Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » Il Pino Laricio, colonna portante delle cattedrali arboree nella Sila del passato:

Il Pino Laricio, colonna portante delle cattedrali arboree nella Sila del passato

maggio 7, 2013 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Proseguono i racconti della serie “Giona degli Alberi“, scritti in esclusiva per Greenews.info da Tiziano Fratus, il cercatore di alberi in viaggio alla ricerca degli alberi monumentali italiani. L’ottava puntata, seconda parte di un reportage sui grandi alberi della Sila, in Calabria, è dedicata al Pino nero Laricio. L’editore Kowalski ha intanto pubblicato l’ultimo libro di Fratus, il “Manuale del perfetto cercatore d’alberi”, una guida pratica e “filosofica” per tutti coloro che vogliono coltivare quella tensione alla ricerca della natura che alberga in ciascuno di noi. Pino laricio. L’albero sovrano della Sila è una specie particolare, autoctona, di pino nero chiamato dai botanici, e da qualche forestale colto, Pinus nigra subspecie laricio. Le pinete erano folte e ricoprivano la maggior parte della Sila fino alla fine del secolo scorso, questi boschi erano così celebri da essere citati come esempi del maggiore dei boschi italiani da Virgilio e da Dante, fra i tantissimi. La Selva d’Italia. Poi sono arrivati dapprima gli austriaci, con le prime enormi segherie, e poi le due guerre e soprattutto la richiesta di risarcimento per le spese belliche, avanzate da inglesi e americani, che hanno portato ad un vero e proprio sciacallaggio dei boschi silani, con questi pini altissimi dai tronchi senza rami per quaranta metri. Chissà quanti e quali monumenti della natura sono stati abbattuti senza controllo, per produrre legname da nave e da cantiere. Ma già nei tempi antecedenti probabilmente si erano abbattuti esemplari ben più annosi di quei pochi che oggi ci ritroviamo a difendere, a proteggere; la Sila è stata d’altro canto la falegnameria dei romani quanto dei Borboni. Il giornalista viaggiatore Guido Piovene così scriveva di questi luoghi, a metà degli anni Cinquanta: “Regna il pino silano, albero libero. Esso forma cattedrali arboree dai tronchi regolari e fitti, che si prolungano talvolta per qualche chilometro, avviluppando anche le cime, e riempiendo perciò la Sila di luoghi segreti. Si direbbe che il Mezzogiorno, costretto nelle forme di un paesaggio nordico, si manifesti sotto il travestimento, con un soprappiù di linfa. La Sila è una fantasia del Nord eseguita con il rigoglio meridionale”.

Cosa ci resta di tutto quel mondo? Poche porzioni di foresta, piccoli nuclei, concentrazioni, come direbbero in California pochi groves dove andare a visitare gli alberi più vetusti. Una di queste aree è molto conosciuta, da chi visita la Sila e la Calabria turistica: è la riserva naturale biogenetica di Fallistro, a Spezzano, nota come i “Giganti della Sila”, dove riposano cinquantadue grandi alberi, tutti numerati, misurati e avvicinabili grazie ad una curatissima sentieristica percorribile anche da disabili, una rarità se guardiamo le dotazioni standard dei parchi italiani. Alberi alti fra i 35 ed i 43 metri. Il maggiore è un esemplare doppio, 610 cm di circonferenza prima della biforcazione dei due tronchi che corrono su oltre quota 40 metri. Alcuni sono obliqui, con arcuate ramificazioni ricadenti, e poi i tronchi, con le placche della corteccia bianchissime, lucide, quasi riflettenti. Quattro esemplari che negli ultimi anni sono letteralmente esplosi, precipitati a terra e divelti, mentre uno si è spezzato e ciò che resta è a terra ed è stato ribattezzato dai bambini “pinosauro”. Alcuni pini portano il segno profondo della “slupatura”, un procedimenti di raccolta della resina che viene prodotta in abbondanza dalla specie, utilizzata dai contadini e dai pastori per alimentare le fiaccole, e che a lungo andare disegnano vere e proprie caverne alla base dei tronchi. In una di queste slupature sono entrato in piedi.

La “quota 40 metri” sa già mettere sotto scacco psicologico le menti di noi uomini, anche perché si tratta di un’altezza non costruita da noi, dalle nostre mani e dal nostro ingegno, con l’aiuto di  macchine, ma è la natura che si è proiettata fin lassù. Certo, quando si sono viste le foreste di sequoia, di eucalitto, di kapok o di douglasia queste proporzioni possono anche non sorprendere più, essendo quelle alte 60, 70, 80, anche 90 metri. Ma i nostri boschi europei, e penso a quelli di conifera che incontriamo sulle Alpi fra i 1.300 ed i 2.000 metri, sono cattedrali verdi, panciutissime, dove le nostre anime si possono perdere e possono riacquistare l’equilibrio che la vita cittadina e le tante difficoltà dei nostri giorni mettono a dura prova.

