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Il miglior difetto di Francesco Lorenzi, leader dei The Sun

giugno 24, 2016 Rubriche, Very Important Planet

Francesco Lorenzi, classe 1982, segno Scorpione ascendente Pesci, imbraccia la prima chitarra a 14 anni e non se ne separa più. Una passione per la musica che gli permette di girare mezzo mondo, un tour ancora in corso da quel dicembre 1997, quando diventa leader e autore per la rock band The Sun. Da un garage della campagna vicentina alla firma del contratto con Sony Music. Una biografia di musica e libri – “La strada del sole” – e impegno per l’ambiente. In questi giorni la band ha pubblicato il nuovo singolo “Il mio miglior difetto“, un omaggio, ad un anno di distanza, a “Laudato Si“, l’enciclica per l’ambiente di papa Francesco.

D) Francesco, parliamo del vostro ultimo singolo ”Il mio miglior difetto”, un video suggestivo e una canzone ricca di citazioni e di amore verso l’ambiente e il creato, giusto?

R) Questo brano è in comunione d’intenti con “Laudato Sì“, non a caso il singolo  è uscito ad un anno esatto dalla pubblicazione dell’enciclica: il 18 giugno. L’album “Cuore Aperto” da cui è estratto ”Il mio miglior difetto” è stato realizzato in contemporanea con questo importante documento. Con modi e parole diverse l’ enciclica e il disco indicano una strada che è davanti ai nostri occhi, le persone possono vedere ed accogliere questo messaggio.

D) Pensi che il messaggio del Papa sia stato accolto dai cittadini e dalle istituzioni? Ieri il cardinale Re ha dichiarato che sull’ambiente si sono fatte “tante parole e pochi fatti”…

R) Sicuramente è stato un messaggio applaudito, acclamato e anche molto letto, ma negli alti livelli decisionali non ho riscontato una reale considerazione o attuazione, nonostante la forte esortazione del Papa. Non è una lettura che ci lascia con il sorriso, ma con la dolorosa coscienza della condizione in cui versa il nostro mondo, ci costa rispettare l’ambiente ma è una sacrifico che dobbiamo fare!

D) La location del video è un deserto, ma ricco di vita: si vedono alberi, farfalle. Un inno al potere della natura?

R) E’ il deserto del Negev, in Israele, una scelta che nasce da un ritiro spirituale che abbiamo fatto lì dove è nata l’idea del nostro album. Un luogo che ci parla della desertificazione del pianeta, ma nonostante tutto anche lì c’è una vita che continua, in quello spazio arido ci sono piccole oasi con alberi, farfalle, uccellini che contrastano con l’immagine di morte. Il simbolo della forza della natura che dobbiamo rispettare.

D) Quali sono i tuoi comportamenti quotidiani per rispettare l’ambiente?

R) Innanzitutto il risparmio quindi l’elettricità solo quando serve, stacco gli elettrodomestici quando non li uso, stesso discorso per l’ acqua: pensa che con uno sciacquone si perdono ben cinque litri di acqua! Poi uso bottiglie di vetro e non di plastica. Sono cose semplicissime da fare, ma nel tempo si ottiene un risparmio considerevole. Curo molto gli acquisti a iniziare da quelli alimentari, anche se non è facile perché la gran parte dei negozi propone prodotti che spesso fanno male a noi e all’ambiente. E’ necessario cercare quelli buoni e utili…

D) Sappiamo che nutri una forte attenzione verso un’ alimentazione sana…

R) Sto cercando di coltivare la terra, di sviluppare un rapporto diretto con le piante come la mia famiglia. I miei nonni e bisnonni avevano un lavoro dedicato alla coltivazione e quindi alla salvaguardia del creato, un’ esperienza più edificante di mille parole. In concreto ho un campo con orto e frutteto, voglio continuare su questa strada e sogno di fare di più in futuro.

D) Sei anche vegetariano?

R) Tendenzialmente, ma quando vedo il grande amore e il rispetto del mio amico contadino verso le sue galline, felici e allevate con cura, allora quelle uova le mangio… Una scelta che difficilmente posso ripetere quando sono in giro per il mondo e divento per forza vegano visto i metodi di allevamento industriali che non condivido. Si deve mangiare tutto quello che è fatto con amore, ma nel mercato si trovano soprattutto alimenti fatti solo per arricchirsi, prodotti che non preservano la vita.

D) Secondo te qual è l’ emergenza ambientale più critica?

R) Ce ne sono talmente tante, ovunque ti volti. Siamo indietro sulle politiche di tutela ambientale ed è una sofferenza. Oggi si parla molto del cibo, ma si tace, per esempio,  degli effetti della centrale nucleare in Giappone e questo mi fa rabbrividire perché ci sono tante centrali nucleari nel mondo. Bisogna ribadire che noi siamo complici di questa distruzione e di uno sviluppo distorto che non rispetta la terra che ci è stata data in eredità. Sento ogni giorno qualcuno che ripete “amo l’ambiente”, ma le scelte poi vanno in direzione opposta.

D) Sei un musicista, ma hai scritto anche un libro autobiografico che proprio questo mese viene ristampato, con prefazione di Monsignor Gianfranco Ravasi…

R) S’intitolaLa strada del sole ed è stata un’esperienza inaspettata, diversi editori mi hanno chiesto di mettere nero su bianco la mia storia e quella della band. Scrivere una biografia a 30 anni mi sembrava un po’forzato ma poi, dopo l’incontro con il Papa, ho pensato che poteva essere un’opera utile per gli altri. E’ stato un processo di spoliazione e ci sono sia le cose buone che quelle negative perché il racconto deve servire, poi ognuno trova la sua personale strada del sole…

Gian Basilio Nieddu


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