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Greenrail: la traversa sostenibile per le linee ferroviarie

aprile 30, 2014 Campioni d'Italia, Rubriche

Oggi nel mondo otto traverse ferroviarie su dieci sono in calcestruzzo: hanno bisogno di molta manutenzione, non sono prodotte con materiali sostenibili e non sono in grado di sfruttare quell’energia prodotta dal passaggio dei convogli che va continuamente sprecata. Da una start up siciliana potrebbe però venire la soluzione a tutte queste criticità. Greenrail ha infatti brevettato e sta prototipando una traversa prodotta in buona parte con materiali riciclati e riciclabili, durevole e capace di produrre energia rinnovabile che potrebbe alimentare i diversi servizi ferroviari, rendendo per esempio autosufficienti le stazioni.

L’azienda, vincitrice del percorso di incubazione SeedLab e tra i cinque finalisti per il riconoscimento “Impresa del futuro” al Premio Gaetano Marzotto, uno dei piú importanti riconoscimenti per l’innovazione italiana, nasce a fine 2012. “L’idea – racconta Giovanni De Lisi, ceo di Greenrail – nasce dalla mia esperienza lavorativa nella società di costruzione e manutenzione di linee ferroviarie della mia famiglia. Conoscendo i problemi dei diversi tipi di traverse, ne ho ideata una innovativa, la sostituta ecosostenibile di quelle tradizionali”.

Il prodotto che De Lisi e gli altri due soci Manfredi Inguaggiato e Salvatore Greco – età media 27 anni – stanno mettendo a punto è composta in buona parte da una miscela di materiali riciclati: la gomma di pneumatici recuperati e polimeri di plastica riciclata. “Con un solo chilometro di linea ferroviaria, si potranno recuperare circa 5.000 tonnellate pneumatici fuori uso e 5.000 tonnellate di plastica”. La parte interna è ancora in calcestruzzo: “Il peso è una caratteristica determinante della traversa. Sul mercato sono presenti anche traverse leggere, che però non possono essere montate su linee per treni che viaggiano a più di 80 chilometri orari”. Il rivestimento in gomma e plastica evita la rigidità tipica del cemento: “Questo fa sì che sia necessaria una minore manutenzione, perché si riduce la polverizzazione del pietrisco. Costituendo un supporto soffice, il rivestimento abbatte anche le vibrazioni, causa in molti casi di crepe agli edifici in prossimità delle linee, e dunque di costi di risarcimento per i gestori. Una traversa Greenrail dura 50 anni, contro i 30-40 di una in calcestruzzo”. Inoltre, nel progetto della start up siciliana, ogni traversa è cablata al proprio interno per sfruttare l’energia prodotta dal passaggio dei treni. “La compressione che subisce il binario, al passaggio del convoglio, attiva il sistema piezoelettrico posizionato all’interno della traversa, che produce energia elettrica e la convoglia tramite un cavo di cablaggio a degli accumulatori”. Le potenzialità di questo sistema sono interessanti: “Per ogni chilometro di linea, con un passaggio medio di 15 treni in un’ora, si si potrebbero arrivare a produrre 120 Kwh di energia pulita al giorno, in grado di coprire i fabbisogni interni dei gestori delle linee, dai consumi delle stazioni a passaggi a livello e semafori. Abbiamo calcolato che se la metropolitana di Roma installasse le nostre traverse, produrrebbe 900 MW di energia all’anno, in grado di alimentare le stazioni e fornire energia anche per usi esterni”.

Il primo target dell’azienda sono i Paesi in via di sviluppo, dove si stanno costruendo nuove linee ferroviarie. “Abbiamo contatti con Brasile, Sud Africa, Russia, Medio Oriente. Da parte di questi Paesi c’è l’interesse a utilizzare le nostre traverse non appena sarà finita la prototipazione, nei prossimi mesi. Puntiamo ad avviare la fase di industrializzazione in uno di questi Paesi il prossimo anno, così da poter cominciare la fornitura nel 2016”, continua De Lisi. Un mercato potrebbe aprirsi però anche nei Paesi sviluppati, con il rinnovamento e la manutenzione ciclica delle linee. Solo in Italia si utilizzano ogni anno da 1,2 a 2 milioni di traverse in cemento, mentre quelle in legno sono ormai in forte diminuzione. “In Italia ci arriveremo, anche se da noi le barriere sono numerose. Nel nostro Paese l’interesse del gestore ferroviario c’è stato, ma prima di inziare la fornitura da noi serve un lungo iter di omologazione”.

Per adesso si prevedono investimenti totali in Greenrail per circa 1 milione di euro: i primi 100.000 sono arrivati dall’azienda di famiglia di De Lisi, altri stanno arrivando da investitori privati e venture capitalist. E nonostante l’Italia non sia un habitat perfetto per le giovani imprese innovative – “Si dedica molta attenzione alle start up digitali, ma l’innovazione industriale è altrettanto importante”, spiega De Lisi – i numeri del mercato delle traverse (nel mondo se ne usano 80 milioni all’anno, per un giro d’affari di 4 miliardi) aprono per l’azienda ottime prospettive: “Al quinto anno di attività è previsto un fatturato di circa 70 milioni di euro, considerando di coprire una fetta di mercato abbastanza piccola”.

Veronica Ulivieri

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