Home » Rubriche »Very Important Planet » Fare arte in bicicletta. Intervista a Raphael Franco:

Fare arte in bicicletta. Intervista a Raphael Franco

ottobre 28, 2011 Rubriche, Very Important Planet

Raphael Franco è un artista visivo brasiliano, nato a San Paolo e residente a Londra dal 2007. Nel suo lavoro esplora il rapporto tra uomo e natura, riflettendo sul modo in cui ci relazioniamo con il mondo fisico intorno a noi e lo trasformiamo. Entusiasta, comunicativo e curioso per natura, Raphael ha trascorso quattro mesi a Biella alla Fondazione Pistoletto Cittadellarte nell’ambito della residenza per artisti UNIDEE, realizzando un progetto artistico che unisce mobilità sostenibile, arte relazionale e ricerca psicogeografica.

D) Raphael, che cosa hai realizzato a Biella in questi quattro mesi?

R) Tante cose… (ride) Io sono arrivato a Biella, sapendo poco del contesto in cui mi sarei trovato. Sapevo che avrei sviluppato un progetto artistico attraverso la bicicletta e il coinvolgimento della comunità. L’obiettivo principale era per me conoscere il territorio attraverso i suoi abitanti e conoscere le persone nel loro contesto, coinvolgerli nella mia ricerca. Il fine ultimo è quello di attivare un interesse nel permettere agli altri di guardare la loro stessa città in una modalità diversa e stimolarli ad andare in bicicletta insieme.

D) Il tuo progetto si chiama Cyclingscaping, che è una bella unione di termini come landscaping and cycling, una sorta di viaggio nel paesaggio però in bicicletta…

R) Il progetto si propone di approfondire le nozioni di identità visiva e i modi di vivere il paesaggio urbano e naturale attraverso l’interazione tra artisti, appassionati di bicicletta e gli abitanti di Biella di tutte le età. Tutto parte dalla bicicletta come mezzo di trasporto sano e green, e poi il resto si è svolto attraverso incontri informali e gite in bici in cui le persone hanno potuto raccontare e condividere con me e tra di loro le relative esperienze in merito alla città e i suoi dintorni, la sua storia e i suoi luoghi. Il risultato di questo progetto creativo e collaborativo è stato una mappa ciclistica informale di Biella e dintorni.

D) La bicicletta è dunque l’asse portante del tuo progetto…

R) La bicicletta è uno strumento significativo per lo sviluppo della mia ricerca, perché è green e sostenibile ma è anche sociale. E’ perfetta per immergersi nello spazio, sia urbano che naturale, in una modalità agile e discreta. Inoltre, aumenta la consapevolezza del nostro movimento all’interno dello spazio pubblico e come la prospettiva cambia in relazione alla posizione geografica. Nello stesso tempo è un mezzo che permette condivisione, è possibile parlare e dialogare mentre si va in bicicletta, è un mezzo “socievole”.

D) In macchina non succede, vero?

R) Se vai in macchina, non c’è un’interazione con lo spazio, è una scatola. La macchina permette una visione bidimensionale, vedi qualcosa come in un film, tu non sei dentro alla realtà, anche i suoni cambiano. Quando sei in bicicletta  sei esposto, tutto cambia e interagisce con te. Il clima, il suono, i profumi. L’arte per me è sensoriale, tutti i cinque sensi devono rientrare nella mia arte. La bicicletta incarna una funzione del tuo corpo che riguarda uno scambio di cose, c’è uno scambio di energia, tu dai e ricevi energia con lo spazio. Senza invaderlo.

D) Cioè?

R) Pensa a città molto ben strutturate urbanisticamente, come Amsterdam, Copenaghen, Bordeaux. Sono città completamente armoniche. Perché? Perché c’è spazio per la bicicletta e ogni strada ha una pista ciclabile. In queste strade sono contemplati il passaggio di auto, tram, bus e biciclette. E’ democratico. La bici non occupa spazio, è un mezzo individuale. Se sei solo, guidi e poi parcheggi la macchina, in realtà stai occupando lo spazio di cinque persone – di cui quattro non ci sono! E’ stato recentemente condotto uno studio, a San Paolo, che dimostra come la maggioranza della popolazione che usa la macchina, vada da sola o con al massimo due persone: è uno spreco di spazio, di benzina, quindi uno spreco di energia che non è rinnovabile.

