viaggio, a San Valentino 2018 inviterà gli innamorati a trascorrere un’originale serata sul fiume, al ritmo di jazz e con qualche ispirazione ai “cugini francesi” e al fascino dei bateaux mouches parigini degli anni ’40. Ma il menu parlerà, come sempre, italiano, con accento romagnolo: scaglie di grana all’aceto balsamico, fiocco di culatello, lasagnette, cosciotto di maialino e variante per vegetariani e celiaci.

Gian Basilio Nieddu

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