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I have a “green”dream. Ecco il sogno di Riccardo Iacona

settembre 24, 2010 Rubriche, Very Important Planet

Riccardo Iacona, Courtesy of claudiocaprara.irI have a dream: marciapiedi di prato, giardini ovunque e balconi traboccanti di fiori e di piante”. Riccardo Iacona, giornalista e autore per Rai3 di Presa Diretta, uno dei programmi d’inchiesta più seguiti della tv (3 milioni di spettatori), sogna per la sua città, Roma, un’invasione di ossigeno e vegetazione. Impossibile? Lui dice di no e spiega perché.

D) Per lavoro non sta mai fermo, su e giù per l’Italia a girare reportage. Ma quando torna nella Capitale come la trova? Sporca, inquinata o, tutto sommato, vivibile?

R) Roma è una città straordinaria dal punto di vista della vegetazione. Parchi enormi, sia in centro che in periferia. Non c’è grande strada che non abbia la sua lunga fila d’alberi ad ombreggiare il cemento, prendiamo il Lungo Tevere ad esempio, una zona pazzesca. Peccato che poi sia molto inquinata, di quello smog che si sente in gola quando cammini o vai in bicicletta.

D) Quindi servirebbe investire di più in piste ciclabili?

R) Servirebbe moltissimo. Il modello è Parigi: quanto ha creduto nella mobilità sulle due ruote e quanto è più avanti di noi… Ma il mio piccolo sogno sarebbe costruire a Roma marciapiedi di prato al posto che in cemento, trasformarla in un gigantesco giardino. Ci sarebbe più umidità, respireremmo meglio e daremmo lavoro a un sacco di giardinieri!

D) Ci sembra poco probabile…

R) Non credo sia impossibile tecnicamente. Ci sarà pure un modo per studiare banchine drenanti che tengano bene quando piove - forse anche meglio dell’asfalto, che è un moltiplicatore dei danni? Pensiamo a quante foglie intasano le fogne con le alluvioni. Se solo potessimo ridistribuirle qua e là per rinverdire un po’ le nostre strade e le nostre case…

D) Se diventasse assessore all’ambiente del Comune di Roma rivoluzionerebbe il verde pubblico, abbiamo capito. Ma sul fronte trasporti? Funziona tutto bene?

R) No, certo. E’ proprio il trasporto il grande problema della città. Confrontiamoci con Milano: lì ci sono ormai da anni zone off limits alle auto. Si sono attrezzati bene con la metropolitana. Non parliamo di Londra o, torno a citarla, Parigi. Avanti anni luce. Se io fossi un politico a Milano farei un patto con i cittadini: entro 15 anni niente più auto, porterei qui più ossigeno che sulle montagne.

D) Bello sognare, ma la realtà è ben altra. Neanche riusciamo a far funzionare le ZTL per poche ore al giorno. Secondo lei, a quale paese dobbiamo ispirarci per migliorare?

R) Alla Germania. Lo dico perché la conosco bene, ho appena girato lì una parte della mia inchiesta sul nucleare. Ma anche i paesi scandinavi sono all’avanguardia. Non hanno un raggio di sole e usano meglio di noi le energie rinnovabili. E noi? Torniamo al nucleare e neanche abbiamo più il partito dei verdi, la rappresentanza politica in Parlamento che si dovrebbe interessare ai problemi dell’ambiente. In Italia partiamo da un vantaggio evidente: abbiamo il sole, il mare, le coste battute dal vento. Ma quanto siamo lontani dagli obiettivi del 20-20-20, il pacchetto clima previsto dall’Unione Europea!

D) Che ne pensa del decreto Ronchi che impone, per legge, di privatizzare la gestione dell’acqua?

R) E’ una cosa terribile. La solita privatizzazione all’italiana per cui si dovrebbe liberalizzare il mercato e invece si dà solo il destro al clientelismo politico, al malfunzionamento, all’aumento dei costi per i cittadini. Se con la precedente legislazione i comuni erano liberi di scegliere il modo che ritenevano migliore per gestire le risorse idriche, ora il controllo da parte dei privati è imposto per legge. Risultato? Nei consigli comunali non si parlerà più di acqua, entrerà in un cono d’ombra, unica verifica finale le nostre bollette.

D) Il problema non è però che ci sono delle realtà in cui la gestione pubblica non ha funzionato, altre in cui invece ha dimostrato di funzionare benissimo?

R) Certo. Esempio fra tutti Milano: società virtuosissima e tutta pubblica. Il decreto Ronchi è un atto di forza, l’ennesima dimostrazione della poca democrazia sostanziale che c’è nel nostro Paese.

D) Il Governo ha anunciato di voler costruire in Italia 8 nuove centrali. Nella sua inchiesta sul nucleare andata in onda domenica scorsa, lei intervista un importante epidemiologo tedesco che dimostra una realtà inquietante: nelle zone limitrofe alle centrali aumenta di 3 volte il rischio di leucemia per i bambini. Stiamo facendo una scelta sciagurata?

R) Non sono ideologicamente contrario al nucleare. I paesi che ce l’avevano ne hanno tratto il buono. Ora, visti gli enormi costi di manutenzione anche da spente, la difficoltà di smaltire i rifiuti e la pericolosità, si stanno riconvertendo alle energie alternative. Prendiamo ancora una volta il caso Germania. Il governo Merkel potrebbe anche cadere su questo: i tedeschi sono profondamente contrari all’ulteriore sfruttamento dell’energia atomica. La Cancelliera, comunque, ha promesso di far slittare in avanti lo spegnimento definitivo delle centrali, ma nel frattempo di raccogliere soldi da usare in futuro per le rinnovabili. E mentre gli altri smantellano, noi torniamo adesso al nucleare, investendo in centrali che saranno pronte se va bene fra 15 anni. Assurdo.

D) Veniamo a lei e alla sua realtà quotidiana. Che rapporto ha con l’ambiente naturale? Cammina in montagna, ama il mare?

R) Ora che mi ci fa pensare mi viene la tristezza…Non ricordo l’ultima volta che ho avuto un contatto con la natura! Nell’ultimo anno neanche un giorno di vacanza. Quindi niente mare, che adoro, niente giornate sotto l’ombrellone a leggere. Sono stato un velista in passato, molti anni sull’Atlantico. La scorsa estate ho portato mio figlio a fare un corso d’immersione all’Argentario.

D) Temperatura d’inverno in casa sua?

R) Fa sempre freddo. Sto via per giorni e capita che quando torno debba puntare il riscaldamento al massimo. Purtroppo nella casa in cui vivo non ci sono ancora sistemi di riscaldamento intelligente, non si riesce a risparmiare un granchè.

Letizia Tortello

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