D) Quale impatto ha quest’esperienza sulla società? Tu parli di casi singoli, ma come può il grande pubblico essere influenzato da questa nuova modalità di pensare e muoversi?

R) Io sono interessato a un processo che si attiva. Penso di aver attivato una cosa nuova a Biella. Non stiamo parlando di grandi numeri, 30 persone sono state toccate direttamente e coinvolte dal mio progetto. A Biella adesso c’è più gente di prima che va in bicicletta, che guarda la sua città in un modo diverso. In qualche modo si è attivata una consapevolezza nuova. Ed è questo ciò che rimane, oltre ovviamente alla mappa che è anche importante. La mappa, che è il risultato di questi mesi di residenza, è importante perché apre possibilità, a chi non sa nulla del progetto, di capire cosa è successo. Ed è una mappa psicogeografica, e interattiva perché chiunque può apporre vari indicatori di gradimento, di pericolosità, sui luoghi che ritiene opportuni. Ma oltre alla mappa, ripeto, credo di aver mosso qualcosa nelle persone che ho incontrato e quello è il risultato più interessante per me.

D) Come vedono, i biellesi che hai conosciuto, il loro paesaggio?

R) Ecco quando si parla di paesaggio, ti dico una cosa curiosa. Io ho vissuto 22 anni a San Paolo e 4 anni a Londra. Quando io penso al paesaggio penso agli edifici, al paesaggio urbano. Quando chiedevo del paesaggio agli abitanti di Biella, per loro era la montagna. Quindi, natura. Quando ho scritto il progetto pensavo che avremmo lavorato sul paesaggio urbano, e invece quando sono arrivato, mi sono trovato di fronte una cultura completamente diversa dalla mia, e per me è stato una sfida, un motore diverso di indagine, perché io parlavo di paesaggio e la maggior parte delle persone rispondevano: montagna. L’atteggiamento delle persone riguardo a questa città è comunque controverso: da un lato c’è un rifiuto della città, dall’altro un amore verso Biella, verso i suoi edifici. Biella è piena di edifici di archeologia industriale, ma c’è un sacco di gente che non ama quest’architettura, mentre altri ne sono affascinati e li vedono pieni di potenziale.

D) Raccontaci della mappa. Cosa ne è venuto fuori?

R) Posso dividere i luoghi segnalati sulla mappa in 3 categorie: naturali, industriali e quelli legati alla bicicletta in senso stretto. Nei luoghi naturali ci sono le 3 riserve naturali, Baragge, Bessa e Burcina, poi come dicevo gli ex-edifici industriali. Tra i luoghi della bicicletta, invece, il più caro per me è “Gervasio”, che è una leggenda a Biella. Gervasio è un signore di 83 anni che da quando ne aveva 12, lavora con la bicicletta. Ha un ciclificio appena fuori città, che è il più grande del circondario. Lui lavora con famiglie, immigrati, studenti che usano quotidianamente questo mezzo, cioè con tutti coloro che usano la bicicletta come mezzo di trasporto. E’ un guru della bicicletta. Lavora da lunedì a venerdì al suo negozio e nel fine settimana esce con “la sua squadra”, di ben 60 atleti. Principalmente con bici da corsa ma anche mountain bikes. Grazie a lui ho sviluppato il progetto con un carretto, che poi è confluito in un video, esposto alla Fondazione. Ho legato alla bici un carretto e ho montato sul fondo del carretto uno specchio convesso rivolto verso la bici e di fronte la mia telecamera che girava il video. “Sistema di assorbimento del paesaggio” è un sistema semplice: catturare delle immagini. Quindi  l’immagine nello specchio rifletteva me che andavo in bici e il paesaggio che vedevo, ma nello stesso tempo anche il paesaggio intorno allo specchio che era alle mie spalle e che circondava il carretto stesso. Una visione nella visione. Un gioco con la realtà e con il riflesso della realtà.

D) Qual è l’obiettivo del tuo modo di fare arte?

R) Mostrare che è possibile fare arte in modo non tradizionale, democratico, che coinvolga la comunità, in una modalità salutare, ecologica, divertente e anche costruttiva. Scoprire il posto dove vivi e magari guardarlo in maniera nuova. Il mio ruolo come artista è attivare. Attivare processi di cambiamento, del modo di vivere e di pensare. E’ un po’ utopico ma è possibile. Attivare consapevolezza, responsabilità. Vorrei portare quest’esperienza a Londra e poi a San Paolo, con un altro tipo di attività artistica, ma che parta da questa piccola esperienza di Biella, che è stato come un progetto pilota. Vi lascio con una parola: pedalpower!

