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Gaetano Mura si prepara al “Solo Round the Globe Record”: cinque mesi in mare in solitario

agosto 3, 2016 Campioni d'Italia, Rubriche

Se stai per mesi in pochi metri quadrati solo in mezzo agli oceani, lontano da terra,  l’arte e la tecnica dello sviluppo sostenibile diventano una necessità e un incredibile laboratorio di nuove pratiche di risparmio. Lo sa bene il navigatore Gaetano Mura che abituato a navigare in condizioni estreme ha sviluppato una sua teoria e molte azioni eco-sostenibili. Conoscenze e competenze che gli saranno utili ad ottobre, quando mollerà gli ormeggi da Cagliari per il Solo Round The Globe Record ovvero il giro del mondo in solitario, senza scalo e senza assistenza in class40, una barca a vela da regata di 12 metri, allestita ad hoc per questa impresa.

Una sfida sportiva per battere il record del cinese Guo Chuan, che ha portato a termine il giro in 137 giorni, ma pure medica, perché il velista di Cala Gonone, località marina che si affaccia sulla costa orientale della Sardegna, sarà monitorato, giorno dopo giorno,  da un gruppo di ricercatori del polo scientifico-ospedialiero di Cagliari, per studiare l’ alterazione delle concentrazioni ematiche e di importanti fattori essenziali per il funzionamento del sistema nervoso, la produzione di forza muscolare e della capacità contrattile del cuore, la frammentazione del sonno con aumento dei tempi di reazione a stimoli visivi, il sistema immunitario. Insomma capire le reazioni del corpo alle stimolazioni estreme. Nei cinque mesi dell’impresa Gaetano Mura utilizzerà la tecnica dei “microsonni”, ossia veglie di 2 ore alternate a sonni di 20 minuti. C’è infatti da stare svegli e ben attenti quando le raffiche di vento vanno oltre i 100 km orari e le onde superano abbondantemente i 10 metri, soprattutto se stai dentro pochi metri quadrati.

Ma un’altra sfida di rilievo è quella di gestire le risorse e ottimizzare i consumi perché durante Solo Round the Globe Record non c’è stazione di rifornimento dove fare il pieno di cibo, acqua ed energia. Un approccio “green” è dunque indispensabile: ”La barca è un microcosmo indipendente in cui la gestione delle risorse è fondamentale per sopravvivere – dice Mura - l’uso parsimonioso dell’energia e dell’acqua é obbligatorio ed è prezioso il cibo: non si butta via niente. Anche il semplice gesto di mangiare una mela equivale all’emozione che ci regalano le pietanze del più rinomato ristorante, in mezzo al mare il cibo si assapora in modo diverso, si percepiscono profumi e gusti mai sentiti prima“. Emozioni che il velista estremo conosce bene: “Quando ritorno a casa, dopo le privazioni della navigazione, l’abitudine scontata e quotidiana di aprire il rubinetto e vedere sgorgare l’acqua abbondante diventa magia. Sono gli effetti di un’esperienza dettata dalla necessità di non sprecare niente, neanche una piccola goccia d’acqua, e ti insegna a non consumare oltre il necessario”.

Nella circumnavigazione del globo Gaetano eviterà di buttare anche solo un grammo di plastica in mare: “piego e ripiego così riduco la poca plastica che ho a bordo e riporterò tutto a terra” – giura il velista, che utilizzerà energie rinnovabili con il pannello fotovoltaico SolbianFlex, che riesce a produrre energia anche in condizioni ambientali estreme. In cambusa troveranno posto i prodotti tipici sardi e di alcuni presidi Slow Food scelti dall’antropologa dell’ alimentazione Alessandra Guigoni. Per cuocere il cibo Mura utilizzerà  poi il SociaLOVEn, forno solare portatile in tessuto e dotato di tecnologia ‘cattura raggi solari’ . Un’innovazione che – spiega l’imprenditrice Daniela Ducato - “consente di cucinare in qualsiasi luogo senza bisogno di energia, se non quella solare, con una portabilità e leggerezza in tema con gli stili di vita contemporanei: attenti all’ambiente”.

Si punta, dunque, alla valorizzazione dei prodotti tipici dell’isola e non solo, come ha sottolineato l’assessore regionale al turismo Francesco Morandi durante la presentazione del progetto nella sede nazionale dell’ENIT, l’ente nazionale del turismo, che sostiene il progetto: “Gli sport del mare, parte consistente della nostra offerta di turismo attivo, sono uno straordinario attrattore di flussi turistici nel corso di tutto l’anno, così come sono uno straordinario veicolo di promozione gli eventi velici che vedono sardi e la Sardegna protagonisti. Attraverso appuntamenti affascinanti e di valore mondiale si crea interesse per la destinazione e si diversifica l’offerta turistica, si creano nuove motivazioni di viaggio e si accresce il ritorno d’immagine dell’isola”.

Durante il giro del mondo Mura effettuerà anche delle rilevazioni delle condizioni dei mari e degli oceani. Dati utili per la ricerca scientifica.

Gian Basilio Nieddu

 

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