Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » “Il Pianeta tossico” e affollato: la crescita demografica impazzita e gli effetti sulle risorse:

“Il Pianeta tossico” e affollato: la crescita demografica impazzita e gli effetti sulle risorse

gennaio 27, 2015 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Affolliamo un pianeta che abbiamo inquinato e depredato fino al punto di non ritorno. Entro il 2050 dovremo raddoppiare la produzione di cibo per sfamare più di 9 miliardi di persone – oppure ridurre gli sprechi e cambiare gli stili di vita. Perché le terre coltivabili sono finite, i pesticidi avvelenano l’acqua, deforestazione e fertilizzanti accelerano i cambiamenti climatici che a loro volta causeranno siccità e inondazioni, minacciando i fragili raccolti di un’agricoltura intensiva che divora enormi quantità di energia. Siamo troppi, consumiamo già il doppio delle risorse che la Terra può generare e vorremmo consumare ancora di più. Il baratro è sotto i nostri piedi. Il Pianeta tossico“, da poco pubblicato da Piano B edizioni, racconta la più grande sfida che l’umanità abbia mai affrontato: sopravvivere a se stessa. Perché non c’è alcun pianeta da salvare: la Terra può benissimo fare a meno di noi, l’ha fatto per miliardi di anni, e potrebbe tornare a farlo presto. Il giornalista scientifico Giancarlo Sturloni, autore del volume, lo spiega con un linguaggio chiaro e diretto, senza tecnicismi o prudenze, per offrire al lettore la possibilità di comprendere le cause della crisi ambientale e cosa ci attenda nei prossimi decenni. Si chiede se possiamo evitare la catastrofe, o se non sia già troppo tardi. Spingendosi a immaginare cosa resterà del nostro mondo: scheletri di megalopoli, pozzanghere di veleni chimici, barre di combustibili nucleari, spiagge arcobaleno di granelli di plastica. Con una convinzione: l’ambientalismo non è grido di allarme. È una critica radicale al modello di sviluppo che ci ha condotti sull’abisso. Per la rubrica “Racconti d’Ambiente” pubblichiamo oggi un paragrafo del terzo capitolo, dal titolo “Siamo troppi”.

Il primo fu il naturalista olandese Antoni van Leeuwenhoek, nella seconda metà del Seicento. Osservando al microscopio il frenetico accalcarsi dei suoi spermatozoi in una goccia di liquido seminale, non resistette alla tentazione di calcolare la popolazione umana che abitava la Terra. A forza di riprodurci, pensò, presto esauriremo lo spazio che ci è concesso e ci troveremo a sgomitare come spermatozoi in uno schizzo di sperma.

In quel primo sforzo di stimare quanti esseri umani potesse sopportare la Terra, van Leeuwenhoek partì dall’ipotesi che in Olanda vivessero all’incirca un milione di persone, e che la superficie abitabile del pianeta avesse un’estensione 13.000 volte maggiore del suo paese d’origine. Ai suoi occhi, nell’Olanda di allora si stava già fin troppo stretti, sicché immaginò che le altre regioni abitate non fossero ancor più affollate. E così arrivò a concludere che sulla Terra vivessero circa tredici miliardi di persone. E che il pianeta non potesse sopportarne di più.

In realtà, all’epoca di van Leeuwenhoek la popolazione umana si aggirava intorno al mezzo miliardo. Mentre gli olandesi, che oggi sono sei milioni, e con oltre quattrocento individui per chilometro quadrato conservano il primato europeo di densità demografica, hanno imparato a stiparsi meglio. Eppure, nonostante le premesse sbagliate, le nostre stime sul carico di persone che il pianeta può reggere non sono poi così lontane da quelle azzardate quattro secoli fa dal naturalista olandese.

Come detto, oggi siamo oltre sette miliardi, e al ritmo conigliesco di un milione in più ogni quattro giorni e mezzo, entro fine secolo arriveremo a dieci miliardi. Forse la Terra può sopportare un numero di persone ancora maggiore. Ma non c’è dubbio che si comincia a stare stretti. Non tanto per ragioni di spazio, bensì in termini di risorse naturali disponibili per la nostra stessa sopravvivenza.