Clara Iannarelli

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

LaF TV: una speciale programmazione “green” per l’Earth Day 2018

aprile 19, 2018

LaF TV: una speciale programmazione “green” per l’Earth Day 2018

laF, il canale satellitare del gruppo editoriale Feltrinelli (Sky 139) dedica all’Earth Day di domenica 22 aprile una speciale rassegna a tema “green”, che accompagnerà l’intero daytime di programmazione. Alle 10.55 il documentario “Spira Mirabilis” di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, vincitore del Green Drop Award alla 73ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, esplora i concetti di immortalità e rigenerazione [...]

Global Energy Prize Summit: al Politecnico di Torino il confronto sul mix energetico del futuro

aprile 17, 2018

Global Energy Prize Summit: al Politecnico di Torino il confronto sul mix energetico del futuro

Al Politecnico di Torino arriva la settima edizione del Global Energy Prize Summit. Il 18 aprile scienziati di importanza mondiale, politici ed esperti del settore di otto nazioni si incontreranno all’Energy Center, dalle 9.30 alle 13.00, per discutere delle più urgenti questioni riguardanti energia e clima nella conferenza “Modelisation & simulation of energy mix in [...]

Le tre anime “green” di Vinitaly 2018: Bio, Vivit e Fivi

aprile 14, 2018

Le tre anime “green” di Vinitaly 2018: Bio, Vivit e Fivi

Vini biologici, biodinamici, artigianali, a Vinitaly 2018 – in programma dal 15 al 18 aprile – ogni espressione dell’enologia “ecologica” trova il suo spazio espositivo e commerciale. Anche quest’anno saranno due gli spazi speciali nel Padiglione 8 (quello più “green” del Salone Internazionale del Vino e dei Distillati): VinitalyBio e Vivit – Vite Vignoioli Terroir. A [...]

Green Mobility: il presente dell’elettrico nella visione di Legambiente

aprile 10, 2018

Green Mobility: il presente dell’elettrico nella visione di Legambiente

Una mobilità a emissioni zero, capace di garantire qualità dell’aria e salute, controllo del cambiamento climatico e in grado di innescare meccanismi virtuosi di green economy. Infrastrutture efficienti e mezzi sicuri per cittadini liberi di muoversi, tutti, più di oggi, anche se sempre meno “proprietari” del mezzo. Non è uno scenario futuribile, ma il domani alle [...]

Morini Rent: ecco i primi van elettrici per la logistica “zero emission” di PMI e privati

aprile 4, 2018

Morini Rent: ecco i primi van elettrici per la logistica “zero emission” di PMI e privati

Morini Rent – il gruppo italiano fondato a Torino, che opera dal 1949 nel settore del noleggio di auto, veicoli commerciali e isotermici – arricchisce da oggi la propria offerta allargando la flotta di 2.600 mezzi con i Van Ɛ-Morini Full Electric. Morini Rent metterà dunque a disposizione dei propri clienti i Van Citroën Berlingo [...]

ANIE Rinnovabili: nei primi mesi 2018 crescono fotovoltaico e idroelettrico

aprile 3, 2018

ANIE Rinnovabili: nei primi mesi 2018 crescono fotovoltaico e idroelettrico

Secondo i dati diffusi da ANIE Rinnovabili – l’associazione di Confindustria che raggruppa le imprese costruttrici di componenti e impianti e quelle fornitrici di servizi di gestione e di manutenzione nei settori del fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermoelettrico, idroelettrico e solare termodinamico – nei primi due mesi del 2018 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e [...]

Banca Etica e FS Italiane insieme per riqualificare le stazioni ferroviarie dismesse

marzo 27, 2018

Banca Etica e FS Italiane insieme per riqualificare le stazioni ferroviarie dismesse

Il finanziamento e l’attuazione di progetti per la riqualificazione e il riuso sociale, ambientale e culturale di circa 450 stazioni abbandonate e delle linee ferroviarie dismesse del network di Rete Ferroviaria Italiana. Questi i temi del Protocollo d’intesa firmato ieri a Milano da Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane e da [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende