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Il nucleare intorno a noi. La Commissione Europea accelera sulla sicurezza dei 132 reattori

giugno 17, 2013 Bollettino Europa, Rubriche

La parola d’ordine è “europeizzazione degli standard di sicurezza”. Il commissario europeo per l’Energia Günter Oettinger ha presentato giovedì scorso la proposta di modifica della direttiva sulla sicurezza nucleare del 2009, introducendo controlli obbligatori e criteri condivisi.

In particolare, il testo stabilisce obiettivi di sicurezza paneuropei destinati a ridurre i rischi e a proteggere maggiormente le persone e l’ambiente; prevede infatti l’esecuzione periodica, a livello europeo, di peer reviews, ossia revisioni da parte di team con tecnici di varie nazionalità e con almeno un rappresentante della Commissione, maggiore trasparenza in fatto di sicurezza nucleare e maggiori poteri per i regolatori nazionali. “Dipende dagli stati membri decidere se vogliono produrre energia nucleare o meno, ma il fatto è che a oggi ci sono 132 reattori in Europa. Il nostro compito è assicurarci che sia data la massima priorità alla sicurezza in ciascuno di questi”, ha sottolineato Oettinger.

Dei 27 stati membri dell’UE – 28 dal 1° luglio, con l’ingresso della Croazia14 ospitano centrali nucleari, anche se quelli che la utilizzano (Italia compresa) sono molti di più. E un eventuale incidente metterebbe in pericolo tutti i Paesi, visto che spesso, come ha ricordato lo stesso commissario, le centrali “si trovano sulle frontiere”. Per questo, a più di due anni da Fukushima, quando i capi dei Paesi dell’UE avevamo chiesto alla Commissione di lavorare a un sistema di sicurezza più efficiente, Oettinger vorrebbe accelerare i tempi. “Ora la palla passa al Consiglio. Speriamo che questa proposta possa diventare legislazione europea prima delle elezioni del Parlamento del prossimo anno”. Anche il Parlamento dovrà dare il proprio parere, ma non sarà vincolante. E gli Stati membri avranno poi 18 mesi per recepire la direttiva a livello nazionale.

In particolare, la proposta prevede obiettivi di sicurezza per gli Stati membri, in modo che “in caso di incidente sia praticamente eliminata l’emissione di radioattività nell’ambiente”. Inoltre, si introduce un doppio sistema di verifica delle centrali: la cosiddetta peer review, una “revisione obbligatoria degli impianti ogni sei anni in tutta l’UE” e un controllo nazionale decennale. Nel primo caso, “gli Stati membri decideranno insieme uno o più aspetti specifici e la metodologia comune delle valutazioni che saranno eseguite da squadre multinazionali”, anche se “in caso di ritardi o di mancata attuazione delle raccomandazioni la Commissione europea può organizzare missioni di verifica”. Inoltre, ha sottolineato Oettinger, “i Paesi sono tenuti a recepire nella normativa nazionale gli standard di sicurezza internazionale”. Per qualsiasi proroga della durata di funzionamento, soprattutto per le centrali che sono in funzione già da 30 anni, “deve esserci obbligo di verifica straordinaria”, ha continuato il commissario.

Un’attenzione particolare è dedicata ai casi di possibili incidenti: “In ogni centrale nucleare sarà obbligatorio creare centri di reazione alle emergenze, protetti contro la radioattività, i terremoti e le inondazioni, e rispettare orientamenti rigorosi per la gestione degli incidenti”. In questo ambito la proposta prevede anche un allargamento delle competenze della Commissione che, “qualora si verifichi un incidente, riceve un mandato affinché insieme agli esperti dello Stato membro possa procedere a una verifica straordinaria della centrale”. Una misura che punta a “favorire la trasparenza” istituendo “l’obbligo di notifica per qualsiasi irregolarità rilevante da parte di ogni Paese”.

Nella proposta si prevedono anche obiettivi di maggiore sicurezza per i nuovi impianti nucleari. Quattro reattori sono in via di costruzione e almeno altri sedici sono quelli di già prevista realizzazione. “Tutte le centrali nuove saranno progettate in modo da garantire che, in caso di danno al nocciolo del reattore, non vi siano conseguenze all’esterno della centrale”. La direttiva garantisce infine che “le autorità nazionali di regolamentazione siano indipendenti nell’adozione delle decisioni e che gli interessi politici, economici o societari non prevalgano sugli obiettivi di sicurezza” e impone maggiore trasparenza: “Le autorità nazionali di regolamentazione e i gestori delle centrali dovranno elaborare una strategia che definirà le modalità di informazione del pubblico, non solo in caso di incidente, ma anche in tempi di ordinario funzionamento della centrale. La strategia dovrà essere pubblicata. I cittadini avranno inoltre la possibilità di partecipare al processo decisionale in caso di autorizzazione della realizzazione di una nuova centrale nucleare”.

Veronica Ulivieri

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