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Gianumberto Accinelli, l’entomologo che insegna la natura alle aziende: “Il vero dream team è quello delle api”

maggio 19, 2017 Rubriche, Very Important Planet

Dalle pagine dei libri, dai microfoni della radio, nei laboratori con le scuole, nelle lezioni in azienda ma pure dai banchi della sua classe. Sempre il meraviglioso mondo della natura in primo piano. E’ la mission di Gianumberto Accinelli, entomologo, scrittore, divulgatore, creatore della start-up Eugea e professore di liceo. Nato a Bologna, il 3 febbraio 1969, ma conosciuto in tutta Italia per la sua capacità di raccontare in modo accattivante gli infiniti segreti del mondo animale e vegetale. A iniziare dalle farfalle e dalle api a cui ha dedicato “La meravigliosa vita delle farfalle”“La meravigliosa vita delle api”, ma non ha esitato a interpretare le pagine di un romanziere decisamente non facile nel libro “Proust e la Natura ritrovata”. La sua ultima fatica è “I fili invisibili della natura” dedicato ai “pasticci” combinati dagli uomini contro l’ecosistema. Storia e storie  che ci racconta in quest’intervista…

D) Gianumberto siamo tutti legati da infinite relazioni, ma l’uomo si sta specializzando nel tagliare questi preziosi fili come scrivi e denunci nel tuo ultimo libro. Ci racconti questi misfatti?

R) Sono 18 storie realmente accadute e dove si sono resi visibili i fili della natura  il cui primo principio è che tutti gli organismi sono collegati tramite connessioni che normalmente non vediamo. Io racconto dei fatti dove, a causa dell’uomo, questi fili si sono recisi e sono successe cose paradossali. Faccio un esempio: colpisco la zanzara del Borneo, cadono tutte le case, esplode il tifo e si paracadutano nell’isola 15 mila gatti…. E’ una catena di eventi tutti collegati tra loro. Come in quest’altra storia: porto la mucca in Australia, produce sterco ma non viene processato perché manca un animale dedicato a questo processo. Sono sommersi dalla…… Il territorio australiano non hai fili per recuperare e bisogna ricucire, qui entra in scena un entomologo di origini polacche che va in  giro per il mondo e trova questo stercorario sudafricano abituato a a smantellare quello dell’elefante e riesce a liberare l’Australia. Sono storie vere che spiegano i pericoli che corre il nostro pianeta.

D) Il complesso sistema della natura con l’uomo che fa opera di sabotaggio? E gli effetti?

R) Sono incalcolabili. Questi fili non si vedono, ma ci sono. Alla fine del libro chiudo con questo monito: attenzione a semplificare troppo, a tagliare questi fili perché non conosciamo tutti gli effetti di questo agire.

D) Si parla tanto dei pericoli  che corrono le api a causa dell’inquinamento. Al simpatico ed utile insetto hai dedicato un libro…

R) La mia chiave di lettura dell’ambiente è narrativa, ho una formazione scientifica, laureato in agraria e poi dottorato, ma racconto la natura sotto forma di storia e storie che ho usato, abbondantemente, per  ”La meravigliosa vita delle api“. L’idea è far scoprire il rispetto della natura, la sua salvaguardia.  L’ultimo capitolo  l’ho dedicato alla scomparsa delle api. In quello precedente alle farfalle, stesso discorso. Sono entrambe in pericolo…

D) Fai comunicazione sui media, ma ti piace anche progettare laboratori, giochi, letture con i bambini, escursioni come “a spasso con l’entomologo”. Una cassetta ricca di attrezzi del mestiere di narratore. Cosa cambia con i più piccoli?

R) Quello che faccio con i bambini, ma pure con gli adulti, è far vedere che la natura ha una specie di alfabeto, delle voci, che bisogna interpretare. Vado in giro con loro e mostro cosa ci dice la natura. La faccio parlare, presto la mia voce. Con i laboratori di eco narrazione dopo aver prestato la voce invito i partecipanti  a raccontarla. Io utilizzo il linguaggio della scienza e della scrittura, le persone  possono raccontarla come vogliono.

D) Parli di natura anche nelle aziende, cosa gli racconti e gli  insegni?

R) Svelo come comunica la natura. Lei  non perde tempo, non manda doppi messaggi,  anzi  sono diretti e molto chiari, massima coerenza con l’interlocutore, non c’è ambiguità. Nel nostro linguaggio dico bianco e intendo nero, la natura è chiara, palese. Bianco uguale bianco. E’ anche estremamente creativa. Un prato fiorito ha tanti colori e forme, ma  lancia  lo stesso messaggio: qui c’è del nettare, cibo per voi. L’espressività della natura è veramente sorprendente. Nelle aziende faccio vedere come l’essere diretti è molto efficace. Uso come metafora il linguaggio all’interno dell’alveare dove si fanno cose straordinarie e si comunica bene. L’ape non ha niente di straordinario, ma sa comunicare. Il dream team per eccellenza perché parla bene!

D) Subisci il fascino della radio, partecipi e dai il tuo contributo a diversi programmi. in onda con lezioni di entomologia?

R) Ora sono impegnato con il  “Volo del Mattino”, su  Radio DeeJay con Fabio Volo,  e l’intento dei nostri 10 minuti è quello di far sorridere e divertire  le persone, spero in modo non banale, con una vera lezione, raccontando come è fatta la natura. Vorrei ispirare dei pensieri e dei ragionamenti.

D) Gianumberto quali sono, secondo te, le priorità ambientali del pianeta?

R) Difficile ordinare una scala di priorità. Il meteorologo indicherà l’ effetto serra e il cambiamento climatico, l’ecologo  la rottura di questi fili quindi della biodiversità. Secondo me la priorità è conoscere: c’è poca conoscenza della natura e la si interpreta in modo consumistico. Chiaro che ci deve dare delle risorse, la nostra è una domanda lecita. Forse è meno lecito considerarla una fabbrica quindi chiedere una produttività esagerata che alla fine si ritorce contro. La priorità  ambientale è di tipo culturale, dobbiamo cambiare le nostre logiche ed obbedire ad un realismo oggettivo: usare quello che la natura ci può veramente dare. Ci piacerebbe che un campo di grano potesse produrre tonnellate e tonnellate di frumento, ma non è così…

D) Tu cosa fai concretamente e quotidianamente per la tutela dell’ambiente?

R) Credo di essere eco-coscienzioso. A livello culturale faccio tante cose, cerco di contagiare più persone  e portarle ad una visione più ampia. Sono viscerale in questo. A livello imprenditoriale ho creato Eugea che vuole incidere sulla realtà, seminando buone pratiche. Personalmente non uso la macchina, preferisco la bici. Con la mia famiglia scegliamo vacanze sostenibili, aderiamo e facciamo la spesa nei GAS. Cerchiamo di fare del nostro meglio….

Gian Basilio Nieddu

 

 

 

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