E anche su questo le prime preoccupazioni risalgono a parecchio tempo fa. Verso la fine del Settecento un giovane reverendo anglicano di nome Thomas Malthus si accorse che nella sua chiesa del Surrey si celebravano più battesimi che funerali. L’ecclesiastico fece due più due e nel 1798 pubblicò il suo celebre Saggio sul principio di popolazione, ammonendo che la specie umana proliferava troppo rapidamente rispetto alla disponibilità di cibo. Presto o tardi, ragionò Malthus, non ne avremmo avuto a sufficienza per tutti.

Il padre della demografia aveva osservato che, in natura, quando una popolazione cresce troppo in fretta rispetto alle risorse a disposizione va incontro a un collasso demografico, talvolta fatale per l’intera specie. E non trovava ragioni per cui la nostra specie avrebbe potuto fare eccezione.

Malthus aveva però sottostimato il potere dell’innovazione tecnologica, che proprio all’epoca conobbe un’accelerazione sorprendente. La rivoluzione industriale e la scoperta dei combustibili fossili permisero all’umanità di aumentare la produzione di cibo oltre ogni aspettativa, sostenendo una crescita demografica vertiginosa.

Forse però Malthus non aveva completamente torto. Lo sviluppo tecnologico potrebbe avere solo rimandato il problema.

La storia umana mostra che in passato anche civiltà tecnologicamente

evolute si sono scontrate con i limiti imposti dalla finitezza delle risorse naturali. Lo sfruttamento eccessivo dell’ambiente ha sempre giocato un ruolo cruciale nel loro rapido declino, che spesso è giunto inaspettato, poco dopo aver raggiunto il culmine della prosperità.

A decretare la fine degli antichi abitanti dell’Isola di Pasqua, per esempio, fu il disboscamento completo del territorio. Per iMaya, invece, una funesta combinazione di crescita demografica, danni ecologici e mutamenti climatici.

Per caso vi ricorda qualcosa?

Deforestazione, distruzione degli habitat, erosione del suolo, prosciugamento delle risorse idriche, eccesso di caccia e pesca,aumento eccessivo della popolazione, pratiche agricole insostenibili, cambiamenti climatici: sono questi gli ingredienti ambientali che hanno spinto al collasso le civiltà del passato. Noi moderni potremmo aggiungere una spolveratina di sostanze artificiali supertossiche. Il tutto condito, oggi come ieri, con una sottovalutazione dei segnali premonitori, nell’incapacità di capire la gravità della minaccia o per il prevalere di interessi egoistici di parte. Ed ecco la ricetta del perfetto eco-suicidio.

Certo, quando gli abitanti dell’Isola di Pasqua, uno sperduto fazzoletto di terra in mezzo all’oceano, hanno abbattuto l’ultimo albero, non avevano un altro luogo dove andare. Ma oggi chel’umanità è sostenuta da un’economia che opera su scala globale, l’intero pianeta è un’isola. E se finiranno le risorse, nemmenonoi avremo un altro posto dove andare.

Giancarlo Sturloni*

* Si occupa di formazione e consulenza in campo scientifico, sanitario e ambientale. Collabora con la Rai e scrive per l’Espresso, curando anche il blog d’autore Toxic Garden sui rischi ambientali. Insegna Comunicazione del rischio all’Università degli Studi di Udine e Governance e cittadinanza scientifica alla SISSA di Trieste. È autore di diversi libri tra cui Le mele di Chernobyl sono buone. Mezzo secolo di rischio tecnologico (Sironi, 2006). Con Daniela Minerva ha curato il volume Di cosa parliamo quando parliamo di medicina (Codice, 2007). Nel cassetto ha una laurea in fisica, un master in comunicazione della scienza e un dottorato in scienza e società.