Recentemente sono stati individuati altri nuclei di pini laricio di grande dimensione e probabilmente prossimi, per età, ai giganti di Fallistro. Fra queste la pineta in località Gallopane a Longobucco e la pineta a ridosso del lago di Cecita. Proprio qui, in visita insieme agli amici della Forestale, ho potuto misura un albero davvero portentoso, cresciuto in costa, dritto, supera i 25 metri di altezza e sta sul ripido, fra la strada che circonda il lago e conduce, salendo a Longobucco, mentre sotto c’è il lago. Il grosso tronco ci ha catturato con la sua litania, un Sirenio lacustre, che ho poi misurato: 564 cm di circonferenza del tronco a petto d’uomo.

Seguendo la strada che sale al paese si fiancheggia un albero “sacro”, con l’effigie di San Francesco da Paola, figura storica e religiosa che abbiamo già incontrato nella prima parte di questo reportage. Un tabernacolo è stato posto alla base del pino, 450 cm di circonferenza, che si manifesta in lunghe ramificazioni superiori. Poco più su mi mostrano il cosiddetto “Bello della Sila”, una geometria perfetta, un fuso di albero dritto, goniometrico, 40 metri puri di altezza senza ramificazione laterale. Nella valle sottostante notiamo un pino molto alto, che ci supera in altezza e che parte dal fondo e che ad occhio fa pensare ai 50 metri. Che sia un competitore dei due abeti più alti d’Italia, quello di Lavarone nel trentino e quello in Abruzzo, entrambi alti 54 metri?

Tiziano Fratus

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Mercato del gas: soluzioni più sostenibili ed efficienti per la transizione energetica. La visione di E.ON

settembre 1, 2020

Mercato del gas: soluzioni più sostenibili ed efficienti per la transizione energetica. La visione di E.ON

Il gas naturale è da tempo una delle principali fonti energetiche del mondo e potrebbe ulteriormente acquisire un ruolo chiave nella “transizione energetica”, come recentemente evidenziato dal Global Gas Report 2020 di International Gas Union (IGU), BloombergNEF (BNEF) e Snam e, sul fronte italiano, dalle proiezioni dello Studio Confindustria – Nomisma Energia “Sistema gas naturale [...]

Circularity, il motore di ricerca per far incontrare domanda e offerta di rifiuti

giugno 26, 2020

Circularity, il motore di ricerca per far incontrare domanda e offerta di rifiuti

Circularity, start up innovativa fondata nel 2018 con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo dei rifiuti in Italia, ha lanciato il primo motore di ricerca per raccogliere informazioni e concludere transazioni che consentano alle imprese industriali di attivare processi di economia circolare e gestire i rifiuti come una risorsa e non soltanto come un costo e [...]

Condizionamento dell’aria e “povertà energetica”. Dati preoccupanti dallo studio di Ca’ Foscari

giugno 4, 2020

Condizionamento dell’aria e “povertà energetica”. Dati preoccupanti dallo studio di Ca’ Foscari

L’uso del condizionatore gonfia notevolmente le bollette elettriche delle famiglie, con importanti conseguenze sulla loro “povertà energetica”. Lo rivela uno studio condotto da un gruppo di ricerca dell’Università Ca’ Foscari Venezia e del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), appena pubblicato sulla rivista scientifica Economic Modeling. Studi precedenti realizzati negli Stati Uniti stimano un incremento [...]

CONAI e Università della Basilicata: un’opportunità per 80 giovani laureati

giugno 4, 2020

CONAI e Università della Basilicata: un’opportunità per 80 giovani laureati

E’ in fase di partenza l’edizione 2020 del progetto Green Jobs, nato per promuovere la crescita di competenze e sensibilità nel settore dell’economia circolare attraverso attività formative sul territorio: CONAI e l’Università degli Studi della Basilicata daranno, anche quest’anno, la possibilità a ottanta laureati della Regione di partecipare gratuitamente a un iter didattico per facilitare [...]

Non dimentichiamo l’usato: vale 24 miliardi di euro l’anno

maggio 27, 2020

Non dimentichiamo l’usato: vale 24 miliardi di euro l’anno

Quanto la second hand economy sia ormai rilevante nell’economia nazionale italiana lo conferma la sesta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da BVA Doxa per Subito, piattaforma leader in Italia per la compravendita di oggetti usati, con oltre 13 milioni di utenti unici mensili, che ha evidenziato come il valore generato da questa forma di “economia [...]

Möves: a Milano al lavoro in eBike

maggio 20, 2020

Möves: a Milano al lavoro in eBike

Anche a Milano finisce il lockdown e nasce Möves (dal gergo dialettale milanese: “muoviamoci“), un progetto dedicato alle aziende del capoluogo lombardo che vogliono agevolare la mobilità in sicurezza dei propri dipendenti. In base ai dati emersi da un censimento, il numero di residenti milanesi che si sposta quotidianamente per recarsi al luogo di lavoro [...]

Superbonus 110%, Gabetti: “previsti 7 miliardi di investimenti per l’efficienza energetica”

maggio 15, 2020

Superbonus 110%, Gabetti: “previsti 7 miliardi di investimenti per l’efficienza energetica”

Tra i provvedimenti varati dal Governo il nuovo “Decreto Rilancio” prevede l’innalzamento delle detrazioni dell’Ecobonus e del Sismabonus al 110% a partire dal 1° luglio 2020, aprendo importanti opportunità di rilancio per il settore immobiliare nel dopo emergenza Covid. “Grazie al ‘Decreto Rilancio’ e al Superbonus al 110% sarà possibile intervenire sulle nostre città con [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende