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Grassano: inceneritore addio, filtri dell’olio riciclati al 97%

aprile 23, 2014 Campioni d'Italia, Rubriche

Quali sono secondo voi le componenti più facilmente riciclabili di un’auto? Sicuramente, tra quelle che vi vengono in mente non c’è il filtro dell’olio: composto di diversi materiali, pieno di residui metallici e oleosi. Uno di quegli oggetti che a fine vita comportano non pochi problemi di smaltimento. Ma il termovalorizzatore non è più l’unica strada: dal 2012, a Pedrone, in provincia di Alessandria, è attivo un impianto – unico in Italia e uno tra i pochi in Europa – per il trattamento e il riciclo dei filtri dell’olio motore di automezzi, in grado di recuperare il 97% dei materiali presenti nel rifiuto. Ad aprirlo è stata la società Grassano, già attiva nel settore della raccolta e recupero degli oli esausti e parte, insieme a Riccoboni e Tecnoambiente della Riccoboni Holding, attiva nei settori della bonifica e del trattamento, trasporto e smaltimento dei rifiuti industriali.

La Grassano, fondata nel 1957 dalla famiglia omonima, è attiva nei settori della raccolta degli oli e delle emulsioni esauste, dei filtri e delle batterie da trazione, e concessionaria dei consorzi che operano in questi diversi settori (COOU, COBAT, CONOE). Entrata nel 2004 a far parte del gruppo parmense, ha sviluppato nel 2006 un impianto per il recupero degli oli esausti e, sei anni dopo, anche quello per il recupero anche dei filtri. “L’aumento del valore economico delle materie prime, insieme alla volontà di privilegiare il recupero, ove possibile aumentando la qualità e le performance del trattamento, ha indotto la nostra società ad effettuare un investimento in un impianto tecnologicamente avanzato che potesse trasformare la maggior parte del rifiuto in materia prima, riducendo al minimo il quantitativo di materiale da smaltire. L’impianto si è così sviluppato coniugando quanto di meglio il mercato potesse offrire, sia dalla scelta dei singoli componenti di impianto che dalle scelte impiantistiche complessive strutturali”, spiega Angelo Riccoboni, ad della holding. L’investimento per realizzare l’impianto, spiega il direttore dello stabilimento di Pedrosa Enrico Bosi, è stato di circa 3 milioni di euro: “E’ stata necessaria una lunga attività di ricerca e progettazione, a cui si è aggiunto l’iter autorizzativo durato un anno e mezzo”.

Ma come avviene di preciso il riciclo di un filtro dell’olio? Dopo una fase di selezione per eliminare dal processo industriale materiali estranei e pericolosi, si passa alla triturazione, con l’obiettivo di ottenere il massimo livello possibile di purezza dei materiali. “I filtri – continua Riccoboni – vengono triturati in pezzi grandi al massimo 3 centimetri e sottoposti alla fase di centrifugazione, nella quale si separa l’olio dal triturato solido. Nei successivi passaggi di separazione il triturato viene diviso in tre componenti: metalli ferrosi, metalli non ferrosi e carta”.

I primi, selezionati attraverso un magnete permanente, rappresentano almeno la metà dei materiali recuperabili, pari nel complesso al 97% del rifiuto, e vengono riciclati nelle acciaierie. L‘alluminio, recuperato attraverso un separatore a correnti indotte, rappresenta circa il 2% e viene anch’esso reimmesso nell’industria. A questi si aggiungono la carta, pari al 34% del totale, che, essendo sporca di olio non può essere riciclata in cartiera e viene quindi utilizzata come combustibile alternativo nei termovalorizzatori. Dai filtri viene anche estratto e recuperato l’olio: pari al 15% del rifiuto totale, viene rigenerato e diventa la base per nuovo olio motore, riducendo quindi l’uso di nuovo petrolio.

L’impianto della Grassano, per il quale la Riccoboni Holding ha ricevuto l’anno scorso una menzione speciale nell’ambito del Premio per lo Sviluppo sostenibile, permette di gestire quasi 5.000 tonnellate all’anno di filtri olio delle automobili, ovvero quasi un terzo della produzione nazionale (16.000 tonnellate). Aggiungendo un’altra centrifuga, la sua capacità può essere raddoppiata. Dimensioni grazie alle quali lo stabilimento può soddisfare potenzialmente il mercato di tutto il nord e centro Italia. La crisi economica ha però fatto diminuire il materiale da avviare al riciclo: “Negli ultimi anni – riflette Bosi – c’è stata una contrazione del 20% sui quantitativi dei filtri. L’industria automobilistica è in difficoltà e le famiglie cambiano la macchina più raramente e riducono interventi di manutenzione come il cambio del filtro dell’olio”.

Veronica Ulivieri

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