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Quale scegliere? Piccola guida alla lettura delle etichette energetiche degli elettrodomestici

aprile 28, 2017

Quale scegliere? Piccola guida alla lettura delle etichette energetiche degli elettrodomestici

Di recente il Parlamento Europeo ha annunciato di aver raggiunto un accordo su un nuovo tipo di etichetta energetica per gli elettrodomestici con l’obiettivo di creare un sistema che sia realmente “2.0″. L’intenzione è fare in modo che, grazie alla presenza di QR code e link, entro la fine del 2019 ogni etichetta rimandi ad [...]

“Fare i conti con l’ambiente” verso la decima edizione

aprile 27, 2017

“Fare i conti con l’ambiente” verso la decima edizione

“Fare i conti con l’ambiente” il festival formativo ravennate, che si terrà da mercoledì 17 a venerdì 19 maggio 2017, si appresta a tagliare il traguardo dei dieci anni con un programma ricco di iniziative. Grande spazio sarà previsto sulle tematiche connesse alla mobilità sostenibile con la presentazione di due progetti europei. Il primo, Low Carbon Transport [...]

SIMPLA: formazione gratuita per i Comuni su mobilità sostenibile ed efficienza energetica

aprile 27, 2017

SIMPLA: formazione gratuita per i Comuni su mobilità sostenibile ed efficienza energetica

Decongestionare il traffico, ottenere una maggiore efficienza energetica, ridurre le emissioni inquinanti: sono obiettivi sempre più stringenti che le amministrazioni locali devono perseguire per concorrere alla tutela ambientale e contrastare i cambiamenti climatici, in linea con le indicazioni dell’UE. Per questo il progetto europeo SIMPLA (Sustainable Integrated Multi-sector PLAnning) ha aperto un bando dedicato ai [...]

Per salvare il suolo bastano 54.000 firme in Italia. Legambiente al rush finale

aprile 26, 2017

Per salvare il suolo bastano 54.000 firme in Italia. Legambiente al rush finale

In occasione della Giornata della Terra del 22 aprile Legambiente si è mobilitata in tutta Italia per incrementare le adesioni alla petizione popolare europea People4Soil. Nelle piazze i volontari del cigno verde hanno raccolto le firme per chiedere all’Unione Europea di introdurre una legislazione specifica sul suolo, riconoscendolo e tutelandolo come patrimonio comune. Il traguardo da [...]

Da Città di Castello a Roma, parte la Discesa del Tevere in ricordo di Goethe

aprile 24, 2017

Da Città di Castello a Roma, parte la Discesa del Tevere in ricordo di Goethe

Domenica 23 aprile è partita da Città di Castello in Umbria la 38°Discesa Internazionale del Tevere, per arrivare il 1 maggio a Roma e attraversare la Città Eterna in canoa, in bici e a piedi. Lungo il percorso visite ad ecomusei e borghi, pasti con prodotti biologici locali e anche “la cena di Wolfgang Goethe“, per celebrare, in [...]

Adidas presenta le nuove running Parley realizzate con i rifiuti plastici degli Oceani

aprile 24, 2017

Adidas presenta le nuove running Parley realizzate con i rifiuti plastici degli Oceani

Adidas ha presentato in occasione dell’Earth Day 2017 le edizioni Parley delle iconiche scarpe running UltraBOOST, UltraBOOST X e UltraBOOST Uncaged, realizzate utilizzando i rifiuti plastici che inquinano gli oceani (simboleggiati dalle tonalità blu e azzurre dei nuovi modelli), disponibili nei negozi e online a partire dal 10 maggio. Ricavando uno speciale filato destinato ai dettagli [...]

Anche in Italia si marcia per la scienza nella Giornata della Terra

aprile 22, 2017

Anche in Italia si marcia per la scienza nella Giornata della Terra

Nel gennaio scorso un gruppo di ricercatori statunitensi ha promosso una March for Science da realizzarsi durante la Giornata della Terra per appoggiare la ricerca scientifica impegnata nella difesa della nostra salute, della sicurezza e dell’ambiente e denunciare le pressioni che la minacciano. L’obiettivo è di dare un forte segnale pubblico a favore della ricerca e di politiche [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende